Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 18 aprile 2016, n. 15957 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. AGRO’ Antonio S. – Presidente Dott. PAOLONI Giacomo – rel. Consigliere Dott. CARCANO Domenico – Consigliere Dott. PETRUZZELLIS Anna – Consigliere Dott....
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Il contribuente che abbia ricevuto una rettifica sulla base dei parametri
Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 4 maggio 2016, n. 8812 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BIELLI Stefano – Presidente Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere Dott. TRICOMI Laura – Consigliere Dott. PERRINO Angelina...
L’unicità del fatto dannoso richiesta dall’art. 2055 cod. civ., ai fini della configurabilità della responsabilità solidale dei diversi autori dell’illecito, va intesa in senso non assoluto ma relativo, sicché ricorre tale responsabilità, volta a rafforzare la garanzia del danneggiato e non ad alleviare la responsabilità degli autori dell’illecito medesimo, pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni od omissioni, dolose o colpose, costituenti fatti illeciti distinti ed anche diversi, sempreché le singole azioni od omissioni, legate da un vincolo di interdipendenza, abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione del medesimo evento di danno. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 maggio 2016, n. 8643
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 maggio 2016, n. 8643 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FRASCA Raffaele – Presidente Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere...
In tema di locazione, deve ritenersi pienamente legittima la sospensione del pagamento del canone da parte del conduttore in tutte le ipotesi di impossibilità totale del godimento del bene. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 maggio 2016, n. 8637.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 maggio 2016, n. 8637 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BERRUTI Giuseppe Maria – Presidente Dott. SPIRITO Angelo – Consigliere Dott. TRAVAGLINO Giacomo – rel. Consigliere Dott. SESTINI Danilo – Consigliere Dott....
Va rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta di massima di particolare importanza, della possibilità di un più meditato esame dell’”overruling” da esse compiuto con le ordinanze nn. 12410 e 16862 del 2011 circa la natura (questione di giurisdizione, e non ipotesi di sospensione necessaria del giudizio) della litispendenza internazionale. Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 2 maggio 2016, n. 8619.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 2 maggio 2016, n. 8619 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente Dott. GENOVESE Francesco Antonio – rel. Consigliere Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere Dott. DE CHIARA Carlo...
Il mezzo istruttorio è indispensabile quando appaia idoneo, per lo spessore contenutistico che lo connota, a sovvertire il verdetto di primo grado, nel senso di mutare il contenuto di uno o più giudizi di fatto sui quali si basa la pronuncia impugnata, fornendo un contributo decisivo all’accertamento della verità materiale, in coerenza con i principi del giusto processo. Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 29 aprile 2016, n. 8568.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 29 aprile 2016, n. 8568 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. NOBILE Vittorio – Presidente Dott. LORITO Matilde – rel. Consigliere Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere Dott. GHINOY Paola – Consigliere Dott. DI PAOLANTONIO...
La sentenza assolutoria che non contenga un effettivo, specifico e concreto accertamento circa l’insussistenza del fatto o l’impossibilità di attribuire questo all’imputato, non preclude un sindacato dell’illecito in sede civile. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 aprile 2016, n. 8035.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 21 aprile 2016, n. 8035 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIVALDI Roberta – Presidente Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Consigliere Dott. SESTINI Danilo – Consigliere Dott. SCARANO Luigi Alessandro – rel. Consigliere Dott....
In tema di reati colposi, non sussiste la violazione del principio di correlazione tra l'accusa e la sentenza di condanna se la contestazione concerne globalmente la condotta addebitata come colposa, essendo consentito al giudice di aggiungere agli elementi di fatto contestati altri estremi di comportamento colposo o di specificazione della colpa, emergenti dagli atti processuali e, come tali, non sottratti al concreto esercizio del diritto di difesa. Ai fini della valutazione di corrispondenza tra pronuncia e contestazione di cui all'art. 521 cod. proc. pen. deve tenersi conto non solo del fatto descritto in imputazione, ma anche di tutte le ulteriori risultanze probatorie portate a conoscenza dell'imputato e che hanno formato oggetto di sostanziale contestazione, sicché questi abbia avuto modo di esercitare le sue difese sul materiale probatorio posto a fondamento della decisione. Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 9 maggio 2016, n. 19141.
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 9 maggio 2016, n. 19141 Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza indicata in epigrafe il Tribunale di Pistoia ha confermato la pronuncia di condanna alla pena ritenuta equa emessa dal Giudice di pace di Pistoia, con la quale C.S. é stato giudicato responsabile del reato di lesioni...
In applicazione della disciplina transitoria dettata dall’art. 27 d.lgs. n. 40 del 2006, l’art. 829 comma 3 c.p.c., come riformulato dall’art. 24 d.lgs. n. 40 del 2006, si applica nei giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto, ma nel caso di arbitrato societario la legge cui lo stesso art. 829 comma 3 c.p.c. rinvia, per stabilire se è ammessa l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia, è l’art. 36 d. lgs. n. 5 del 2003, che espressamente ammette l’impugnazione dei lodi per tali motivi. Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 9 maggio 2016, n. 9285.
Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza 9 maggio 2016, n. 9285 Svolgimento del processo MP Gas Controls s.p.a., B.C. , B.V. e B.M.G. , quali soci della M2Z s.r.l., promossero nei confronti degli altri soci, C.V. , G.M. e C.F.G. , e della stessa società partecipata, un arbitrato inteso alla dichiarazione di invalidità di...
La richiesta della spedizione del titolo in forma esecutiva può essere legittimamente formulata non soltanto dal difensore della parte munito di procura ma anche dal semplice domiciliatario di questi a ciò incaricato purché in tale qualità, ovvero purché risulti chiaro (in primo luogo al cancelliere, che deve effettuare tale verifica prima di apporre la formula) che essa venga richiesta e rilasciata in favore dell’avente diritto risultante dal titolo. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 5 maggio 2016, n. 8954
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 5 maggio 2016, n. 8954 I fatti L’Avv. I.S.G. proponeva opposizione al precetto notificatogli dall’avv. Balistreri per conto di Serit Sicilia s.p.a., Agente per la riscossione per la provincia di Enna, assumendo che il precetto non contenesse alcun mandato rilasciato dalla Serit in favore del Balistreri e che...