L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26313 del 9 ottobre 2024 stabilisce che il giudice deve valutare il comportamento delle parti in modo globale e unitario, senza isolare singole condotte per determinare l'inadempienza. L'analisi deve considerare l'intero comportamento e la durata degli effetti dell'inadempimento. Nel caso specifico, la richiesta del promissario acquirente di posticipare una rata non giustifica il promissario venditore nel trattenere la caparra, poiché non costituisce motivo sufficiente di inadempienza.
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Rigetto implicito nella decisione assunta
L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26345 del 9 ottobre 2024 stabilisce che non c'è vizio di omessa pronuncia quando la motivazione di una decisione accoglie una tesi incompatibile con quella prospettata, implicandone il rigetto. La motivazione è considerata adeguata se fornisce una spiegazione logica e sufficiente, senza necessità di confutare analiticamente le tesi non accolte. Nel caso specifico, la Corte ha applicato questo principio in un giudizio di opposizione a un decreto ingiuntivo legato a un contratto di leasing.
Contratti agrari ed il diritto di prelazione e di riscatto
Per la Suprema Corte, con l'ordinanza del 10 ottobre 2024 la n. 26401, il giudice del merito è tenuto alla verifica della sussistenza di tutte le condizioni prescritte dalla legge per l'accoglimento della domanda di prelazione e riscatto agrario, sicché rientra nei suoi doveri il rilievo d'ufficio dell'assenza del requisito della contiguità fisica dei fondi.
Solidarietà risarcitoria richiede danno unico condiviso
Per la Cassazione con l'Ordinanza del 15 ottobre 2024 la n. 26736, la solidarietà risarcitoria, secondo l'art. 2055 c.c., si applica quando un danno unico è causato da più persone, anche senza condotta comune. Non si applica se ci sono diverse condotte che causano danni autonomi. Nel caso specifico, la Corte ha rinviato la sentenza per accertare se i danni da infiltrazioni fossero unici o derivassero da cause distinte.
Parte civile interrompe prescrizione condebitori estranei
Secondo la Cassazione con l'ordinanza del 15 ottobre 2024, la n. 26711, la costituzione di parte civile in un processo penale interrompe la prescrizione del diritto al risarcimento del danno anche per i condebitori non coinvolti nel processo, se esiste un vincolo solidale derivante da un unico fatto dannoso. La Corte ha annullato una sentenza che negava l'effetto interruttivo della costituzione di parte civile nei confronti di una società non parte del processo penale.
Violazione norme imperative causa nullità contratto
L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26487 del 10 ottobre 2024 afferma che la violazione di norme imperative che impongono specifiche caratteristiche all'oggetto di un contratto causa la nullità del contratto stesso, non solo responsabilità per inadempimento. Queste norme sono considerate di validità, non di comportamento. Nel caso specifico, un contratto di vendita e leasing di un'imbarcazione è stato dichiarato nullo per violazione delle norme CE sulla sicurezza della navigazione.
Cronaca giudiziaria valida solo se notizia fedele
La Cassazione con l'Ordinanza del 15 ottobre 2024, la n. 26789, afferma che in tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto di cronaca giudiziaria è valido solo se la notizia riportata corrisponde fedelmente a quanto indicato negli atti giudiziari. Se un cronista attribuisce un fatto diverso da quello effettivamente contestato, causando danni alla reputazione, l'esimente non è applicabile. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la responsabilità di testate giornalistiche per aver erroneamente attribuito un reato diverso a una persona.
Domande alternative ammissibili se basate stesso interesse
Per le Sezioni Unite, con la sentenza del 15 ottobre 2024 la n. 26727 nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è possibile per l'opposto presentare domande alternative nella comparsa di risposta. Tuttavia, queste domande devono basarsi sullo stesso interesse che ha motivato la domanda originaria nel ricorso per l'ingiunzione.
Occupazioni beni demaniali con opere inamovibili
La Cassazione con l'Ordinanza del 16 ottobre 2024, la n. 26829 ha affermato che per le occupazioni abusive di beni demaniali con opere inamovibili, l'indennizzo deve essere calcolato secondo il criterio più oneroso della legge n. 296 del 2006, anziché quello del d.l. n. 400 del 1993. Questo criterio è stato introdotto per scoraggiare l'abusivismo.
Notifica negativa a causa organo straniero ricevente il plico
Per al Cassazione, con l'Ordinanza del 7 ottobre 2024, la n. 26189 in caso di notifica dell'atto di appello all'estero, non andata a buon fine per ragioni imputabili all'organo straniero ricevente il plico, il giudice non può dichiarare l'impugnazione inammissibile ma deve assegnare un nuovo termine per la rinnovazione della notificazione.





