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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 giugno 2013 n. 14027. Risarcimento in favore dell’automobilista se il premio sale per l’intesa collusiva delle compagnie

  Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 giugno 2013 n. 14027[1] La Suprema corte ha infatti richiamato l’indagine dell’Agcm secondo cui lo scambio di informazioni fra le compagnie assicuratrici è andato ben oltre le finalità – lecite e fisiologiche per le imprese del settore – di comunicarsi i dati rilevanti per...

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 30 maggio 2013, n. 13649. Il contratto di associazione in partecipazione per un periodo di tempo determinato non è un contratto basato sull’elemento della fiducia e pertanto non è consentito il recesso unilaterale anticipato

La massima 1. Il contratto di associazione in partecipazione per un periodo di tempo determinato non è un contratto basato sull’elemento della fiducia e pertanto non è consentito il recesso unilaterale anticipato. 2. L’obbligo di pagare una somma di denaro da determinarsi in base ad un criterio preventivamente stabilito dà luogo a un debito pecuniario,...

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza n. 12819 del 23 maggio 2013. Servitù coattiva, non può essese costituita o ampliata se esiste un percorso alternativo

Suprema Corte di Cassazione  sezione II sentenza n. 12819  del 23 maggio 2013 Svolgimento del processo R.P., proprietario in comune di Montebelluna di terreni a favore dei quali era stata costituita una servitù volontaria di passo pedonale e carraio, da esercitare su di un locus di m. 4 di larghezza attraverso un cancello telecomandato, conveniva...

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 maggio 2012, n. 13418. In tema di impugnazione del lodo arbitrale irrituale

La massima Nell’arbitrato irrituale, il lodo può essere impugnato per errore essenziale esclusivamente quando la formazione della volontà degli arbitri sia stata deviata da un’alterata percezione o da una falsa rappresentazione della realtà e degli elementi di fatto sottoposti al loro esame (c.d. errore di fatto), e non anche quando la deviazione attenga alla valutazione...

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 27 maggio 2013, n. 13090. Il D.Lgs. 480/92, interpretato in linea con la direttiva comunitaria sul ravvicinamento dei marchi d’impresa (89/104/Cee), garantisce ai marchi “notori” una protezione più ampia rispetto a quelli comuni, difendendoli dal rischio confusione che si può generare anche quando i beni in commercio non sono uguali o strettamente affini

La massima Il D.Lgs. 480/92, interpretato in linea con la direttiva comunitaria sul ravvicinamento dei marchi d’impresa (89/104/Cee), garantisce ai marchi “notori” una protezione più ampia rispetto a quelli comuni, difendendoli dal rischio confusione che si può generare anche quando i beni in commercio non sono uguali o strettamente affini. Il fine è quello di...

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 maggio 2013, n. 13603. Il credito vantato dal coniuge con effetto dell’incorporazione dei materiali e della manodopera impiegati nella costruzione di un immobile su suolo di proprietà esclusiva dell’altro coniuge è un credito di valore

La massima Il credito vantato dal coniuge con effetto dell’incorporazione dei materiali e della manodopera impiegati nella costruzione di un immobile su suolo di proprietà esclusiva dell’altro coniuge è un credito di valore, corrispondente al valore dei materiali e della manodopera impiegati nella realizzazione della costruzione stessa che resta di proprietà esclusiva del coniuge titolare...

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Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 31 maggio 2013 n. 23866. Pena più mite per il mancato versamento dell’assegno in favore dell’ex coniuge

Il testo integrale   Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 31 maggio 2013 n. 23866[1] In passato la Corte di cassazione aveva più volte affermato che il rinvio, quoad poenam, all’art. 570 cod. pen. operato dall’art. 12- sexies legge 1° dicembre 1970, n. 898, come modificato dall’art. 21, legge 6 marzo 1987, n. 74, deve intendersi...

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Coret di Cassazione, sezione III, sentenza 29 maggio 2012, n.13446. Se l’azione revocatoria ha per oggetto atti posteriori al sorgere del credito, ad integrare l’elemento soggettivo del ‘consilium fraudis’ è sufficiente la semplice conoscenza nel debitore e nel terzo acquirente del pregiudizio che l’atto arreca alle ragioni del creditore

La massima Se l’azione revocatoria ha per oggetto atti posteriori al sorgere del credito, ad integrare l’elemento soggettivo del ‘consilium fraudis’ è sufficiente la semplice conoscenza nel debitore e nel terzo acquirente del pregiudizio che l’atto arreca alle ragioni del creditore, laddove, se essa ha per oggetto atti anteriori al sorgere del credito, è richiesta,...