Viene annullata la sentenza di condanna per tentativo di violenza sessuale emessa nei confronti di un medico per aver costretto più donne a subire atti sessuali consistiti, tra l’altro, nel palpeggiamento e nello strusciamento del proprio organo sessuale sul fondoschiena delle stesse in quanto i requisiti necessari per la configurabilità del tentativo non erano stati...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 25 ottobre 2016, n. 44928
L’ispezione e il sequestro probatorio sono ricompresi tra i mezzi di ricerca della prova. Suprema Corte di Cassazione sezione III penale sentenza 25 ottobre 2016, n. 44928 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSI Elisabetta – Presidente Dott. ACETO Aldo...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 28 ottobre 2016, n. 45473
In tema di abuso d’ufficio, la prova del dolo intenzionale, che qualifica la fattispecie criminosa, può essere desunta anche da elementi sintomatici come la macroscopica illegittimità dell’atto compiuto, non essendo richiesto l’accertamento dell’accordo collusivo con la persona che si intende favorire, in quanto l’intenzionalità del vantaggio ben può prescindere dalla volontà di favorire specificamente quel...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 31 ottobre 2016, n. 45726
Integra il reato di cui all’art. 5 lett. g) in relazione all’art. 6 della L. n. 283/1962, l’impiego nella preparazione delle carni additivi chimici non autorizzati con decreto del Ministro della Sanità Suprema Corte di Cassazione sezione III penale sentenza 31 ottobre 2016, n. 45726 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 3 novembre 2016, n. 46168
L’art. 175 del D. Lgs. n. 42 del 2004, sotto la rubrica “Violazioni in materia di ricerche archeologiche”, punisce alla lett. a) la condotta di “chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di cose indicate all’articolo 10 senza concessione, ovvero non osserva le prescrizioni date dall’amministrazione”. La norma riprende integralmente la...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 9 novembre 2016, n. 46902
Il decreto di sequestro preventivo è compatibile con il sequestro probatorio. Mentre il primo è rivolto a impedire l’aggravamento delle conseguenze dannose del reato; il secondo serve ad assicurare le cose necessarie all’accertamento dei fatti Suprema Corte di Cassazione sezione III penale sentenza 9 novembre 2016, n. 46902 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 9 novembre 2016, n. 47212
La detenzione domiciliare resta confermata in luogo di quella carceraria quando le condizioni del reo siano gravi al punto da non rendere compatibile il carcere. E questo anche se il soggetto sia evaso dai domiciliari e trovato al bar a consumare bevande alcoliche Suprema Corte di Cassazione sezione I penale sentenza 9 novembre 2016,...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 3 novembre 2016, n. 46250
Il reato di cui alla L. n. 898 del 1970, articolo 12 sexies e’ integrato dal mero inadempimento e prescinde dallo stato di bisogno dell’avente diritto, rilevante, invece, ai fini della sussistenza del reato di cui all’articolo 570 c.p., comma 2, nella fattispecie escluso relativamente alla condotta posta in essere ai danni della moglie, ma...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 novembre 2016, n. 23435
Sul risarcimento minimo che spetta in caso di licenziamento invalido o inefficace non può incidere, in senso riduttivo, neppure un eventuale concorso di colpa del lavoratore nella produzione di un danno che trova la sua fonte nell’illegittimità del licenziamento. Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 17 novembre 2016, n. 23435 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 17 novembre 2016, n. 23426
In caso di condanna del datore al pagamento, in favore del lavoratore, della retribuzione non corrisposta, la quota contributiva rimane definitivamente a carico del datore. E, poiché non è configurabile un diritto del lavoratore a invocare in proprio favore l’adempimento dell’obbligazione per la quota che spetta al datore, il credito va ammesso al passivo del...








