Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 16 febbraio 2016, n. 6367 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PAOLONI Giacomo – Presidente Dott. GIORDANO E. – rel. Consigliere Dott. DI SALVO Emanuel – Consigliere Dott. BASSI A. – Consigliere Dott....
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 16 febbraio 2016, n. 6342. Il referto arbitrale è difficilmente interpretabile senza le delucidazioni di chi lo ha redatto, giacché “accanirsi” contro una persona può significare molte cose, tra cui ingiuriarla e minacciarla, ma anche attentare alla sua incolumità fisica; ne consegue che il disfavore con cui il giudice aveva valutato le dichiarazioni dei testi a difesa non appariva giustificata dal tenore del referto arbitrale, che dunque deve essere valutato insieme agli altri elementi di prova emersi dall’istruttoria, non potendo costituire esso solo la prova della “compiacenza” dei testimoni verso l’imputato
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 16 febbraio 2016, n. 6342 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SABEONE Gerardo – Presidente Dott. MORELLI Francesca – Consigliere Dott. SETTEMBRE Antonio – rel. Consigliere Dott. MICHELI Paolo – Consigliere Dott. CAPUTO...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 22 febbraio 2016, n. 3405. La banca risponde se paga l’assegno a persona diversa dal beneficiario anche se chi era andato ad incassare aveva messo un firma falsa e aveva un falso documento di identità
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 22 febbraio 2016, n. 3405 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. NAPPI Aniello – Presidente Dott. BERNABAI Renato – Consigliere Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 22 febbraio 2016, n. 3409. Un concordato preventivo può essere revocato se il debitore ha avuto una condotta ingannevole, con lo scopo di occultare fatti rilevanti per l’espressione di un consenso informato da parte dei creditori
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 22 febbraio 2016, n. 3409 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DIDONE Antonio – Presidente Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere Dott. FERRO Massimo – Consigliere Dott. NAZZICONE Loredana...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 22 febbraio 2016, n. 3416. Eccessiva la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio per il lavoratore che non vuole lavorare la domenica per andare alla messa
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 22 febbraio 2016, n. 3416 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MACIOCE Luigi – Presidente Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere Dott. DE GREGORIO Federico – Consigliere Dott. BLASUTTO Daniela – rel. Consigliere Dott. PATTI...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 febbraio 2016, n. 3628. L’istituto della “confideiussione” di cui all’articolo 1946 codice civile, e’ caratterizzato, nei suoi presupposti, da un collegamento necessario tra le obbligazioni assunte dai singoli fideiussori, mossi consapevolmente, anche se non contestualmente, dal comune interesse di garantire lo stesso debito e lo stesso debitore, salva la divisione dell’obbligazione nei rapporti interni in virtu’ del diritto di regresso, che, a norma dell’articolo 1954 codice civile, spetta a colui che ha pagato l’intero
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 24 febbraio 2016, n. 3628 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. NAPPI Aniello – Presidente Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere Dott. VALITUTTI Antonio – rel. Consigliere Dott. FERRO Massimo – Consigliere Dott. LAMORGESE...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 febbraio 2016, n. 3633. Il ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza di appello che ha confermato il rigetto dell’opposizione L.F. ex articolo 98, e’ soggetto al termine ridotto di trenta giorni, previsto dal comma 5 dell’articolo successivo, nel testo anteriore alla modifica di cui al Decreto Legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 e Decreto Legislativo 12 settembre 2007, n. 169
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 24 febbraio 2016, n. 3633 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DIDONE Antonio – Presidente Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere Dott. FERRO Massimo – Consigliere Dott. NAZZICONE Loredana...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 25 febbraio 2016, n. 3707. È legittima la cartella di pagamento che, pur carente di motivazione, è impugnata dal contribuente anche nel merito. Laddove, infatti, il destinatario della pretesa abbia esercitato il proprio diritto di difesa contestando la debenza delle somme, ha sanato il possibile vizio di nullità derivante dalla carente motivazione
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 febbraio 2016, n. 3707 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere Dott. BARRECA...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 7 marzo 2016, n. 9438. Il commesso giudiziario non rientra nelle categorie dei pubblici ufficiali o degli incaricati di pubblico servizio, delineate dagli artt. 357 e 358 cod. pen. Essi di certo non esercitano una pubblica funzione amministrativa caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi. D’altro canto i loro compiti sono caratterizzati non solo dalla mancanza dei poteri tipici della pubblica funzione ma anche dal risolversi nello svolgimento di mansioni d’ordine e di prestazioni di opera meramente materiale. Quanto all’ipotesi dello svolgimento di mansioni eccedenti quelle assegnate, tali da far assumere al commesso giudiziario la qualità di funzionario di fatto o almeno di incaricato di pubblico servizio, deve rilevarsi come in effetti la veste soggettiva possa essere riconosciuta anche nel caso di esercizio di fatto delle relative funzioni. Difatti, anche con riguardo alla figura dei commesso di ufficio giudiziario, lo stesso può rivestire la qualifica soggettiva almeno di incaricato di pubblico servizio solo in relazione all’affidamento di fatto di mansioni ulterìori che vengano concretamente svolte
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 7 marzo 2016, n. 9438 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 24/9/2015 il G.U.P. del Tribunale di Napoli ha dichiarato non luogo a procedere per insussistenza dei fatto nei confronti di G.R., chiamato a rispondere del delitto di cui agli artt. 110, 81, 319 cod. pen., in...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 8 marzo 2016 n. 9513. Ai fini del riconoscimento dell’esimente della provocazione nei delitti contro l’onore, non è necessario che la reazione venga attuata nello stesso momento in cui sia ricevuta l’offesa, essendo sufficiente che essa abbia luogo finché duri lo stato d’ira suscitato dal fatto provocatorio, a nulla rilevando che sia trascorso del tempo, ove il ritardo nella reazione sia dipeso unicamente dalla natura e dalle esigenze proprie degli strumenti adoperati per ritorcere l’offesa
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 8 marzo 2016 n. 9513 Ritenuto in fatto 1. II Giudice di pace di Bologna, con sentenza confermata dal Tribunale, ha assolto Z.P., R.F. e V.G. dal reato minaccia loro ascritto perché il fatto non costituisce reato e dal reato di ingiuria – pure a loro contestato –...