L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28260 del 4 novembre 2024 chiarisce che, in ambito contrattuale, la volontà di avvalersi di una clausola risolutiva espressa può essere espressa anche implicitamente, purché in modo chiaro. Questa dichiarazione può essere inclusa nell'atto di citazione per la risoluzione del contratto o in atti giudiziari simili, senza necessità di una dichiarazione preliminare separata.
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Incendio della cosa locata e la presunzione di colpa
Per la Corte di Cassazione, con l'Ordinanza del 18 ottobre 2024, la n. 27089, nella ipotesi di incendio della cosa locata, il conduttore risponde della perdita o deterioramento del bene, qualora non provi che il fatto si sia verificato per causa a lui non imputabile, ponendo l’art. 1588 cod. civ. a suo carico una presunzione di colpa, superabile solo con la dimostrazione di avere adempiuto diligentemente i propri obblighi di custodia e con la prova positiva che il fatto da cui sia derivato il danno o il perimento della cosa è addebitabile ad una causa esterna al conduttore a lui non imputabile, da individuarsi in concreto, ovvero al fatto di un terzo, del quale è invece irrilevante accertare l’identità, esulando l’identificazione di tale soggetto dall’attività oggetto della prova liberatoria
Comoda divisibilità di un immobile e il criterio oggettivo
Per la Suprema Corte, con la sentenza del 18 ottobre 2024, la n. 27040, l'accertamento del giudice di merito circa la comoda divisibilità di un immobile va condotto in base al criterio oggettivo della concreta possibilità di ripartirlo senza pregiudizio per il suo valore economico, così da poter attribuire a ciascun condividente un'entità autonoma e funzionale, valutando la fattibilità dell'intervento edilizio necessario per la divisione in relazione alle caratteristiche del bene e la compatibilità con la disciplina urbanistica vigente, avuto riguardo sia alla normativa nazionale che ai regolamenti e strumenti urbanistici locali, particolarmente in caso di vincoli storico-ambientali.
Contratto e l’Interpretazione letterale
La Cassazione ha statuito, con l'Ordinanza del 18 ottobre 2024, la n. 27033, che l’art. 1362 cod. civ., allorché nel primo comma prescrive all’interprete di indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti senza limitarsi al senso letterale delle parole, non svaluta l’elemento letterale del contratto ma, al contrario, intende ribadire che, qualora la lettera della convenzione, per le espressioni usate, riveli con chiarezza ed univocità la volontà dei contraenti e non vi sia divergenza tra la lettera e lo spirito della convenzione, una diversa interpretazione non è ammissibile.
Responsabilità genitoriale diretta per fatto proprio
La Corte di Cassazione con l'Ordinanza del 18 ottobre 2024, la n. 27061, ha affermato che sussiste responsabilità genitoriale diretta per fatto (anche) proprio dei genitori, che concorre con quella del minore, per non avere essi, con idoneo comportamento educativo e di sorveglianza rapportato alle esigenze e al carattere del minore, impedito il fatto dannoso.
La finzione di avveramento della condizione
Secondo la Corte di Cassazione, con la Sentenza del 18 ottobre 2024, la n. 27124, la finzione di avveramento della condizione di cui all’art. 1359 cod. civ. non si applica alle condizioni potestative semplici o improprie, anche nell’ipotesi in cui si tratti di condizione di adempimento.
Diritto al compenso per il professionista in caso di domanda risarcitoria committente
Per la Corte di Cassazione con l'ordinanza del 18 ottobre 2024, la n. 27042, nel contratto d’opera intellettuale, qualora il committente non abbia chiesto la risoluzione per inadempimento, ma solo il risarcimento dei danni, il professionista mantiene il diritto al corrispettivo della prestazione eseguita, in quanto la domanda risarcitoria non presuppone lo scioglimento del contratto e le ragioni del committente trovano in essa adeguata tutela.
La presunzione di buona fede dei terzi del negozio simulato
Per la Corte di Cassazione, con l'Ordinanza del 18 ottobre 2024, la n. 27048, la presunzione di buona fede che assiste coloro che abbiano acquistato, in dipendenza del negozio simulato, un diritto proprio ed autonomo sulla cosa simulatamente alienata, ha valore di presunzione semplice, per superare la quale possono essere utilizzate, quali fonti legittime ed esclusive di convincimento del giudice, anche delle semplici presunzioni aventi i requisiti prescritti dall'art 2729 c.c..
Omesso esame processuale non è omessa pronuncia
L'omesso esame di una questione processuale, come un'istanza di ricusazione, non costituisce vizio di omessa pronuncia. Questo vizio si verifica solo per il mancato esame di domande o eccezioni di merito.
Al correntista prova ripristinatoria rimesse contestate
Per la Cassazione con l'Ordinanza del 16 ottobre 2024 la n. 26897, nel contratto di conto corrente, la banca può eccepire la prescrizione dell'actio indebiti affermando la natura solutoria delle rimesse contestate e l'inerzia del correntista. Spetta al correntista dimostrare che le rimesse hanno natura ripristinatoria.






