Corte di Cassazione sezione I sentenza 17 settembre 2014, n. 38073 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VECCHIO Massimo – Presidente Dott. DI TOMASSI Mariastefania – Consigliere Dott. CAVALLO Aldo – rel. Consigliere Dott. SANDRINI Enrico Giusepp – Consigliere...
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 24 settembre 2014, n. 39177. Nei reati tributari non è ammesso il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sui beni dell'ente (a meno che esso rappresenti soltanto uno schermo). È invece possibile agire direttamente sul profitto del reato. Quando, dunque, il profitto consista, in denaro alla luce della fungibilità della moneta, la confisca avviene sempre in forma specifica sul profitto diretto e mai per equivalente
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 24 settembre 2014, n. 39177 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. GRILLO Renato – Consigliere Dott. AMORESANO Silvio – Consigliere Dott. DI NICOLA Vito – rel. Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 ottobre 2014, n. 20822. La mancata presentazione del modello DM/10 (recante la dettagliata indicazione dei contributi previdenziali da versare) configura la fattispecie della "evasione" e non già della semplice "omissione" contributiva ricadente nella previsione della legge n. 662 del 1996, art. 1, comma 217, Jett. B), che commina una sanzione una tantum, il cui pagamento (alla stregua della modifica apportata al richiamato comma 217, dall'art. 59, comma 22, della legge n. 449 del 1997) può essere evitato effettuando la denuncia della situazione debitoria spontaneamente (ossia prima di contestazioni o richiese dell'ente previdenziale) e comunque entro sei mesi dal temine stabilito per il pagamento dei contributi, purché il versamento degli stessi sia effettuato entro trenta giorni dalla denuncia (c.d. ravvedimento operoso)
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 2 ottobre 2014, n. 20822 Ritenuti in fatto e diritto 1. Con ricorso, depositato il 12.07.2006, S.A.T.E., SOCIETA’ ANONIMA TIPOGRAFICA EDITORIALE S.r.l conveniva in giudizio (‘INPS per sentirlo condannare alla restituzione della somma di € 28.533,21, pagata come sanzione una tantum in relazione alla ritardata presentazione del modello...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 ottobre 2014, n. 20820. La sentenza pronunciata ai sensi dell'art. 281 sexies c.p.c. non è atto distinto dal verbale che la contiene, sicché la produzione del verbale è indispensabile per verificare se vi sia stata la lettura del dispositivo e della contestuale motivazione in udienza, elementi che, unitamente alla sottoscrizione del verbale contenente il provvedimento da parte del giudice, caratterizzano tale tipologia di sentenze. La norma è compatibile con il rito del lavoro, che proprio per la sua specialità non richiede la fissazione di un'udienza ad hoc per la precisazione delle conclusioni, né altre formalità prodromiche rispetto all'adozione di questo modello decisorio.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 2 ottobre 2014, n. 20820 Svolgimento del processo e motivi della decisione 1.- Con sentenza resa ex art. 281 sexies c.p.c. in data 8 aprile 2008, il Tribunale di Chieti rigettava l’opposizione all’esecuzione, proposta da F.L. contro il pignoramento immobiliare notificato su istanza dell’INPS in data 20/12/2001....
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 ottobre 2014, n. 20831. Il giudice di merito non è tenuto, in particolare, ad un'argomentazione diffusa della propria adesione alle conclusioni del C.t.u., potendo limitarsi ad un mero richiamo di esse, soltanto nel caso in cui non siano mosse alla consulenza precise censure, alle quali, pertanto, è tenuto a rispondere per non incorrere nel vizio di motivazione
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 2 ottobre 2014, n. 20831 Svolgimento del processo La Corte d’appello di Catanzaro, in riforma della sentenza di primo grado (che aveva riconosciuto il diritto di D.S. alla percezione di assegno di invalidità, per la permanente riduzione della sua capacità lavorativa a meno di un terzo, ai sensi...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 24 settembre 2014, n. 20133. Qualora il giudice dell'appello dissenta dalle conclusioni del Ctu di secondo grado per aderire a quelle del Ctu di primo, non solo ha l'obbligo di fornire adeguata motivazione della sua scelta, ma deve anche indicare quali siano le parti della consulenza che non lo convincono, tutto questo tenendo anche conto dei rilievi mossi dalle parti alla prima consulenza che dunque non possono essere ignorati
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 24 settembre 2014, n. 20133 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TRIOLA Roberto Michele – Presidente Dott. MIGLIUCCI Emilio – Consigliere Dott. PETITTI Stefano – Consigliere Dott. D’ASCOLA Pasquale – rel. Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 1 ottobre 2014, n. 20736. Il convincimento del giudice del merito può essere fondato anche solo sulle dichiarazioni rese dal lavoratore in sede d'interrogatorio libero, ove le medesime, pur prive della forza propria della confessione, non siano contraddette da elementi probatori contrari. La natura giuridica non confessoria dell'interrogatorio libero della parte, non rileva ai fini della sua libera valutazione da parte del giudice che può legittimamente trarre dall'interrogatorio stesso una valutazione contraria all'interesse della parte che lo ha reso. Tale valutazione, se congruamente e logicamente motivata, non è censurabile in sede di legittimità
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 1 ottobre 2014, n. 20736 Svolgimento del processo Con sentenza del 4 dicembre 2007 la Corte d’appello di Torino ha confermato la sentenza del Tribunale di Torino del 6 giugno 2006 con la quale era stata rigettata la domanda proposta da G.S. , intesa ad ottenere la...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 22 settembre 2014, n. 19965. Nel processo tributario, le dichiarazioni dei terzi raccolte dai verificatori ed inserite nel processo verbale di constatazione, avendo natura di mere informazioni acquisite nell'ambito di indagini amministrative, non infrangono il divieto di utilizzo del giuramento e della prova testimoniale risultando pienamente utilizzabili quali elementi di prova
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 22 settembre 2014, n. 19965 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE T Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente Dott. CARACCIOLO Giuseppe – rel. Consigliere Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere Dott. PERRINO Angelina Maria –...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 settembre 2014, n. 20001. Nel comodato, pur in costanza di pattuizione di un termine negoziale finale, la morte del comodatario non estingue automaticamente il rapporto, ma l'estinzione ha luogo solo allorquando il comodante chieda agli eredi la restituzione della cosa
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 23 settembre 2014, n. 20001 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SEGRETO Antonio – Presidente Dott. TRAVAGLINO Giacomo – rel. Consigliere Dott. SESTINI Danilo – Consigliere Dott. RUBINO Lina – Consigliere Dott. D’AMICO...
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 9 settembre 2014, n. 4554. Non sono dovute le spese sostenute dalla parte in relazione ad adempimenti tipici della procedura esecutiva civile che non era necessario attivare rispetto al promuovimento del giudizio di ottemperanza necessario per ottenere in via amministrativa il pagamento di quanto spettante
Consiglio di Stato sezione IV sentenza 9 settembre 2014, n. 4554 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUARTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 7709 del 2013, proposto da: Ga.Sc., rappresentata e difesa dall’avv. An.Gi., con domicilio eletto presso An.Gi....