Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 7 settembre 2017, n. 40855. La minaccia costitutiva del delitto di estorsione può essere manifestata anche in maniera implicita e indiretta

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La minaccia costitutiva del delitto di estorsione può essere manifestata anche in maniera implicita e indiretta essendo solo necessario che essa risulti in concreto idonea a incutere timore e a coartare la volontà del soggetto passivo, in relazione alle circostanze concrete, alla personalità dell’attore, alle condizioni soggettive della vittima e alle condizioni ambientali

 

Sentenza 7 settembre 2017, n. 40855
Data udienza 19 aprile 2017

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FIANDANESE Franco – Presidente

Dott. VERGA Giovanna – Consigliere

Dott. BELTRANI Sergio – rel. Consigliere

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere

Dott. PACILLI Giuseppina – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI CATANZARO;
nel procedimento a carico di:
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
nel procedimento a carico di questi ultimi:
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
(OMISSIS), nato il (OMISSIS);
inoltre:
FED. ASS. (OMISSIS);
ASS. (OMISSIS);
(OMISSIS);
(OMISSIS);
(OMISSIS);
(OMISSIS);
(OMISSIS);
(OMISSIS);
COMUNE DI LAMEZIA TERME;
avverso la sentenza del 22/01/2015 della Corte di appello di Catanzaro.
Visti gli atti, il provvedimento impugnato ed i ricorsi;
udita la relazione del Consigliere Dr. Sergio Beltrani;
udite le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Dr. Zacco Franca, che ha concluso per il rigetto di tutti i ricorsi, ad eccezione di quelli proposti dal Procuratore Generale, da (OMISSIS), da (OMISSIS) (classe (OMISSIS)), da (OMISSIS), da (OMISSIS), da (OMISSIS) e da (OMISSIS), per i quali chiede dichiararsi l’inammissibilita’.
Uditi i difensori:
– l’avv. Ilaria Truini per le pp.cc. Fed. ass. (OMISSIS), Ass. (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), deposita nota spese e conclusioni scritte alle quali si riporta;
– l’avv. (OMISSIS) per l’imputato (OMISSIS) si e’ riportato ai motivi di ricorso chiedendone l’accoglimento;
– l’avv. (OMISSIS) per l’imputato (OMISSIS) chiede dichiararsi l’inamrnissiilita’ del ricorso proposto dal PG;
– l’avv. (OMISSIS) per l’imputato (OMISSIS) chiede l’accoglimento dei motivi di ricorso;
– l’avv. (OMISSIS) per gli imputati (OMISSIS) e (OMISSIS) chiede dichiararsi l’inammissibilita’ del ricorso proposto dal PG, e comunque il rigetto del medesimo; per l’imputato (OMISSIS) chiede l’accoglimento del ricorso;
– l’avv. (OMISSIS) per gli imputati (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), chiede l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata; per (OMISSIS) chiede l’inammissibilita’ od il rigetto del ricorso del PG;
– l’avv. (OMISSIS) per l’imputata (OMISSIS) insiste per l’accoglimento del ricorso;
– l’avv. (OMISSIS) per gli imputati (OMISSIS) ed (OMISSIS) chiede l’accoglimento dei rispettivi ricorsi;
– l’avv. (OMISSIS) per gli imputati (OMISSIS) e (OMISSIS) (classe (OMISSIS)) e per tutti gli altri suoi assistiti si riporta ai motivi di ricorso e ne chiede l’accoglimento;
– l’avv. (OMISSIS) per gli imputati (OMISSIS) e (OMISSIS) chiede accogliersi i ricorsi;
– l’avv. (OMISSIS) per l’imputata (OMISSIS) chiede l’annullamento del provvedimento impugnato, in accoglimento dei motivi; per l’imputato (OMISSIS) e per gli altri suoi assistiti chiede l’accoglimento del gravame (in particolare, quanto al (OMISSIS), della domanda di ricalcolo della pena cosi come indicato in atti);
– l’avv. (OMISSIS) per l’imputato (OMISSIS) chiede l’accoglimento dei motivi di doglianza;
– l’avv. (OMISSIS) per l’imputato (OMISSIS) insiste per l’accoglimento del ricorso con rinvio alla Corte di Appello di Catanzaro per l’applicazione dell’articolo 8;
