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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 9635 del 27 febbraio 2014. Ai fini della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere, il Gup, in presenza di fonti di prova che si prestano ad una molteplicità ed alternatività di soluzioni valutative, deve limitarsi a verificare l'inutilità o superfluità del dibattimento, senza dover, invece, operare valutazioni di tipo sostanziale, riservate al giudizio di merito. In altri termini, non si deve utilizzare, quale parametro di valutazione, quello dell'innocenza dell'imputato, ma quello dell'impossibilità di sostenere l'accusa in giudizio, con la conseguenza che l'insufficienza e la contraddittorietà degli elementi acquisiti ai sensi dell'art. 425 cod. proc. pen. debbono avere caratteristiche tali da non poter essere ragionevolmente considerate superabili. Nel caso in esame, il GIP non ha fatto corretta applicazione di tali principi, perché ha sostanzialmente operato una valutazione del merito della responsabilità penale, fornendo un'interpretazione del quadro probatorio in quanto tale, anziché una valutazione prognostica circa la possibilità di superare, in sede dibattimentale, la contraddittorietà dei numerosi e variegati elementi acquisiti

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza n. 9635 del 27 febbraio 2014 Ritenuto in fatto 1. – Con sentenza del 13 marzo 2013, il GIP del Tribunale di Bologna ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti dell’imputato, perché il fatto non sussiste, in relazione al reato di cui all’art. 4 del d.lgs. n....

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 10110 del 3 marzo 2014. La pena per il reato di cui all'art. 3 della legge n. 54 del 2006 è quella alternativa prevista dal primo comma dell'art. 570 c.p., occorre constatare che nel nostro caso la pena concordata tra le parti ed applicata dal Giudice (quattro mesi di reclusione e 200,00 euro di multa) deve giudicarsi illegale

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza n. 10110 del 3 marzo 2014 CONSIDERATO IN FATTO  1. GP ha definito ai sensi dell’art. 444 c.p.p. e in data  ll.2.2013, davanti al Tribunale di Modica, il processo che lo vedeva imputato del  reato di cui all’art. 12 sexies legge 898/1970 in relazione all’art. 3 legge 54/2006, ...

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 9807 del 28 febbraio 2014. Qaalora la relazione del SERT sia estremamente positiva, il Tribunale di sorveglianza è tenuto a concedere alcuni benefici

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza n. 9807 del 28 febbraio 2014 Svolgimento del processo La Corte, ritenuto in fatto e considerato in diritto  1. Il Tribunale di sorveglianza di Bari, con ordinanza del 16 aprile  2013, dichiarava inammissibili le istanze di detenzione domiciliare  e semilibertà e rigettava, nel contempo, quelle di affidamento al ...

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 10105 del 3 marzo 2014. Il reato previsto dall'art. 3 legge 8.2.2006 n. 54 è procedibile d'ufficio e non a querela della persona offesa

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza n. 10105 del 3 marzo 2014 CONSIDERATO IN FATTO  1. RC era imputato del reato di cui all’art. 3 legge 8.2.2006 n.  54 (in relazione agli artt. 570.1 e 2 c.p., 12 sexies legge 1 dicembre 1970 n. 898)  per non aver provveduto a versare la somma di...

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 febbraio 2014, n. 8722. Il giudice che emette provvedimento di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca non e' tenuto a individuare in modo specifico i beni su cui apporre il vincolo, poiche' quel che in tale sede rileva, e che quindi il giudice e' tenuto a indicare, e' la determinazione del valore complessivo dell'oggetto del sequestro; identificato cosi' il quantum, compete al pubblico ministero – o anche alla polizia giudiziaria. La determinazione del valore come contenuto minimo, ovvero assolutamente necessario, del provvedimento ablativo, ma non esclude affatto il potere/dovere del giudice che emette il provvedimento di pronunciarlo attribuendogli un contenuto completo, ovvero indicando anche specificamente quali beni assoggetta al vincolo, se e' in condizioni di farlo. Deve infatti il giudice che sequestra specificamente indicare quali siano i beni vincolagli se dispone in atti di elementi per stabilirlo, solo in caso contrario incombendo detta individuazione al P.M. quale organo demandato all'esecuzione del provvedimento

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 febbraio 2014, n. 8722 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente Dott. DI NICOLA Vito – Consigliere Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere Dott. PEZZELLA Vincenzo – Consigliere Dott....

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Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 27 febbraio 2014, n. 9605. La questione su cui si è sollecitato l'intervento delle Sezioni Unite attiene alla individuazione dell'autorità giudiziaria competente ad effettuare la liquidazione dei compensi al consulente tecnico del pubblico ministero

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 27 febbraio 2014, n. 9605 Ritenuto in fatto 1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma in data 4 ottobre 2012 disponeva consulenza tecnica tossicologica nel procedimento instaurato a carico di S.B.           , lo stesso giorno arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanza stupefacente. Esperito l’incarico,...