Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 5 giugno, n. 12672 Svolgimento del processo Con decisione in data 12 gennaio 2012, la Commissione amministrativa regionale di disciplina della Toscana, su richiesta del Presidente del Consiglio notarile di Arezzo, ha comminato al notaio M.F. la sanzione disciplinare della sospensione della durata di nove mesi per violazione...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 26 maggio 2014, n. 11638. L'accettazione tacita dell'eredità necessita di un accertamento giudiziale esterno al processo esecutivo, che, quando si tratti di esecuzione esattoriale immobiliare, deve precedere la vendita disposta
sUPREMA Corte di Cassazione SEZIONE III sentenza 26 maggio 2014, n. 11638 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RUSSO Libertino Alberto – Presidente Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere Dott. SESTINI Danilo – Consigliere Dott. RUBINO Lina – Consigliere Dott. BARRECA...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 5 giugno 2014, n. 12707. In tema di illeciti amministrativi, l'adozione dei principi di legalità, irretroattività e divieto di analogia, di cui all'art. 1 della legge n. 689 del 1981, comporta l'assoggettamento del fatto alla legge del tempo del suo verificarsi, con conseguente inapplicabilità della disciplina posteriore eventualmente più favorevole, a nulla rilevando che detta più favorevole disciplina, successiva alla commissione del fatto, sia entrata in vigore anteriormente all'emanazione del provvedimento di accertamento. Dichiarata illecita la somministrazione di test ai candidati alla selezione di un dirigente tecnico da inserire in organico ai sensi degli artt. 143 comma 1 lett. c) e 154 comma 1 lett. d) D.Lvo n. 196/03
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 5 giugno 2014, n. 12707 Ragioni in fatto e in diritto della decisione 1.- Con la sentenza impugnata (depositata in data 11.8.2012) il Tribunale di Brescia ha rigettato l’opposizione proposta dall’Aler di Brescia contro il provvedimento in data 21 luglio 2011 con il quale il Garante per...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 5 giugno 2014, n. 23620. Integra il delitto di illegale detenzione di esplosivi e non la contravvenzione di detenzione abusiva di materie esplodenti, la condotta avente ad oggetto materiali pirotecnici
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 5 giugno 2014, n. 23620 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza della corte d’appello di Salerno in data 9.5.2013 veniva confermata la pronuncia di condanna di D.J.V. del Tribunale di Sala Consilina in data 21.7.2010, con cui era stata affermata la colpevolezza del prevenuto per i reati di...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 5 giugno 2014, n. 12628. Respinto l'appello proposto dalle Poste italiane avverso la sentenza con la quale era stata ritenuta la responsabilità del datore di lavoro per i danni derivati dall'assegnazione a mansioni di sportellista liquidati nella somma di euro 47.000,00 successivamente al Maggio 1991. La Corte territoriale osservava che il lavoratore era stato ritenuto inidoneo alle mansioni di sportellista sin dal 1991 in quanto lo stesso era stato vittima di un rapina presso l'ufficio postale di Petacciato che aveva determinato per lungo tempo una afonia. Rigettato il ricorso in Cassazione
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 5 giugno 2014, n. 12628 Svolgimento del processo La Corte di appello di Campobasso con sentenza del 22.12.2007 rigettava l’appello proposto dalle Poste italiane avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Larino in data 22.2.2006 con la quale era stata ritenuta la responsabilità del datore di lavoro per...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 febbraio 2014, n. 4093. L'accertata esposizione ad immissioni sonore intollerabili non costituisce di per sè prova dell'esistenza di danno alla salute, la cui risarcibilità è subordinata all'accertamento dell'effettiva esistenza di una lesione fisica o psichica. In tema di immissioni eccedenti il limite della normale tollerabilità, non può essere risarcito il danno non patrimoniale consistente nella modifica delle abitudini di vita del danneggiato, in difetto di specifica prospettazione di un danno attuale e concreto alla sua salute o di altri profili di responsabilità del proprietario del fondo da cui si originano le immissioni
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE Ordinanza 20 febbraio 2014, n. 4093 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GOLDONI Umberto – Presidente – Dott. PETITTI Stefano – Consigliere – Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Consigliere –...
