Accordo CTU non è conciliazione giudiziale tipica
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Accordo CTU non è conciliazione giudiziale tipica

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2212 del 30 gennaio 2025, chiarisce che un accordo tra le parti verbalizzato dal consulente tecnico d'ufficio (CTU) non è una conciliazione giudiziale che chiude automaticamente il processo, specialmente se redatto senza la presenza del giudice e al di fuori dei casi di contestazione contabile previsti dall'articolo 199 del codice di procedura civile. Tuttavia, se il giudice ne riconosce gli elementi, tale accordo può costituire una vera e propria transazione sostanziale. Questo significa che pone fine alla disputa iniziale e crea nuovi obblighi per le parti coinvolte. Nel caso specifico, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d'appello che aveva ritenuto non vincolante l'accordo raggiunto dalle parti durante un processo poi conclusosi con il deposito del verbale di definizione concordata, solo perché non era stato formalizzato in un provvedimento del giudice.

Esclusa responsabilità precontrattuale da clausola arbitrale
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Esclusa responsabilità precontrattuale da clausola arbitrale

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2145 del 30 gennaio 2025, precisa che in un arbitrato irrituale, una clausola compromissoria che affida agli arbitri le dispute sull'interpretazione, esecuzione e risoluzione del contratto a cui si riferisce, salvo diversa indicazione, include solo le controversie basate sul contratto stesso. Pertanto, non rientrano in queste controversie quelle relative al risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale. In questo caso, il contratto non è la fonte del diritto al risarcimento, ma solo un fatto antecedente.

Validità delibera presupposto per decreto ingiuntivo
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Validità delibera presupposto per decreto ingiuntivo

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2211 del 30 gennaio 2025, chiarisce che esiste un rapporto di continenza (previsto dall'articolo 39, comma 2, del codice di procedura civile) tra la causa di opposizione a un decreto ingiuntivo per il pagamento di oneri condominiali e la causa di impugnazione della delibera assembleare che ha approvato e ripartito quella spesa su cui si basa il decreto ingiuntivo. Questo perché le parti sono le stesse e le domande contrapposte sono strettamente collegate, riguardando lo stesso rapporto. Infatti, la validità e l'efficacia della delibera sono un presupposto logico e giuridico necessario per decidere sull'opposizione al decreto ingiuntivo. Di conseguenza, se non è possibile riunire i procedimenti o dichiarare la continenza per motivi processuali, il giudice dell'opposizione al decreto ingiuntivo può sospendere il giudizio (ai sensi degli articoli 295 o 337, comma 2, del codice di procedura civile) in attesa della decisione del giudizio pregiudiziale in cui è stata impugnata la delibera condominiale.

Mantenimento Figli Maggiorenni: Redditi e Bisogni
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Mantenimento Figli Maggiorenni: Redditi e Bisogni

Per stabilire quanto un genitore deve contribuire al mantenimento di figli maggiorenni non autonomi (sia in caso di separazione/divorzio che di figli nati fuori dal matrimonio), è fondamentale considerare i redditi di entrambi i genitori e confrontarli. Inoltre, si devono valutare le necessità attuali del figlio e il suo precedente tenore di vita. La Cassazione ha sottolineato che non è sufficiente basarsi sulle presunte esigenze di un giovane, ma è necessaria un'analisi comparativa delle condizioni economiche dei genitori per rispettare il principio di proporzionalità e l'uguaglianza genitoriale. Nel caso specifico, la Corte d'Appello aveva errato limitandosi a considerare l'età del figlio senza esaminare e confrontare le finanze dei genitori.

Valutazione Prove: Insindacabile in Cassazione
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Valutazione Prove: Insindacabile in Cassazione

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2573 del 3 febbraio 2025, ribadisce che non è compito suo riesaminare le prove già valutate dal giudice di merito. Non conta se tali prove potevano essere interpretate diversamente. In particolare, l'apprezzamento delle testimonianze, l'attendibilità dei testi e il valore probatorio delle loro dichiarazioni rientrano nella libera valutazione del giudice di primo e secondo grado. Nel processo civile, l'interpretazione e la valutazione delle prove, il controllo della loro attendibilità e concludenza, la selezione delle prove ritenute utili a dimostrare i fatti e la scelta di quelle per formare il proprio convincimento sono compiti esclusivi del giudice di merito. Pertanto, il peso probatorio attribuito a specifiche testimonianze non può essere contestato in sede di legittimità.

Consenso informato non esclude responsabilità medica
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Consenso informato non esclude responsabilità medica

Con l'ordinanza civile n. 2562 del 3 febbraio 2025, la Corte di Cassazione chiarisce che la firma del paziente sul modulo di consenso informato per un intervento chirurgico non esonera automaticamente i medici da responsabilità. Infatti, il consenso non copre errori medici o scelte terapeutiche sbagliate. Allo stesso modo, le conoscenze personali del paziente (nel caso specifico, un veterinario) non sono rilevanti, poiché la decisione sulla terapia, con l'illustrazione di rischi e benefici, è compito del medico. Il consenso all'operazione non dimostra che tale informazione sia stata fornita correttamente.

Cassazione con rinvio: preclusione su questioni presupposte
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Cassazione con rinvio: preclusione su questioni presupposte

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2365 del 31 gennaio 2025, chiarisce che nel giudizio di rinvio, la possibilità di rilevare un giudicato (sia interno che esterno) deve essere considerata insieme alle regole specifiche di tale giudizio. In particolare, la sentenza di cassazione con rinvio ha un'efficacia preclusiva che riguarda non solo le questioni discusse in Cassazione (sollevate dalle parti o d'ufficio), ma anche quelle che sono la base necessaria di quella decisione, anche se non esplicitamente trattate. Di conseguenza, il giudice di rinvio non può esaminare l'esistenza di un giudicato (esterno o interno) se tale esistenza è stata esclusa, almeno implicitamente, dalla decisione della Cassazione che ha disposto il rinvio, anche se si sarebbe potuta allegare o rilevare.

Separazione consensuale: libertà accordi economici coniugi
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Separazione consensuale: libertà accordi economici coniugi

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2546 del 3 febbraio 2025, stabilisce che in caso di separazione consensuale, i coniugi hanno ampia libertà di accordarsi sui loro aspetti economici e patrimoniali. Possono anche decidere come dividere i beni in comunione legale, stabilendo quote diverse in vista della futura divisione. Tale accordo non è nullo, a condizione che non pregiudichi gli obblighi previsti dalla legge a tutela dei figli.

Occupazione abusiva: proprietario prova danno subito
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Occupazione abusiva: proprietario prova danno subito

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2610 del 3 febbraio 2025, precisa che chi chiede risarcimento per l'occupazione abusiva del proprio immobile deve dimostrare il danno subito. Per il danno emergente, occorre provare la concreta impossibilità di utilizzare l'immobile. Per il lucro cessante, bisogna indicare il preciso danno economico, come la perdita di occasioni di vendita o affitto a prezzi migliori. Se il convenuto contesta, il proprietario deve fornire prove, anche tramite indizi o richiamando fatti noti. Qualora non sia possibile quantificare esattamente il danno, il giudice lo valuterà in modo equitativo, potendo usare come riferimento il canone di locazione di mercato.