Actio interrogatoria: incide su diritto potestativo
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Actio interrogatoria: incide su diritto potestativo

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28666 del 7 novembre 2024, ha chiarito la natura e gli effetti dell'actio interrogatoria (artt. 481 c.c. e 749 c.p.c.).

L'actio interrogatoria è un'azione che consente a chiunque vi abbia interesse di chiedere all'autorità giudiziaria di fissare un termine entro il quale il chiamato all'eredità deve dichiarare se accetta o rinuncia.

La Corte ha precisato che tale azione non ha lo scopo di risolvere conflitti tra diritti, ma incide sul diritto potestativo del chiamato all'eredità, ovvero sulla sua facoltà di accettare o rinunciare. La dichiarazione di accettazione resa in seguito all'actio interrogatoria non determina una delazione dell'eredità in via succedanea o un accrescimento a favore di altri chiamati.

In altre parole, l'actio interrogatoria serve semplicemente a "sollecitare" il chiamato a prendere una decisione sull'eredità, ma non definisce in modo definitivo chi è erede e quali sono i diritti degli altri chiamati.

Pertanto, restano impregiudicate tutte le questioni che possono sorgere tra i chiamati, compresa quella relativa all'acquisto della qualità di erede da parte dell'interrogato per effetto di un atto o di un fatto precedente all'instaurazione del procedimento.

Consegna chiavi cassaforte perfeziona contratto deposito
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Consegna chiavi cassaforte perfeziona contratto deposito

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28565 del 6 novembre 2024, ha stabilito che in un contratto di trasporto e custodia valori, la consegna delle chiavi della cassaforte costituisce un contratto di deposito, con obblighi per entrambe le parti. Oltre all'obbligo del vettore, vi è un obbligo di custodia delle chiavi e dei valori nella cassaforte. In caso di furto, il depositario è responsabile se non dimostra che l'inadempimento è dovuto a cause non imputabili, secondo l'art. 1218 cod. civ.

Esdebitazione non esclusa per patrimonio scarso
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Esdebitazione non esclusa per patrimonio scarso

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28505 del 6 novembre 2024, ha stabilito che un debitore non può essere escluso dal beneficio dell'esdebitazione secondo l'art. 142 l.fall., a causa della scarsa consistenza del suo patrimonio. Questo è valido purché tale condizione non derivi da condotte ostruzionistiche, negligenti o fraudolente del debitore. La valutazione si concentra sui requisiti soggettivi elencati nell'art. 142 l.fall., escludendo l'importanza del requisito oggettivo, in linea con l'art. 280, comma 1, CCII.

Trasferimento immobiliare tra coniugi ed azione revocatoria
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Trasferimento immobiliare tra coniugi ed azione revocatoria

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28558 del 6 novembre 2024, ha stabilito che l'atto di trasferimento immobiliare tra coniugi, effettuato in base agli accordi di separazione consensuale omologata, può essere soggetto ad azione revocatoria ordinaria. Il giudice può esaminare anche il contenuto obbligatorio di tali accordi, anche se impugnato solo il contratto di cessione. Nel caso specifico, è stata confermata l'inefficacia dell'atto con cui il marito aveva ceduto gratuitamente alla moglie la metà di un immobile.

Sale and lease back ed il patto commissorio
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Sale and lease back ed il patto commissorio

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28553 del 6 novembre 2024, ha stabilito che nel contratto di "sale and lease back" non è necessario avere tutti e tre gli indici sintomatici per violare il divieto di patto commissorio. L'elemento fondamentale è se l'operazione negoziale ha come scopo una causa di garanzia vietata, piuttosto che un effettivo trasferimento di beni. Questo accertamento è rimesso al giudice di merito, che può basarsi su diversi indici rivelatori.

Estensione proprietà comune ed il mandato speciale condomini
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Estensione proprietà comune ed il mandato speciale condomini

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28675 del 7 novembre 2024, ha stabilito che la richiesta di estendere la proprietà comune di un condominio a un'area adiacente, acquisita per usucapione, supera i poteri dell'assemblea condominiale e dell'amministratore. Tale azione richiede un mandato speciale da parte di ogni condomino, poiché comporta l'accrescimento del diritto di comproprietà e l'assunzione proporzionale degli obblighi correlati.

Responsabilità precontrattuale trattative e affidamento
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Responsabilità precontrattuale trattative e affidamento

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28767 del 7 novembre 2024, ha stabilito che la responsabilità precontrattuale si verifica quando le trattative tra le parti creano un ragionevole affidamento nella conclusione del contratto, ma vengono interrotte senza giustificato motivo. È necessario che l'interruzione non sia dovuta a fatti che escludano tale affidamento, e la verifica di questi elementi spetta al giudice di merito, non contestabile in sede di legittimità se motivata adeguatamente.

Vendita di cose mobili e la vendita a distanza
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Vendita di cose mobili e la vendita a distanza

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28727 del 7 novembre 2024, ha chiarito che l'art. 1510 del codice civile, riguardante la vendita di cose mobili, è una norma speciale che consente al venditore di liberarsi dall'obbligo di consegna consegnando la merce al vettore o spedizioniere. Questa norma è intesa a facilitare i rapporti commerciali e la vendita a distanza e non può essere applicata in via analogica. Non può derogare ai principi generali delle obbligazioni, in particolare all'art. 1228 del codice civile.

La distinzione tra accomandatari ed accomandanti
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La distinzione tra accomandatari ed accomandanti

Per la Corte di Cassazione con l'ordinanza del 7 novembre 2024 la n. 28650 nella società in accomandita semplice, la distinzione fra la categoria dei soci accomandatari, illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, e quella dei soci accomandanti, responsabili nei soli limiti della quota sociale, è mantenuta ferma dall’art. 2317, comma 2, cod. civ. anche nel caso di società in accomandita irregolare non sulla base del solo tenore degli accordi interni fra i soci, ma sul presupposto dell’estrinsecazione dell’accordo sociale, pur in presenza dell’inosservanza dell’onere formale dell’iscrizione nel registro delle imprese. La “ratio” di tale disposizione deve essere ravvisata nella circostanza che, quando la società opera pubblicizzando di fatto la propria natura di società in accomandita, i terzi che con essa vengono in contatto sanno di poter contare soltanto sulla responsabilità illimitata del socio accomandatario, mentre una simile consapevolezza non può essere riconosciuta in capo a chi venga a trovarsi in contatto con una società irregolare che non indichi e rappresenti all’esterno il particolare tipo di società il cui atto costitutivo non è stato iscritto nel registro delle imprese.

Il diritto agli interessi moratori
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Il diritto agli interessi moratori

Secondo la Cassazione con l'ordinanza del 5 novembre 2024, la n. 28413 in caso di ritardo nell'adempimento di obbligazioni pecuniarie nell'ambito di transazioni commerciali, il creditore ha diritto agli interessi moratori ai sensi degli artt. 4 e 5 del d.lgs. n. 231 del 2002, con decorrenza automatica dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, senza bisogno di alcuna formale costituzione in mora e senza necessità di specificare, nella domanda giudiziale, la natura e la misura degli interessi richiesti.