Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 12 marzo 2014, n. 5710 Svolgimento del processo Con la sentenza impugnata, la Corte d’Appello di Venezia ha rigettato la domanda volta a dichiarare l’efficacia in Italia della sentenza (n. 09-01896, emessa in data 3/7/2009) del Tribunale di Santo Domingo, con la quale veniva dichiarato il divorzio, su...
Categoria: Diritto Civile e Procedura Civile
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 5 marzo 2014, n. 5237. L'ascolto del minore, avente capacita' di discernimento, ha una rilevanza cognitiva, in quanto l'esito di quel colloquio puo' consentire al giudice di valutare direttamente se sussista o meno il fondato rischio, per il minore medesimo, di essere esposto, per il fatto del suo ritorno, a pericoli psichici, o comunque di trovarsi in una situazione intollerabile
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 5 marzo 2014, n. 5237 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere Dott. CAMPANILE Pietro – rel. Consigliere Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 5 marzo 2014, n. 5097. E' ravvisabile un conflitto d'interessi tra chi e' incapace di stare in giudizio personalmente ed il suo rappresentante legale (nella specie, figlio minore e genitore), ogni volta che l'incompatibilita' delle rispettive posizioni e' anche solo potenziale, a prescindere dalla sua effettivita'; ne consegue che la relativa verifica va compiuta in astratto ed ex ante secondo l'oggettiva consistenza della materia del contendere dedotta in giudizio, anziche' in concreto ed a posteriori alla stregua degli atteggiamenti assunti dalle parti nella causa. Pertanto, in caso di omessa nomina di un curatore speciale, il giudizio e' nullo per vizio di costituzione del rapporto processuale e per violazione del principio del contraddittorio
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 5 marzo 2014, n. 5097 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CARNEVALE Corrado – Presidente Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere Dott. DIDONE Antonio – Consigliere Dott. BISOGNI...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 10 marzo 2014, n. 5527. L'annullamento di un testamento per incapacità naturale del testatore postula l'esistenza non già di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive del de cuius, bensì la prova che, a cagione di una infermità transitoria o permanente, ovvero di altra causa perturbatrice, il soggetto sia privo in modo assoluto, al momento della redazione dell'atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti ovvero della capacità di autodeterminarsi, con il conseguente onere, a carico di chi quello stato di incapacità assume, di provare che il testamento fu redatto in un momento di incapacità di intendere e di volere. Invero, posto che lo stato di capacità costituisce la regola e quello di incapacità l'eccezione, spetta a colui che impugna il testamento dimostrare la dedotta incapacità, salvo che il testatore non risulti affetto da incapacità totale e permanente, nel qual caso è compito di chi vuole avvalersi del testamento dimostrare che esso fu redatto in un momento di lucido intervallo
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 10 marzo 2014, n. 5527 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 2 maggio 1995, R.D. conveniva in giudizio, dinnanzi al Tribunale di Cassino, C.A. , F.B. , F.C. e S.C. ed esponeva che il fratello R.M. , deceduto in (omissis), aveva disposto del suo patrimonio...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 5 marzo 2014, n. 5095. Il minore ha diritto di rimanere nella propria famiglia di origine, con conseguente ricorso allo stato di adottabilita' come soluzione estrema, quando ogni altro rimedio appare ormai inadeguato. In tale quadro, e la questione costituisce uno degli aspetti fondanti del ricorso in esame, deve ribadirsi l'irrilevanza delle mere espressioni di volonta' da parte dei genitori, o degli altri stretti congiunti, ove prive di qualsiasi concreta prospettiva e quindi non idonee al superamento dello stato di abbandono. L'apprezzamento, poi, della sussistenza in concreto della situazione sopra descritta si sostanzia in una valutazione rimessa al giudice del merito, mentre la prospettazione di un riesame del materiale probatorio acquisito nel processo, e' esclusa in sede di legittimita', qualora la motivazione non presenti vizi di carattere logico e giuridico
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 5 marzo 2014, n. 5095 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CARNEVALE Corrado – Presidente Dott. DI AMATO Sergio – Consigliere Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere Dott. CAMPANILE Pietro – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 6 marzo 2014, n. 5303. Non è di ostacolo al riconoscimento del diritto di soggiorno per coesione familiare ai sensi di tale decreto legislativo l'eventuale precedente ingresso o soggiorno irregolare del richiedente, secondo l'insegnamento della Corte di giustizia dell'Unione europea
