Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 febbraio 2014, n. 4443 Svolgimento del processo 1. Nel 1980 il sig. M.M. nella veste di locatore, e la società “Selegrafica 80 s.r.l.” (d’ora innanzi, per brevità, “Selegrafica”) stipularono un contratto di locazione avente ad oggetto l’immobile sito in (omissis) , che la conduttrice avrebbe destinato a...
Categoria: Diritto Civile e Procedura Civile
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 21 febbraio 2014, n. 4236. Quanto ai compiti in concreto da svolgersi da parte dei portalettere “abilitati” (rispetto ai quali, si ribadisce, la società aveva avviato una preliminare acquisizione dei dati indispensabili), il servizio di notifica della cartelle esattoriali in nulla differisce rispetto alla notifica degli atti giudiziari delegata ai sensi dell’art. 1 della legge 20 novembre 1982, n. 890, risultando solo diversa la legittimazione del soggetto operante che, nel caso delle cartelle, è quella prevista dall’art. 26, comma 1, DPR n. 602/73
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 21 febbraio 2014, n. 4236 Fatto e diritto 1 – Considerato che è stata depositata relazione del seguente contenuto: “La Corte di appello Genova, pronunciando sull’impugnazione proposta da Q.L. e C.F. avverso la decisione del Giudice del Lavoro di Savona, dichiarava la legittimità della sanzione disciplinare della sospensione...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 25 febbraio 2014, n. 4416. Respinta l’istanza intesa a ottenere la revisione delle condizioni stabilite nel decreto di omologazione della separazione consensuale in particolare l’entità del contributo di mantenimento. A sostegno della richiesta di revisione il ricorrente aveva addotto la sua situazione di salute caratterizzata da una sclerosi multipla diagnosticata e che aveva subìto una imprevedibile accelerazione che gli aveva impedito di consolidare la sua attività di medico-psicoterapeuta e aveva determinato il decremento dei suoi redditi da lavoro successivamente alla omologazione della separazione consensuale
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 25 febbraio 2014, n. 4416 Rilevato che 1. Il Tribunale di Catania, con provvedimento del 9/21 aprile 2010, ha respinto l’istanza di F.C. intesa a ottenere la revisione delle condizioni stabilite nel decreto di omologazione della separazione consensuale intercorsa il 19 settembre 2006 fra i coniugi C....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 febbraio 2014, n. 4277. Condomina scivola sul pavimento dell’androne condominiale. Prospettata una responsabilità per custodia ex art. 2051 c.c. Nessuno addebito per il condominio per il mancato onere probatorio in capo all’attrice
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 febbraio 2014, n. 4277 Svolgimento del processo 1. Nel 2000 P.D. conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Brescia il condominio (omissis) , chiedendo di essere risarcita dei danni alla persona subiti per essere scivolata il 26 dicembre 1997 all’ingresso del palazzo ove si trovava la propria...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 febbraio 2014, n. 2320. Nel regime anteriore alla riforma di cui al Decreto Legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, ancorche’ l’oggetto sociale costituisca l’ambito dell’attivita’ programmata dai soci nell’intrapresa comune, l’organo amministrativo puo’ efficacemente porre in essere un atto che non risulti direttamente volto a perseguire quel programma, purche’ sussista una deliberazione espressa in tal senso dell’assemblea (sebbene non assunta necessariamente con l’unanimita’ dei consensi di tutti i soci, ma con le maggioranze dell’assemblea ordinaria, e salvo il diritto dei soci assenti o dissenzienti e degli altri legittimati attivi ad impugnarla), onde l’atto in questione impegna la societa’ e resta ad essa opponibile
