Vendita “aliud pro alio”: identità bene compromessa
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Vendita “aliud pro alio”: identità bene compromessa

L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28210 del 4 novembre 2024 chiarisce che la vendita di "aliud pro alio" permette un'azione di risoluzione contrattuale ordinaria quando la causa concreta dell'atto di vendita non è realizzabile, compromettendo l'identità del bene acquistato. Non si applica semplicemente per la mancanza di requisiti sanabili che non alterano l'identificazione del bene. Nel caso specifico, la Corte ha confermato che la mancanza di edificabilità del terreno in permuta comprometteva l'identità e gli interessi negoziali, giustificando la risoluzione.

Nesso di causalità con esposizione all’amianto
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Nesso di causalità con esposizione all’amianto

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28458 del 5 novembre 2024, ha stabilito che, in presenza di fattori di rischio come l'esposizione all'amianto, che sono scientificamente riconosciuti come cause della malattia e del decesso, esiste un nesso di causalità tra il fattore di rischio e l'evento dannoso. Questo nesso può essere affermato anche in termini di concausalità se l'esposizione non è occasionale e mancano strumenti di protezione individuale, a meno che non ci sia un altro fattore esterno all'ambiente lavorativo che da solo possa causare la malattia o il decesso.

Mutuo e termine di restituzione in potestate creditoris
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Mutuo e termine di restituzione in potestate creditoris

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28482 del 5 novembre 2024, ha stabilito che un contratto di mutuo può includere un termine di restituzione deciso dal creditore, ma la clausola deve rispettare lo schema causale del mutuo senza rendere immediatamente esigibile il debito. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la decisione che ha ritenuto corretta la richiesta di restituzione delle somme da parte della mutuante, senza necessità di fissare un termine secondo l'art. 1817 c.c.

Doppia iscrizione a ruolo per errore del cancelliere
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Doppia iscrizione a ruolo per errore del cancelliere

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28468 del 5 novembre 2024, ha stabilito che la doppia iscrizione a ruolo dello stesso atto di citazione, causata da un errore del cancelliere, non rende nulla la sentenza. Questo perché tale violazione dell'art. 168 c.p.c. non lede il diritto di difesa del convenuto, specialmente se quest'ultimo non si è costituito in nessuno dei due giudizi ed è stato dichiarato contumace.

Ricognizione di debito e la nozione di rapporto fondamentale
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Ricognizione di debito e la nozione di rapporto fondamentale

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28448 del 5 novembre 2024, ha stabilito che la nozione di rapporto fondamentale, menzionata nell'art. 1988 c.c., si estende non solo al titolo del rapporto, cioè ai fatti costitutivi dell'obbligazione, ma anche alle specifiche articolazioni di quel rapporto. Queste articolazioni includono ogni singolo rapporto obbligatorio derivante da esso, definito anche dal suo oggetto, ovvero dal rapporto credito-debito che costituisce il diritto soggettivo portato in giudizio.

Ampliamento uso parti comuni in condominio
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Ampliamento uso parti comuni in condominio

La Sentenza della Corte di Cassazione n. 28336 del 4 novembre 2024 chiarisce che, in un condominio, ogni condomino può utilizzare le parti comuni grazie al diritto di condominio. Tuttavia, l'uso delle parti comuni può essere ampliato tramite un titolo che attribuisce maggiori diritti, secondo l'art. 1118 del codice civile. Se invece le parti comuni vengono utilizzate per fornire un'utilità aggiuntiva a una proprietà esclusiva, si crea una servitù.

Dolo incidente: risarcimento senza annullamento contratto
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Dolo incidente: risarcimento senza annullamento contratto

L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28291 del 4 novembre 2024 chiarisce che, in caso di dolo incidente, un contraente che subisce raggiri e sostiene che avrebbe stipulato il contratto a condizioni diverse, può chiedere il risarcimento dei danni senza dover annullare il contratto. La richiesta di risarcimento si basa sul presupposto che i raggiri non abbiano influito in modo determinante sul consenso, mantenendo così il contratto valido.

Accertamento data scrittura privata nel fallimento
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Accertamento data scrittura privata nel fallimento

L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28214 del 4 novembre 2024 stabilisce che, nel processo di verifica del passivo fallimentare, l'accertamento della data anteriore di una scrittura privata che documenta un credito deve seguire le regole dell'art. 2704, comma 1, del codice civile. Il curatore fallimentare è considerato terzo rispetto ai creditori e al fallito, e il giudice può rilevare d'ufficio la questione. Se il curatore avvia un giudizio separato per contestare l'inadempimento di un creditore, ciò implica il riconoscimento della data anteriore della scrittura, poiché il dovere di lealtà e probità non consente di modificare la propria posizione processuale per convenienza.

Vittoria in primo grado e le eccezioni assorbite
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Vittoria in primo grado e le eccezioni assorbite

L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28295 del 4 novembre 2024 stabilisce che una parte completamente vittoriosa in primo grado non è tenuta a presentare appello incidentale per riesaminare domande o eccezioni respinte o non esaminate. È sufficiente riproporre tali questioni nelle difese del giudizio di secondo grado. La Corte ha cassato con rinvio una sentenza che aveva erroneamente richiesto un appello incidentale per un'eccezione di prescrizione assorbita.