Corte di Cassazione, sezione seconda penale, Sentenza 24 aprile 2018, n. 18226. Le massime estrapolate La circostanza aggravante del cosiddetto metodo mafioso e’ configurabile anche a carico di soggetto che non faccia parte di un’associazione di tipo mafioso, ma ponga in essere un comportamento minaccioso tale da richiamare alla mente ed alla sensibilita’ del soggetto...
Categoria: Corte di Cassazione
In tema di attenuanti generiche
Corte di Cassazione, sezione seconda penale, Sentenza 24 aprile 2018, n. 18209. La massima estrapolata In tema di attenuanti generiche, posto che la ragion d’essere della relativa previsione normativa e’ quella di consentire al giudice un adeguamento, in senso piu’ favorevole all’imputato, della sanzione prevista dalla legge, in considerazione di peculiari e non codificabili connotazioni...
In tema di valutazione della chiamata in correità, vale il principio di “frazionabilità” delle dichiarazioni accusatorie rese dalla stessa persona
Corte di Cassazione, sezione prima penale, Sentenza 23 aprile 2018, n. 18018. In tema di valutazione della chiamata in correità, vale il principio di “frazionabilità” delle dichiarazioni accusatorie rese dalla stessa persona, nel senso che l’esclusione dell’attendibilità di una parte del racconto non implica di per sé un giudizio di inattendibilità con riferimento alle altre...
E’ causa di inammissibilita’ della domanda di affidamento in prova “terapeutico” la mancata o incompleta allegazione della certificazione attestante lo stato di tossicodipendenza
Corte di Cassazione, sezione prima penale, Sentenza 23 aprile 2018, n. 18034. E’ causa di inammissibilita’ della domanda di affidamento in prova “terapeutico”, che puo’ essere dichiarata de plano dal Presidente del Tribunale di sorveglianza, la mancata o incompleta allegazione della certificazione attestante lo stato di tossicodipendenza, la procedura accertativa di essa e l’idoneita’ del...
Il giudice di appello, ove riformi in senso radicale la condanna di primo grado pronunciando sentenza assolutoria, ha l’obbligo di confutare in modo specifico e completo le argomentazioni della prima decisione
Corte di Cassazione, sezione sesta penale, Sentenza 23 aprile 2018, n. 18058. Il giudice di appello che, nel riformare la decisione di condanna del giudice di primo grado, pervenga ad una sentenza di assoluzione, non puo’ limitarsi ad inserire nella struttura argomentativa della decisione impugnata, genericamente richiamata, delle notazioni critiche di dissenso, essendo, invece, necessario...
In tema di revisione, il concetto di inconciliabilità fra sentenze irrevocabili di cui all’articolo 630 c.p.p., comma 1, lettera a)
Corte di Cassazione, sezione sesta penale, Sentenza 23 aprile 2018, n. 18086. In tema di revisione, il concetto di inconciliabilità fra sentenze irrevocabili di cui all’articolo 630 c.p.p., comma 1, lettera a), non deve essere inteso in termini di contraddittorietà logica tra le valutazioni effettuate nelle due decisioni, ma con riferimento ad una oggettiva incompatibilità...
Il datore di lavoro ha il diritto di compensare il proprio credito risarcitorio, derivante dei danni subiti a causa del comportamento illecito del dipendente emerso nell’ambito di un procedimento penale per corruzione
Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 26 aprile 2018, n. 10132. Il datore di lavoro ha il diritto di compensare il proprio credito risarcitorio, derivante dei danni subiti a causa del comportamento illecito del dipendente emerso nell’ambito di un procedimento penale per corruzione, con le somme accantonate in favore dello stesso a titolo di trattamento...
La inopponibilita’ del divieto di cui all’articolo 372 c.p.c., non puo’ trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell’articolo 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare l’effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 aprile 2018, n. 10136. La inopponibilita’ del divieto di cui all’articolo 372 c.p.c., non puo’ trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell’articolo 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare l’effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti, poiche’ in tali casi il giudicato non...
Le dimissioni del dipendente non possono da sole impedire l’avvio e la prosecuzione del procedimento disciplinare.
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 aprile 2018, n. 10137. Le dimissioni del dipendente non possono da sole impedire l’avvio e la prosecuzione del procedimento disciplinare. Per questo la mancata attivazione di quest’ultimo produce, il diritto del dipendente al “ritorno alla situazione precedente” che però non può essere estesa al periodo di sospensione obbligatoria...
L’accordo con il quale si definiscono le regole della procedura di mobilita’ non puo’ consentire implicitamente una modifica del regime dell’orario gia’ esistente in quanto oggetto di specifico accordo tra le parti e, conseguentemente, l’offerta di una prestazione che incida sulla durata della prestazione e’ nulla
Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 26 aprile 2018, n. 10142. La modifica “ai sensi della disciplina dettata dal Decreto Legislativo n. 61 del 2000, non puo’ avvenire a seguito di determinazione unilaterale del datore di lavoro, ma necessita del consenso scritto del lavoratore. La modalita’ oraria e’ un elemento qualificante della prestazione oggetto del...







