Validità delibera presupposto per decreto ingiuntivo
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Validità delibera presupposto per decreto ingiuntivo

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2211 del 30 gennaio 2025, chiarisce che esiste un rapporto di continenza (previsto dall'articolo 39, comma 2, del codice di procedura civile) tra la causa di opposizione a un decreto ingiuntivo per il pagamento di oneri condominiali e la causa di impugnazione della delibera assembleare che ha approvato e ripartito quella spesa su cui si basa il decreto ingiuntivo. Questo perché le parti sono le stesse e le domande contrapposte sono strettamente collegate, riguardando lo stesso rapporto. Infatti, la validità e l'efficacia della delibera sono un presupposto logico e giuridico necessario per decidere sull'opposizione al decreto ingiuntivo. Di conseguenza, se non è possibile riunire i procedimenti o dichiarare la continenza per motivi processuali, il giudice dell'opposizione al decreto ingiuntivo può sospendere il giudizio (ai sensi degli articoli 295 o 337, comma 2, del codice di procedura civile) in attesa della decisione del giudizio pregiudiziale in cui è stata impugnata la delibera condominiale.

Mantenimento Figli Maggiorenni: Redditi e Bisogni
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Mantenimento Figli Maggiorenni: Redditi e Bisogni

Per stabilire quanto un genitore deve contribuire al mantenimento di figli maggiorenni non autonomi (sia in caso di separazione/divorzio che di figli nati fuori dal matrimonio), è fondamentale considerare i redditi di entrambi i genitori e confrontarli. Inoltre, si devono valutare le necessità attuali del figlio e il suo precedente tenore di vita. La Cassazione ha sottolineato che non è sufficiente basarsi sulle presunte esigenze di un giovane, ma è necessaria un'analisi comparativa delle condizioni economiche dei genitori per rispettare il principio di proporzionalità e l'uguaglianza genitoriale. Nel caso specifico, la Corte d'Appello aveva errato limitandosi a considerare l'età del figlio senza esaminare e confrontare le finanze dei genitori.

Valutazione Prove: Insindacabile in Cassazione
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Valutazione Prove: Insindacabile in Cassazione

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2573 del 3 febbraio 2025, ribadisce che non è compito suo riesaminare le prove già valutate dal giudice di merito. Non conta se tali prove potevano essere interpretate diversamente. In particolare, l'apprezzamento delle testimonianze, l'attendibilità dei testi e il valore probatorio delle loro dichiarazioni rientrano nella libera valutazione del giudice di primo e secondo grado. Nel processo civile, l'interpretazione e la valutazione delle prove, il controllo della loro attendibilità e concludenza, la selezione delle prove ritenute utili a dimostrare i fatti e la scelta di quelle per formare il proprio convincimento sono compiti esclusivi del giudice di merito. Pertanto, il peso probatorio attribuito a specifiche testimonianze non può essere contestato in sede di legittimità.

Consenso informato non esclude responsabilità medica
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Consenso informato non esclude responsabilità medica

Con l'ordinanza civile n. 2562 del 3 febbraio 2025, la Corte di Cassazione chiarisce che la firma del paziente sul modulo di consenso informato per un intervento chirurgico non esonera automaticamente i medici da responsabilità. Infatti, il consenso non copre errori medici o scelte terapeutiche sbagliate. Allo stesso modo, le conoscenze personali del paziente (nel caso specifico, un veterinario) non sono rilevanti, poiché la decisione sulla terapia, con l'illustrazione di rischi e benefici, è compito del medico. Il consenso all'operazione non dimostra che tale informazione sia stata fornita correttamente.

Cassazione con rinvio: preclusione su questioni presupposte
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Cassazione con rinvio: preclusione su questioni presupposte

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2365 del 31 gennaio 2025, chiarisce che nel giudizio di rinvio, la possibilità di rilevare un giudicato (sia interno che esterno) deve essere considerata insieme alle regole specifiche di tale giudizio. In particolare, la sentenza di cassazione con rinvio ha un'efficacia preclusiva che riguarda non solo le questioni discusse in Cassazione (sollevate dalle parti o d'ufficio), ma anche quelle che sono la base necessaria di quella decisione, anche se non esplicitamente trattate. Di conseguenza, il giudice di rinvio non può esaminare l'esistenza di un giudicato (esterno o interno) se tale esistenza è stata esclusa, almeno implicitamente, dalla decisione della Cassazione che ha disposto il rinvio, anche se si sarebbe potuta allegare o rilevare.

Separazione consensuale: libertà accordi economici coniugi
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Separazione consensuale: libertà accordi economici coniugi

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2546 del 3 febbraio 2025, stabilisce che in caso di separazione consensuale, i coniugi hanno ampia libertà di accordarsi sui loro aspetti economici e patrimoniali. Possono anche decidere come dividere i beni in comunione legale, stabilendo quote diverse in vista della futura divisione. Tale accordo non è nullo, a condizione che non pregiudichi gli obblighi previsti dalla legge a tutela dei figli.

Occupazione abusiva: proprietario prova danno subito
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Occupazione abusiva: proprietario prova danno subito

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2610 del 3 febbraio 2025, precisa che chi chiede risarcimento per l'occupazione abusiva del proprio immobile deve dimostrare il danno subito. Per il danno emergente, occorre provare la concreta impossibilità di utilizzare l'immobile. Per il lucro cessante, bisogna indicare il preciso danno economico, come la perdita di occasioni di vendita o affitto a prezzi migliori. Se il convenuto contesta, il proprietario deve fornire prove, anche tramite indizi o richiamando fatti noti. Qualora non sia possibile quantificare esattamente il danno, il giudice lo valuterà in modo equitativo, potendo usare come riferimento il canone di locazione di mercato.

Non necessaria perdita possesso per evizione
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Non necessaria perdita possesso per evizione

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza civile n. 2330 del 31 gennaio 2025, precisa che l'evizione in una compravendita si verifica quando l'acquirente non riesce ad ottenere validamente il diritto sul bene a causa di pretese di terzi su quel bene. Non è necessario che l'acquirente perda anche il possesso materiale della cosa, se lo aveva ottenuto. Questo perché lo scopo principale del contratto di compravendita è il trasferimento del diritto di proprietà, mentre la consegna del bene è solo una conseguenza naturale e giuridica di tale trasferimento.

Ritardo aereo e risarcimento forfettario Convenzione Varsavia
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Ritardo aereo e risarcimento forfettario Convenzione Varsavia

La Corte di Cassazione, con la sentenza civile n. 2034 del 28 gennaio 2025, chiarisce che nel trasporto aereo internazionale, il risarcimento stabilito dall'articolo 20 della Convenzione di Varsavia del 1929 compensa il danno causato dal ritardo in sé. Questo danno, sebbene previsto dalla legge, non è automatico ("in re ipsa" per la sola lesione dell'interesse), ma è una conseguenza dannosa distinta dalla semplice violazione dell'interesse del passeggero. Nel caso specifico, la Cassazione ha confermato la decisione che aveva riconosciuto il risarcimento forfettario previsto dall'articolo 20 a un passeggero che aveva ricevuto i bagagli con due giorni di ritardo al rientro da un volo internazionale. Allo stesso tempo, ha respinto la richiesta di rimborso di ulteriori spese sostenute a causa del ritardo, perché non erano state adeguatamente provate