Il testo integrale[1] La corte Territoriale aveva affermato che fosse emersa una rinuncia datoriale a sanzionare i comportamenti del dipendente e che, in ogni caso, i fatti contestati non fossero risultati provati. Per la CAssazione entrambi i punti del ragionamento sono condivisibili. Riguardo al primo, infatti, il datore di lavoro, in una missiva,...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 28 novembre 2013, n. 47224. Sentenza di non luogo a procedere – perché il fatto non costituisce reato – nei confronti di un Pilota di una compagnia aerea. La richiesta di rinvio a giudizio concerneva l’ipotesi di reato di cui all’art. 262 cod. pen., per avere secondo l’accusa rivelato notizie delle quali l’autorità competente aveva vietato la divulgazione ai sensi dell’art. 42 della legge n. 124 del 2007. Ciò sarebbe avvenuto in occasione della proposizione da parte del Pilota del tentativo obbligatorio di conciliazione e nel successivo ricorso inoltrato al giudice del lavoro, atti aventi ad oggetto la richiesta di riconoscimento di mansioni superiori
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 28 novembre 2013, n. 47224 Ritenuto in fatto 1. In data 22 gennaio 2013 il GUP del Tribunale di Roma emetteva sentenza di non luogo a procedere – perché il fatto non costituisce reato – nei confronti di A.F. . La richiesta di rinvio a giudizio concerneva l’ipotesi...
Corte Costituzionale, sentenza 28 novembre 2013, n.281. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 120, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall’art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui si applica anche con riferimento a sentenze pronunziate, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009.
CORTE COSTITUZIONALE SENTENZA 28 novembre 2013, n.281 Ritenuto in fatto 1.– Nel corso di un giudizio promosso per ottenere l’annullamento di un provvedimento di revoca della patente di guida – adottato nei confronti di un soggetto cui era stata applicata, per reati concernenti gli stupefacenti, una pena a norma dell’art. 444 del codice di procedura...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 25 novembre 2013, n. 26359. Le vittime secondarie hanno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, non solo per la morte del congiunto, ma anche per le sue lesioni, la locuzione “persona danneggiata” ben difficilmente può essere limitata a quella di vittima diretta, dato che anche la vittima secondaria è una vittima diretta. Pertanto, la possibilità riconosciuta anche a soggetto diverso da quello che è stato coinvolto direttamente nel sinistro stradale, di domandare iure proprio il risarcimento del danno subito comporta che anche questi vada qualificato a pieno titolo persona danneggiata direttamente dall’incidente stradale.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 novembre 2013, n. 26359 Svolgimento del processo In data (omissis) lungo la superstrada (omissis) , in seguito alla collisione tra un’auto di proprietà dell’Associazione laicale di culto “Catechisti di Cristo Re, condotta dal sacerdote M.S. , ed altra auto, condotta da Z.F. , assicurata dalla Fata Ass.ni,...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 28 novembre 2013, n. 26638. In tema di responsabilità del subappaltatore
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 28 novembre 2013, n. 26638 Svolgimento del processo Con sentenza 27.12.2002 il Tribunale di Genova, in composizione monocratica, dichiarava l’inadempimento della convenuta s.a.s. Edilminetti per la difettosa esecuzione dei lavori di pitturazione della facciata dell’edificio condominiale, commissionati, con contratto d’appalto del 15.10.1982, dal Condominio in (omissis) ; condannava...
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 28 novembre 2013, n. 26579. Inflitta la sanzione della sospensione dall’esercizio professionale per il periodo di due mesi per un avvocato, a seguito di segnalazione al Consiglio dell’Ordine da parte del G.I.P., inviata all’esito del processo penale promosso nei confronti dell’avvacoto in relazione al reato di falsità materiale commesso da privato (artt. 476, 482 c.p.)
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 28 novembre 2013, n. 26579 Svolgimento del processo A seguito di segnalazione al Consiglio dell’Ordine di Reggio Emilia da parte del G.I.P. del Tribunale di Ancona, inviata all’esito del processo penale promosso nei confronti dell’avv. S.E. in relazione al reato di falsità materiale commessa da privato (artt. 476,...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 novembre 2013, n. 26693. Il preventivo non può avere valore di prova quando: è effettuato da soggetto estraneo alla controversia, quando il medesimo preventivo non è corroborato da altri elementi quali il listino prezzi relativo ai pezzi di ricambio e soprattutto dalle fotografie dello stesso, che avrebbero consentito sia di fissare lo stato del mezzo nei giorni immediatamente seguenti al sinistro, sia di verificare la compatibilità dei danni occorsi con la dinamica dell’incidente descritta nel CID, ivi compresa l’eventuale esistenza di altri danni preesistenti al sinistro stesso
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 28 novembre 2013, n. 26693 Svolgimento del processo G..C. convenne in giudizio, dinanzi al Giudice di Pace di Pisticci, N..R. e la di lei assicuratrice Generali Assicurazioni s.p.a., esponendo che la prima, mentre alla guida di una Fiat Punto effettuava una manovra di parcheggio, aveva urtato contro il...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 novembre 2013 n. 47410. Appropriazione indebita il legale che all’esito della causa civile trattiene le somme che spettano al suo cliente con la giustificazione che questo gli doveva del denaro a titolo di compenso professionale
Il testo integrale[1] Per la S.C. il fatto che il legale potesse in astratto pretendere dai propri clienti, a titolo di compenso professionale, somme maggiori dl quelle liquidate a carico delle parti soccombenti con la sentenza civile, è del tutto, indifferente nelle valutazioni del caso. Nel momento in cui il ricorrente trattenne per sé non...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 novembre 2013, n. 26239. L’inosservanza di una norma di circolazione stradale, pur comportando responsabilità sotto altro titolo per l’infrazione commessa, non è di per sé sufficiente a determinare la responsabilità civile per l’evento dannoso, ove questo non sia ricollegabile eziologicamente alla trasgressione medesima. Principio dal quale la sentenza deduce che la violazione della disposizione che vieta il trasporto di altre persone sul ciclomotore non è in diretto collegamento causale con l’evento prodottosi. Questa violazione non può consolidare la responsabilità del conducente del ciclomotore per il danno verificatosi a carico di colui che è stata illegittimamente trasportato.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 22 novembre 2013, n. 26239 Svolgimento del processo Nell’incidente occorso tra la vettura guidata dal L. (di sua proprietà ed assicurata presso la Norditalia Ass.ni spa) ed il ciclomotore guidato dalla Z. subì lesioni alla persona la C. , trasportata sul ciclomotore. Il Tribunale di Teramo dichiarò improcedibile...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 27 novembre 2013, n. 26516. Non vi è demansionamento se dipende da fattori non riconducibili alla volontà datoriale
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 27 novembre 2013, n. 26516 Svolgimento del processo Con sentenza dell’8/2 – 18/2/08 la Corte d’appello di Reggio Calabria ha rigettato l’impugnazione proposta da A.F. avverso la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Locri che gli aveva respinto la domanda diretta alla condanna della ASL n....