Corte di Cassazione, sentenza 4 giugno 2014, n. 12542. In tema di compensi ai professionisti forensi, componenti di Collegi arbitrali, si rileva che la disposizione di cui al punto 9) della Tabella di cui al d.m. n. 585/1994, contenuta nella disciplina dei compensi per l’attività forense anche stragiudiziale e pertinente, e quindi, ai soli soggetti iscritti al relativo albo e solo nei loro confronti vincolante, non può trovare applicazione con riguardo ai Collegi arbitrali a composizione mista, nei quali gli avvocati non rappresentino la totalità del Collegio
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 4 giugno 2014, n. 12542 Svolgimento del processo Con sentenza 24/7/2008- 19/1/2009, la Corte d’appello di Roma, in accoglimento dell’appello proposto dal Ministero dell’economia e delle finanze, ed in riforma della sentenza impugnata, ha revocato il decreto ingiuntivo emesso dal Presidente del Tribunale di Roma in favore dell’avv....
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 30 maggio 2014, n. 22671. In tema di delitti contro l'incolumità pubblica, si è in presenza di eventi dotati di forza dirompente e quindi in grado di coinvolgere numerose persone, in un modo che non è precisamente definibile o calcolabile. Rispetto a tali eventi, non è richiesta l'analisi a posteriori di specifici decorsi causali che è invece propria degli illeciti che coinvolgono una o più persone determinate. Al contrario, ciò che caratterizza il pericolo per la pubblica incolumità è semplicemente la tipica, qualificata possibilità che le persone si trovino coinvolte nella sfera d'azione dell'evento disastroso descritto dalla fattispecie, esposte alla sua forza distruttiva
suprema CORTE DI CASSAZIONE sezione IV sentenza 30 maggio 2014, n. 22671 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza ex art. 425 c.p.p. in data 4 luglio 2012 il GUP presso il Tribunale di Savona dichiarava non luogo a provvedere nei confronti di R.G. , Z.G. , F.G. , P.M. , R.S. , Fo.Do. e...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 27 maggio 2014, n. 11832. Si afferma che esattamente il giudice di merito esclude la ravvisabilita' di un ramo di azienda, oggetto di cessione ai sensi dell'articolo 2112 c.c., in un complesso di servizi – privi di struttura aziendale autonoma e preesistente – consistenti nella gestione e manutenzione di strutture informatiche ed in assistenza tecnica, che restino disomogenei per funzioni svolte e professionalita' coinvolte, non integrati tra loro e privi di coordinamento unitario. Ne' puo' assumere rilievo, al fine di ravvisare un trasferimento di ramo di azienda, la sola decisione, assunta dal soggetto cedente, di unificare alcuni beni e lavoratori, affidando a questi un'unica funzione al momento del trasferimento, in quanto la qualificazione come ramo di azienda contrasterebbe sia con le direttive comunitarie nn. 1998/50 e 2001/23, che richiedono gia' prima di quest'atto "un'entita' economica che conservi la propria identita'", ossia un assetto gia' formato, sia con gli articoli 4 e 36 Cost., che impediscono di rimettere discipline inderogabili di tutela dei lavoratori (corte cost. n. 115 del 1994) ad un mero atto di volonta' del datore di lavoro, incontrollabile per l'assenza di riferimenti oggettivi.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 27 maggio 2014, n. 11832 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico – Presidente Dott. VENUTI Pietro – Consigliere Dott. MAROTTA Caterina – Consigliere Dott. TRICOMI Irene – Consigliere Dott. BUFFA Francesco –...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 giugno 2014, n. 12376. La volontaria cancellazione dall'albo professionale del procuratore costituito non da luogo all'applicazione dell'art. 301 c.p.c., comma 1, e non determina quindi l'interruzione del processo, in quanto, mentre le ipotesi ivi previste sono accomunate dal fatto di essere indipendenti (almeno in via diretta) dalla volontà del professionista o del cliente, la volontaria cancellazione è assimilabile alle ipotesi indicate nel terzo comma del medesimo articolo (revoca della procura o rinuncia ad essa). Infatti, la cancellazione volontaria dall'albo del difensore non può assolutamente essere equiparata alla morte o radiazione o sospensione del medesimo, essendo all'evidenza quest'ultimi eventi, a differenza del primo, indipendenti dalla volontà dell'interessato, che non può affatto interferire sulla loro realizzazione neppure sotto il profilo temporale.
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 3 giugno 2014, n. 12376 Svolgimento del processo Con citazione notificata il 26 febbraio 1988 il fallimento della società Club Roman Fashion conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Roma la Banca Nazionale del Lavoro chiedendo che, ai sensi dell’art. 67 comma 2 LF, fossero revocati e dichiarati...