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 3 febbraio 2014, n. 2320 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere Dott. DIDONE Antonio – Consigliere Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere Dott. NAZZICONE Loredana...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 21 febbraio 2014, n. 4196. Per la quietanza tipica la definizione confessoria è indiscussa, per cui il creditore che, rilasciando quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria, ai sensi degli artt. 2733 e 2735 c.c., e non può impugnare l’atto se non provando, a norma dell’art. 2732 c.c., che esso è stato determinato da errore di fatto o da violenza; non gli è sufficiente, quindi, provare l’elemento oggettivo della non veridicità della dichiarazione di ricevuto pagamento, ma occorre che egli provi, altresì, l’elemento soggettivo dello stato di errore o di coartazione che lo determinò al rilascio. Nella quietanza “a saldo”, la dichiarazione liberatoria, se intesa come ricognizione negativa di debito, implica relevatio ab onere probandi, ai sensi dell’art. 1988 c.c., ovvero, se intesa come rinuncia o transazione, attiva la corrispondente disciplina negoziale.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 21 febbraio 2014, n. 4196 Svolgimento del processo Con atto di citazione inviato per la notificazione ex art. 149 c.p.c. il 7 luglio 1998 l’Avv.to M.D. evocava, dinanzi al Tribunale di Salerno, T.A. nella qualità di unica erede del notaio T.G. , esponendo che nell’anno 1983 quest’ultimo gli...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 10 febbraio 2014, n. 2907. Nei giudizi di opposizione ad ordinanza ingiunzione – nel regime intermedio tra il Dlgs n. 40 del 2006 e il Dlgs n. 150 del 2011 – l’appello deve essere proposto con citazione e non con ricorso. E l’erroneo uso del ricorso è suscettibile di sanatoria solo a condizione che, nel termine previsto dalla legge, l’atto sia stato non solo depositato nella cancelleria del giudice ma anche notificato alla controparte
Suprema Corte di Cassazione Sezioni Unite civile sentenza 10 febbraio 2014, n. 2907 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio – Primo Presidente f.f. Dott. RORDORF Renato – Presidente di Sez. Dott. PICCIALLI Luigi – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 10 febbraio 2014, n. 2883. I dubbi sull’impugnabilità del fermo amministrativo dell’auto giustificano la compensazione delle spese di lite
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 10 febbraio 2014, n. 2883 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PICCIALLI Luigi – Presidente Dott. PROTO Cesare Antonio – Consigliere Dott. PETITTI Stefano – Consigliere Dott. MANNA Felice – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 21 febbraio 2014, n. 4176. Il provvedimento emesso ai sensi dell’art. 709 ter cod. proc. civ., con il quale il giudice, nella controversia insorta tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale, abbia irrogato una sanzione pecuniaria o condannato al risarcimento dei danni il genitore inadempiente agli obblighi posti a suo carico, rivestendo i caratteri della decisorietà e della definitività all’esito della fase del reclamo (a differenza delle statuizioni relative alle modalità di affidamento dei minori), è ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 21 febbraio 2014, n. 4176 Svolgimento del processo Con la sentenza impugnata, la Corte d’Appello di Campobasso, in ordine al giudizio di separazione personale tra i coniugi A.Z. ed A.P., per quel che ancora interessa, confermando la pronuncia di primo grado, infliggeva all’appellante A.Z., affidataria esclusiva dei figli...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 febbraio 2014, n. 4387. Nell’ipotesi in cui la nullità del matrimonio, in sede di giudizio ecclesiastico, sia stata fondata sulla divergenza unilaterale tra volontà dichiarata e volontà effettiva, poiché la tutela della buona fede e dell’affidamento costituisce un principio cardine del nostro ordine pubblico la conoscenza o conoscibilità di tale divergenza rispetto ai bona matrimonii, nella specie ravvisata nella riserva mentale relativa all’indissolubilità del vincolo, costituisce accertamento di fatto rimesso esclusivamente al giudice interno, attenendo alla conformità o contrarietà al parametro dell’ordine pubblico della sentenza ecclesiastica. Ne consegue l’ininfluenza dell’eventuale diversa valutazione compiuta dal giudice ecclesiastico in ordine all’affidamento del coniuge che non ha determinato la causa di nullità, trattandosi di profilo irrilevante per il processo canonico, in quanto del tutto estraneo all’accertamento della pienezza del consenso contestata unilateralmente dall’altro coniuge
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 24 febbraio 2014, n. 4387 Svolgimento del processo Nella sentenza impugnata, la Corte d’Appello dell’Aquila ha rigettato la domanda di declaratoria di efficacia della sentenza canonica di nullità del matrimonio contratto da V.M. e P.G.A., pronunciata il 12 dicembre 2007 dal Tribunale Ecclesiastico Regionale Abruzzese di Chieti, ratificata...