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I capitoli del giuramento decisorio e la loro formulazione

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|25 ottobre 2023| n. 29614.

I capitoli del giuramento decisorio devono essere formulati in modo che il destinatario possa, a sua scelta, giurare e vincere la lite o non giurare e perderla, sicché, a seguito della prestazione del giuramento, al giudice non resta che verificare l'an iuratum sit, per accogliere o respingere la domanda sul punto che ne ha formato oggetto; ne deriva l'inammissibilità di una capitolazione che non sia formulata in senso favorevole alla parte cui il giuramento è stato deferito ma, al contrario, prefiguri la sua soccombenza sia ove presti il giuramento, sia ove vi si sottragga.

La controversia avente ad oggetto la liquidazione degli onorari e la giurisdizione del giudice italiano
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La controversia avente ad oggetto la liquidazione degli onorari e la giurisdizione del giudice italiano

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|25 ottobre 2023| n. 29575.

La controversia avente ad oggetto la liquidazione degli onorari per l'attività di patrocinio legale, prestata nell'ambito di un giudizio svoltosi dinanzi ad un ufficio giudiziario italiano, rientra nella giurisdizione del giudice italiano, poiché, alla stregua dei criteri stabiliti dall'art. 7 del reg. (UE) n. 1215 del 2012 per le controversie in materia contrattuale, il luogo di esecuzione dell'obbligazione dedotta in giudizio si identifica con quello in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto.

Clausola penale e la domanda di risoluzione del contratto per inadempimento
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Clausola penale e la domanda di risoluzione del contratto per inadempimento

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|25 ottobre 2023| n. 29610.

In tema di clausola penale, ove sia proposta domanda di risoluzione del contratto per inadempimento, con contestuale richiesta di condanna della parte inadempiente al risarcimento dei danni, il risarcimento è subordinato alla prova dell'an e del quantum dei danni, non operando conseguentemente la limitazione quantitativa prevista dalla clausola penale contrattualmente pattuita, di cui la parte non inadempiente non si sia avvalsa, ai fini dell'accoglimento della domanda risarcitoria.

Appalto ed i gravi difetti dell’opera che riguardano elementi secondari ed accessori
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Appalto ed i gravi difetti dell’opera che riguardano elementi secondari ed accessori

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|6 novembre 2023| n. 30792.

In tema di appalto, sono gravi difetti dell’opera, rilevanti ai fini dell’art. 1669 cod. civ., anche quelli che riguardino elementi secondari ed accessori (come impermeabilizzazioni, rivestimenti, infissi, etc.), purché tali da comprometterne la funzionalità globale e la normale utilizzazione del bene, secondo la destinazione propria di quest’ultimo. I gravi difetti, pertanto, non si identificano necessariamente con i vizi influenti sulla staticità dell’edificio, purché essi ne compromettano in modo apprezzabile il godimento, e pur non dovendo necessariamente implicare l’impedimento assoluto dell’uso

Il riconoscimento dei vizi dell’opera da parte dell’appaltatore
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Il riconoscimento dei vizi dell’opera da parte dell’appaltatore

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|6 novembre 2023| n. 30786.

Il riconoscimento dei vizi dell’opera da parte dell’appaltatore perché sia efficace ai fini dell’esenzione del pagamento non  necessità di essere accompagnato da una confessione stragiudiziale.

Il cd. “livello” ha natura di diritto reale di godimento su bene altrui
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Il cd. “livello” ha natura di diritto reale di godimento su bene altrui

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|6 novembre 2023| n. 30823.

Il cd. "livello" ha natura di diritto reale di godimento su bene altrui, assimilabile all'enfiteusi, sicché la sua esistenza va accertata mediante il titolo costitutivo del diritto o l'atto di ricognizione, mentre è da escludersi la rilevanza dei dati catastali.

Prova dell’azione di rivendicazione fino ad un acquisto a titolo originario
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Prova dell’azione di rivendicazione fino ad un acquisto a titolo originario

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|6 novembre 2023| n. 30828.

Essendo l'usucapione un titolo d'acquisto a carattere originario, la sua invocazione, in termini di domanda o di eccezione, da parte del convenuto con l'azione di rivendicazione, non suppone, di per sé, alcun riconoscimento idoneo ad attenuare il rigore dell'onere probatorio a carico del rivendicante, il quale, anche in caso di mancato raggiungimento della prova dell'usucapione, non è esonerato dal dover provare il proprio diritto, risalendo, se del caso, attraverso i propri danti causa fino ad un acquisto a titolo originario o dimostrando che egli stesso o alcuno dei suoi danti causa abbia posseduto il bene per il tempo necessario ad usucapirlo; tuttavia il rigore probatorio rimane attenuato quando il convenuto, nell'opporre l'usucapione, abbia riconosciuto, seppure implicitamente, o comunque non abbia specificamente contestato, l'appartenenza del bene al rivendicante o ad uno dei suoi danti causa all'epoca in cui assume di avere iniziato a possedere.

Compravendita di beni mobili e la mancanza del certificato di qualità
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Compravendita di beni mobili e la mancanza del certificato di qualità

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|24 ottobre 2023| n. 29450.

In tema di compravendita di beni mobili, la mancanza del certificato di qualità, contrattualmente previsto, rileva, ex art. 1497 c.c., sotto il profilo del difetto delle qualità promesse e dà all'acquirente il diritto alla risoluzione del contratto per inadempimento, dovendosi escludere che la mancanza della certificazione di qualità, ove non siano dimostrati specifici vizi della cosa, possa essere ritenuta di scarsa importanza ex art. 1455 c.c.

Delibera relativa all’autorizzazione di una controversia tra condominio e condomino
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Delibera relativa all’autorizzazione di una controversia tra condominio e condomino

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|24 ottobre 2023| n. 29504.

In ipotesi di deliberazione assembleare volta ad autorizzare l'esercizio di un'azione o la prosecuzione di una controversia giudiziaria tra il condominio e un singolo condomino, venendosi la compagine condominiale a scindere, di fronte al particolare oggetto della lite, in base ai contrapposti interessi, non sussiste neppure il diritto del singolo condomino a partecipare all'assemblea, né, quindi, la legittimazione dello stesso a domandarne l'annullamento, essendo egli portatore unicamente di un interesse in conflitto con quello rimesso alla gestione collegiale.

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In genere produzione di documenti nuovi in appello

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|24 ottobre 2023| n. 29506.

Il divieto, di cui all'art. 345, comma 3, c.p.c., di produzione di documenti nuovi in appello, non è superabile argomentando dalla natura, in senso lato, di un'eccezione proposta, per la prima volta, in sede d'impugnazione, atteso che il giudice è, invece, chiamato, onde legittimare la nuova produzione documentale, alla verifica dell'impossibilità per la parte di provvedere tempestivamente, nel giudizio di primo grado, a tale produzione per causa ad essa non imputabile.