L'Ordinanza civile n. 7200 della Corte di Cassazione, del 18 marzo 2025, affronta le conseguenze di una transazione tra le parti di un giudizio che non viene portata a conoscenza del giudice prima che la sentenza diventi definitiva.
La Corte ha stabilito che se le parti raggiungono un accordo transattivo ma nessuna di esse lo comunica al giudice, e il processo si conclude con una sentenza non impugnata e passata in giudicato, la situazione giuridica accertata da tale sentenza diventa intangibile. Questo significa che non è più possibile rimetterla in discussione in un successivo giudizio.
Di conseguenza, il contenuto dell'accordo transattivo non potrà essere fatto valere attraverso un'azione di adempimento in forma specifica degli obblighi assunti con la transazione stessa. La Cassazione considera la transazione, in questi casi, come definitivamente inefficace. Le parti avrebbero dovuto, se del caso, proporre appello per dedurre la sopravvenuta composizione transattiva della controversia e ottenere la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e l'estinzione del processo.
In sintesi, l'ordinanza sottolinea l'importanza di far emergere la transazione nel corso del giudizio, poiché una volta che la sentenza passa in giudicato, essa prevale sull'accordo transattivo non dichiarato.





