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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 2 aprile 2012, n. 12310. La condotta tipica di abbandono del domicilio coniugale è integrata soltanto se l’allontanamento risulti privo di una giusta causa, connotandosi di reale disvalore dal punto di vista etico e sociale.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI PENALE Sentenza  2 aprile 2012, n. 12310 Fatto e diritto 1. La Corte di Appello di Catanzaro con l’indicata sentenza del 19.5.2011 ha confermato la decisione, impugnata dall’imputato, emessa il 22.9.2008 dal Tribunale di Castrovillari, con la quale all’esito di giudizio ordinario la cittadina russa E.B. è stata riconosciuta...

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 21 marzo 2012, n.10997. Il delitto di calunnia non può dirsi sussistente qualora sia assente la consapevolezza del soggetto agente di accusare un innocente

La massima Il delitto di calunnia non può dirsi sussistente qualora sia assente la consapevolezza del soggetto agente di accusare un innocente (nel caso di specie, un avvocato penalista aveva accusato un magistrato per il reato di estorsione, atteso che quest’ultimo, avvalendosi di un ex agente di polizia giudiziaria quale mediatore, formulava una richiesta di...

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 10 aprile 2012 5694. Nel caso di divisione di beni oggetto di comproprietà provenienti da titoli diversi e, quindi, appartenenti a diverse comunioni, è possibile procedere ad un’unica divisione invece che a tante divisioni quante sono le masse solo con il consenso di tutte le parti

La massima 1. Nel caso di divisione di beni oggetto di comproprietà provenienti da titoli diversi e, quindi, appartenenti a diverse comunioni, è possibile procedere ad un’unica divisione invece che a tante divisioni quante sono le masse solo con il consenso di tutte le parti, consenso che non può risultare da una manifestazione tacita o...

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 1 marzo 2012, n.8076. In tema di sottrazione di minore, qualora vi siano più soggetti titolari della potestà dei genitori o di analoghe situazioni soggettive, il reato non si configura come istantaneo

La massima In tema di sottrazione di minore, qualora vi siano più soggetti titolari della potestà dei genitori o di analoghe situazioni soggettive, il reato non si configura come istantaneo, ma è necessario che l’impedimento dell’esercizio dell’altrui potestà si protragga per un periodo di tempo rilevante e ciò perché la sottrazione o la ritenzione non...

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 aprile 2012, n.12516. Per l’integrazione del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare non è richiesta la previa esistenza di un provvedimento giudiziale che obblighi il coniuge non legalmente separato, tuttavia proprio la struttura complessiva di tale norma incriminatrice non consente di giudicare penalmente rilevante una condotta di omessa ‘assistenza materiale’ che attenga ad una mancata contribuzione economica che non si risolva nell’aver fatto venir meno i mezzi di sussistenza.

La massima Per l’integrazione del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare non è richiesta la previa esistenza di un provvedimento giudiziale che obblighi il coniuge non legalmente separato, tuttavia proprio la struttura complessiva di tale norma incriminatrice non consente di giudicare penalmente rilevante una condotta di omessa ‘assistenza materiale’ che attenga ad una...

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 2 aprile 2012 12175. Tentativo punibile, rilevanza degli atti preparatori

La massima Ai fini del tentativo punibile, assumono rilevanza penale non solo gli atti esecutivi veri e propri del delitto pianificato, ma anche quegli atti che, pur essendo classificabili come atti preparatori, tuttavia, per le circostanze concrete (di luogo – di tempo – di mezzi ecc.) fanno fondatamente ritenere che l’azione – considerata come l’insieme...

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 11 aprile 2012, n.5702. Donazione modale: l’avveramento dell’evento futuro ed incerto previsto dalle parti come condizione risolutiva del contratto produce effetti a prescindere da ogni indagine sul comportamento colposo o meno dei contraenti in ordine al verificarsi dell’evento stesso

La massima Mentre nella donazione modale l’onere imposto al donatario costituisce una vera e propria obbligazione, con la conseguente rilevanza dell’indagine volta ad accertare se la sua mancata esecuzione dipenda da inadempimento imputabile al donatario, l’avveramento dell’evento futuro ed incerto previsto dalle parti come condizione risolutiva del contratto produce effetti a prescindere da ogni indagine...

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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 18 novembre 2012, n.42586. Nei reati omissivi, il dolo richiede sempre, quantomeno, una rappresentazione anticipata delle conseguenze della condotta dell’agente, anche nel caso in cui queste conseguenze non siano volute ma comunque accettate.

  SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV PENALE SENTENZA 18 novembre 2012, n.42586 Svolgimento del processo – Motivi della decisione   1. Il Gip del Tribunale di Udine ha respinto la richiesta di applicazione di misura cautelare interdittiva nei confronti di P.M. e Z.A.. L’appello avverso tale ordinanza proposto dal Procuratore della Repubblica è stato...

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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 27 marzo 2012, n.4919. ?I?n tema di interpretazione del contratto, il criterio ermeneutico previsto dall’art. 1367 cod. civ., postulando che il giudice non abbia potuto identificare chiaramente l’intento delle parti attraverso l’utilizzazione degli altri criteri previsti dalle precedenti disposizioni (artt. 1362 e ss, cod. civ.), ha carattere integrativo e sussidiario rispetto a questi ultimi

L massima In tema di interpretazione del contratto, il criterio ermeneutico previsto dall’art. 1367 cod. civ., postulando che il giudice non abbia potuto identificare chiaramente l’intento delle parti attraverso l’utilizzazione degli altri criteri previsti dalle precedenti disposizioni (artt. 1362 e ss, cod. civ.), ha carattere integrativo e sussidiario rispetto a questi ultimi: pertanto, qualora gli...

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 22 marzo 2012, n.4555. Criteri per accertare la sussitenza o meno della coabitazione ai fini dell’assegnazione della casa coniugale

La massima Ai fini dell’assegnazione della casa coniugale, nelle ipotesi contrassegnate da una convivenza non quotidiana occorre accertare la sussistenza o meno della coabitazione assumendo come criteri la regolarità del ritorno, il collegamento stabile con l’abitazione del genitore, la prevalenza temporale dell’effettiva presenza del figlio nel luogo di coabitazione con il genitore o, in ogni...