Responsabilità precontrattuale trattative e affidamento
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Responsabilità precontrattuale trattative e affidamento

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28767 del 7 novembre 2024, ha stabilito che la responsabilità precontrattuale si verifica quando le trattative tra le parti creano un ragionevole affidamento nella conclusione del contratto, ma vengono interrotte senza giustificato motivo. È necessario che l'interruzione non sia dovuta a fatti che escludano tale affidamento, e la verifica di questi elementi spetta al giudice di merito, non contestabile in sede di legittimità se motivata adeguatamente.

Vendita di cose mobili e la vendita a distanza
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Vendita di cose mobili e la vendita a distanza

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28727 del 7 novembre 2024, ha chiarito che l'art. 1510 del codice civile, riguardante la vendita di cose mobili, è una norma speciale che consente al venditore di liberarsi dall'obbligo di consegna consegnando la merce al vettore o spedizioniere. Questa norma è intesa a facilitare i rapporti commerciali e la vendita a distanza e non può essere applicata in via analogica. Non può derogare ai principi generali delle obbligazioni, in particolare all'art. 1228 del codice civile.

Trasferimento immobiliare tra coniugi ed azione revocatoria
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Trasferimento immobiliare tra coniugi ed azione revocatoria

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28558 del 6 novembre 2024, ha stabilito che l'atto di trasferimento immobiliare tra coniugi, effettuato in base agli accordi di separazione consensuale omologata, può essere soggetto ad azione revocatoria ordinaria. Il giudice può esaminare anche il contenuto obbligatorio di tali accordi, anche se impugnato solo il contratto di cessione. Nel caso specifico, è stata confermata l'inefficacia dell'atto con cui il marito aveva ceduto gratuitamente alla moglie la metà di un immobile.

Sale and lease back ed il patto commissorio
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Sale and lease back ed il patto commissorio

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28553 del 6 novembre 2024, ha stabilito che nel contratto di "sale and lease back" non è necessario avere tutti e tre gli indici sintomatici per violare il divieto di patto commissorio. L'elemento fondamentale è se l'operazione negoziale ha come scopo una causa di garanzia vietata, piuttosto che un effettivo trasferimento di beni. Questo accertamento è rimesso al giudice di merito, che può basarsi su diversi indici rivelatori.

La distinzione tra accomandatari ed accomandanti
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La distinzione tra accomandatari ed accomandanti

Per la Corte di Cassazione con l'ordinanza del 7 novembre 2024 la n. 28650 nella società in accomandita semplice, la distinzione fra la categoria dei soci accomandatari, illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, e quella dei soci accomandanti, responsabili nei soli limiti della quota sociale, è mantenuta ferma dall’art. 2317, comma 2, cod. civ. anche nel caso di società in accomandita irregolare non sulla base del solo tenore degli accordi interni fra i soci, ma sul presupposto dell’estrinsecazione dell’accordo sociale, pur in presenza dell’inosservanza dell’onere formale dell’iscrizione nel registro delle imprese. La “ratio” di tale disposizione deve essere ravvisata nella circostanza che, quando la società opera pubblicizzando di fatto la propria natura di società in accomandita, i terzi che con essa vengono in contatto sanno di poter contare soltanto sulla responsabilità illimitata del socio accomandatario, mentre una simile consapevolezza non può essere riconosciuta in capo a chi venga a trovarsi in contatto con una società irregolare che non indichi e rappresenti all’esterno il particolare tipo di società il cui atto costitutivo non è stato iscritto nel registro delle imprese.

Il diritto agli interessi moratori
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Il diritto agli interessi moratori

Secondo la Cassazione con l'ordinanza del 5 novembre 2024, la n. 28413 in caso di ritardo nell'adempimento di obbligazioni pecuniarie nell'ambito di transazioni commerciali, il creditore ha diritto agli interessi moratori ai sensi degli artt. 4 e 5 del d.lgs. n. 231 del 2002, con decorrenza automatica dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, senza bisogno di alcuna formale costituzione in mora e senza necessità di specificare, nella domanda giudiziale, la natura e la misura degli interessi richiesti.

Riserva mentale del coniuge per dissoluzione del matrimonio
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Riserva mentale del coniuge per dissoluzione del matrimonio

Per la Corte di Cassazione, civile, con l'Ordinanza del 5 novembre 2024 la n. 28390 non dà luogo a responsabilità risarcitoria l'omessa comunicazione, da parte di uno dei due coniugi e prima della celebrazione, dello stato psichico d'incertezza circa la permanenza del matrimonio e della scelta di contrarlo con la riserva mentale di sperimentare la possibilità che esso non si dissolva, trattandosi di comunicazione derivante da opzione rimessa alla sfera personale e affettiva, valevole a determinare l'insorgenza di un dovere esclusivamente morale o sociale e non di un obbligo giuridico.

Notifica PEC e la necessaria ricevuta avvenuta consegna
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Notifica PEC e la necessaria ricevuta avvenuta consegna

La Sentenza della Corte di Cassazione n. 28452 del 5 novembre 2024 stabilisce che una notifica via PEC non si perfeziona se non si riceve la conferma di avvenuta consegna, anche se la mancata consegna è dovuta al destinatario, come nel caso di casella piena. L'avvocato notificante deve riattivare il procedimento notificatorio usando le forme ordinarie per evitare la decadenza dei termini. In tal modo, può beneficiare del momento in cui è stata generata la ricevuta di accettazione della notifica originale.

Vendita “aliud pro alio”: identità bene compromessa
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Vendita “aliud pro alio”: identità bene compromessa

L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28210 del 4 novembre 2024 chiarisce che la vendita di "aliud pro alio" permette un'azione di risoluzione contrattuale ordinaria quando la causa concreta dell'atto di vendita non è realizzabile, compromettendo l'identità del bene acquistato. Non si applica semplicemente per la mancanza di requisiti sanabili che non alterano l'identificazione del bene. Nel caso specifico, la Corte ha confermato che la mancanza di edificabilità del terreno in permuta comprometteva l'identità e gli interessi negoziali, giustificando la risoluzione.

Nesso di causalità con esposizione all’amianto
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Nesso di causalità con esposizione all’amianto

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28458 del 5 novembre 2024, ha stabilito che, in presenza di fattori di rischio come l'esposizione all'amianto, che sono scientificamente riconosciuti come cause della malattia e del decesso, esiste un nesso di causalità tra il fattore di rischio e l'evento dannoso. Questo nesso può essere affermato anche in termini di concausalità se l'esposizione non è occasionale e mancano strumenti di protezione individuale, a meno che non ci sia un altro fattore esterno all'ambiente lavorativo che da solo possa causare la malattia o il decesso.