– l’avv. (OMISSIS), per i suoi assistiti, ha chiesto l’accoglimento dei rispettivi motivi di ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1. I soggetti indicati in epigrafe (il P.M. territoriale e 22 imputati) ricorrono contro la sentenza con la quale, in data 22 gennaio 2015, la Corte di appello di Catanzaro ha in ampia parte confermato la sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Catanzaro in data 17 maggio 2013.
1.1. Il processo (avente ad oggetto il delitto di associazione a delinquere di tipo mafioso ed una serie di reati-fine, perlopiu’ estorsioni ed usure) costituisce l’esito di una vasta attivita’ d’indagine riguardante l’esistenza e l’operativita’ di una locale di âEuroËœndrangheta derominata “cosca (OMISSIS)”, facente capo alla famiglia omonima ed operante in Lamezia Terme e dintorni a partire dal 2004, con condotte protrattesi fino all’attualita’.
Si precisa che il termine “locale”, di solito indistintamente utilizzato – sia nell’ambito del procedimento che in separati atti ufficiali – al maschile ed al femminile, nell’esposizione che seguira’ verra’ adoperato al femminile – “la locale” -, secondo la dizione che sembrerebbe propria del dialetto calabrese, e, pertanto, piu’ genuina.
In primo grado gli imputati odierni ricorrenti avevano chiesto ed ottenuto di procedere con rito abbreviato.
A fondamento delle plurime doppie conformi affermazioni di responsabilita’, sono stati essenzialmente valorizzati:
– le dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia, “i quali, maturando il pro,bosito di collaborare anche in costanza di giudizio, hanno consentito di ricostruire compiutamente l’esistenza attuale, gli assetti e l’operativita’ dell’indicato sodalizio criminoso” (cosi’ la Corte d’appello, in premessa, a f. 2);
– gli esiti di diffuse operazioni d’intercettazione (in particolare, le intercettazioni ambientali operate presso l’Associazione antiracket di Lamezia Terme, presso la sala d’aspetto della Caserma CC di Lamezia Terme e presso la sala colloqui della Casa circondariale di Catanzaro tra alcuni degli odierni imputati ed i visitatori);
– gli esiti d’indagini patrimoniali operate dalla Guardia di Finanza;
– le dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, in particolare da persone offese dei rea:i-fine di estorsione ed usura.
1.2. Come precisato dalla sentenza della Corte di appello di Catanzaro del 22 gennaio 2015, oggi impugnata (f. 2), nessuno degli appelli aveva messo in discussione l’esistenza della cosca.
1.3. Le numerosissime imputazioni e le singole statuizioni, in ampia parte oggetto di censura, saranno riepilogate in sede di disamina dei motivi di ricorso di ciascuno.
Questi ultimi, fondati su argomentazioni nel complesso ampiamente sviluppate, potranno inevitabilmente essere enunciati soltanto nei limiti strettamente necessari alla comprensione delle ragioni poste a fondamento delle singole doglianze (come, peraltro, disposto dall’articolo 173 disp. att. c.p.p., comma 1, in riferimento alla successiva motivazione).
2. All’udienza pubblica 19 aprile 2017, e’ stata verificata la regolarita’ degli avvisi di rito (l’avv. (OMISSIS), presente in udienza, nulla ha osservato quanto alla regolarita’ della propria citazione a mezzo fax) e, preso atto di un vizio di citazione riguardante l’imputato (OMISSIS), e’ stata disposta la separazione processuale della sua posizione, con fissazione di altra udienza; all’esito, le parti presenti hanno concluso come da epigrafe, ed il collegio, riunito in camera di consiglio, ha deciso come da dispositivo in atti, pubblicato mediante lettura in pubblica udienza.
CONSIDERATO IN DIRITTO
La sentenza impugnata va annullata:
– (in accoglimento del ricorso del Procuratore Generale), nei confronti di (OMISSIS) e (OMISSIS), in ordine al reato di cui al capo 16), e nei confronti di (OMISSIS), limitatamente all’esclusione della circostanza aggravante di cui al Decreto Legge n. 152 del 1991, articolo 7;
– nei confronti di (OMISSIS), limitatamente alla confisca del fabbricato di cui al punto 4) del decreto di sequestro emesso in data 28 febbraio 2013.

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