I miglioramenti delle condizioni di salute dell’infortunato, sino a quando il diritto al risarcimento del danno non sia quesito, riverbera effetti non solo sulla misura dell’indennizzo dovuto dall’I.N. A.I.L., ma anche sul credito risarcitorio civilistico. Pertanto, in mancanza di una diversa allegazione e prova, il giudice di merito deve presumere che anche il danno biologico...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 9 novembre 2016, n. 22729
Se il contribuente eccepisce l’omessa notifica di una cartella proponendo ricorso solo contro l’agenzia delle Entrate, quest’ultima è tenuta a chiamare in causa l’agente della riscossione affinché produca la documentazione probatoria richiesta. In difetto subisce i conseguenti esiti negativi del giudizio Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 9 novembre 2016, n. 22729 REPUBBLICA ITALIANA...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza dell'8 novembre 2016, n. 4650
Le valutazioni espresse dalla Commissione di gara devono intendersi estranee all’ambito oggettivo del sindacato di legittimità delle relative determinazioni che non può estendersi fino a scrutinare il merito dei pertinenti giudizi tecnici, se non nelle limitate ipotesi in cui gli stessi risultino assunti sulla base di una fallace rappresentazione della realtà fattuale o in esito...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza del 4 novembre 2016, n. 4628
Affinché sia riconosciuta la legittimazione processuale delle associazioni rappresentative di interessi collettivi è necessario che la questione dibattuta attenga in via immediata al perimetro delle finalità statutarie dell’associazione e, cioè, che la produzione degli effetti del provvedimento controverso si risolva in una lesione diretta del suo scopo istituzionale, e non della mera sommatoria degli interessi...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 16 novembre 2016, n. 48268
Nell’ipotesi di atti persecutori commessi nei confronti della ex compagna, l’attendibilità e la forza persuasiva delle dichiarazioni rese dalla vittima del reato non sono inficiate dalla circostanza che all’interno del periodo di vessazione la persona offesa abbia vissuto momenti transitori di attenuazione del malessere in cui ha ripristinato il dialogo con il persecutore; pertanto, un’attività...
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 15 novembre 2016, n. 48251
Non integra il delitto di appropriazione indebita il creditore che, a fronte dell’inadempimento del debitore, eserciti a fini di garanzia del credito il diritto di ritenzione sulla cosa di proprietà di quest’ultimo legittimamente detenuta in ragione del rapporto obbligatorio, a meno che egli non compia sul bene atti di disposizione che rivelino l’intenzione di convertire...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 27 ottobre 2016, n. 45425
In tema di riesame delle misure cautelari reali, il rinvio contenuto nell’articolo 324 c.p.p., comma 2, alle forme previste dall’articolo 582 c.p.p., comma 2, secondo cui le parti private e i difensori possono presentare l’atto di impugnazione anche nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano, pur se...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 27 ottobre 2016, n. 45394
In caso di procedimento per evasione fiscale legato all’emissione di fatture inesistenti non può essere emessa sentenza di condanna senza consentire all’imputato di ammettere come prova il libro dei beni ammortizzabili Suprema Corte di Cassazione sezione III penale sentenza 27 ottobre 2016, n. 45394 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 26 ottobre 2016, n. 45234
Il reato ex art. 10 quater Decreto Legislativo n. 74 del 2000 si consuma al momento della presentazione del mod. F24, essendo appunto questa la condotta con la quale si realizza l’indebita compensazione, ai sensi della normativa fiscale relativa (Decreto Legislativo n. 241 del 1997, articolo 17). In altri termini cio’ che penalmente rileva e’ il...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 26 ottobre 2016, n. 45230
La formula di proscioglimento nel merito prevale sulla dichiarazione di improcedibilita’ per intervenuta prescrizione soltanto nel caso in cui sia rilevabile, con una mera attivita’ ricognitiva, l’assoluta assenza della prova di colpevolezza a carico dell’imputato ovvero la prova positiva della sua innocenza, e non anche nel caso di mera contraddittorieta’ o insufficienza della prova che...