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 6 marzo 2014, n. 5303 Svolgimento del processo La sig.ra D.S., cittadina australiana, ricorse al Tribunale di Verona avverso il diniego di rinnovo del suo permesso di soggiorno per motivi familiari in quanto coniugata con un cittadino italiano dal 2006, diniego pronunciato dal Questore il 5 aprile 2011....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 7 marzo 2014, n. 5394. La relazione extraconiugale della moglie si collocava in una epoca tale da non poter essere che conseguenza di una convivenza coniugale logorata non determinante per lo effetto l'addebito
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 7 marzo 2014, n. 5394 Svolgimento del processo Con sentenza in data 19/03/2010, il Tribunale di Chiavari pronunciava la separazione giudiziale dei coniugi Q.F. e B.F., assegnava la casa coniugale al marito, al quale imponeva l’obbligo di provvedere in via esclusiva al mantenimento del figlio E. maggiorenne ma...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 marzo 2014, n. 5020. In tema di responsabilità dell’intermediario finanziario per gli eventuali danni arrecati a terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari, ai fini della configurazione della responsabilità del preponente, è necessario (e sufficiente) che le attività svolte dal preposto abbiano determinato semplicemente una situazione tale da rendere possibile o comunque avere agevolato il comportamento produttivo di danno, a nulla rilevando che tale comportamento abbia esorbitato il limite delle mansioni o incombenze affidate o addirittura abbia integrato un'ipotesi di reato. In questi casi occorre accertare se l'esistenza del rapporto di preposizione abbia istituito quel nesso di occasionalità necessaria fra l'esercizio delle incombenze e il verificarsi del danno, su cui si fonda la responsabilità indiretta della preponente intermediaria
Suprema CORTE DI CASSAZIONE sezione III SENTENZA 4 marzo 2014, n. 5020 Ritenuto in fatto Con citazione del 19.01.2004 S.G. – premesso di intrattenere con la s.p.a. Rasbank (poi Allianz Bank Financial Advisor s.p.a, brevemente, di seguito, “Allianz Bank” o anche “la Banca”) un conto corrente di corrispondenza con possibilità di effettuare operazioni finanziarie mediante...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 7 marzo 2014, n. 5434. Rimessa alle sezioni unite la questione della giurisdizione (tra diritto tributario e diritto ordinario), pur se in astratto preliminare in rapporto alla competenza, che ne rappresenta una frazione – principio richiamato nella ratio decidendi riprodotta nelle relative massime e su cui si dovrebbe consentire, ove a decidere fosse ab initio la Corte di legittimità, deputata a dirimere in via definitiva il riparto di giurisdizione e di competenza – non si traduce in pregiudizialità giuridica qualora sia invece il giudice di primo grado (potestativamente adito dalla parte attrice) ad esaminarla; e che dovrebbe invece astenersene, ove riconosca di non essere stato correttamente individuato: riservandone la cognizione, unitamente al merito, al diverso giudice da lui ritenuto competente
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 7 marzo 2014, n. 5434 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 5 luglio 2012, la signora B.A. proponeva opposizione, dinanzi al Tribunale di Brescia, a due ingiunzioni fiscali notificatele a cura del comune di Bagnolo San Vito per il pagamento, rispettivamente, di Euro 127.846,00 e...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 5 marzo 2014 n. 5105. In caso di violazione degli obblighi specifici derivanti dall’atto costitutivo o dalla legge, la responsabilità degli amministratori di una società può essere esclusa solo nel caso, previsto dall'art. 1218 c.c., in cui l'inadempimento sia dipeso da causa non imputabile e che non poteva essere evitata né superata con la diligenza richiesta al debitore. Pertato, è tenuto al risarcimento dei danni nei confronti della società, l’amministratore che non abbia adempiuto agli obblighi tributari per mancanza di liquidità
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza del 5 marzo 2014 n. 5105 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE CIVILE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso 9391-2008 proposto da: SR DE Elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZALE CLODIO 22, presso l’avvocato(OMISSIS), rappresentati e difesi dall’avvocato (OMISSIS), giusta...