Relatore CITTERIO Carlo

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Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 2 dicembre 2016, n. 51591

Il delitto di maltrattamenti previsto dall'art. 572 c.p. può trovare applicazione nei rapporti di tipo lavorativo, a condizione che sussista il presupposto della parafamiliarità, intesa come sottoposizione di una persona [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 12 aprile 2016, n. 15113. La tematica della natura pubblica della gestione dell’infrastruttura e quantomeno di taluni dei servizi di trasporto ferroviario di interesse nazionale, o regionale e locale, non risulta affatto assorbita, o dissolta, dal regime concorrenziale che deve caratterizzare l’individuazione di gestore e operatori.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 12 aprile 2016, n. 15113 Ritenuto in fatto 1. Avverso la sentenza del 08.03-20.05.13 con cui la Corte d'appello di Perugia ha confermato [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 25 febbraio 2016, n. 7731. A fronte dell’esercizio di un potere discrezionale del pubblico ufficiale, gli estremi della corruzione propria ricorrono nelle ipotesi in cui il soggetto agente abbia accettato, dietro compenso, o di non esercitare la discrezionalità che gli è stata attribuita dall’ordinamento (come avviene nei casi di omissione o ritardo contemplati nella prima parte dell’art. 319 c.p.) o di usare tale discrezionalità in modo distorto, alterandone consapevolmente i fondamentali canoni di esercizio e ponendo perciò in essere una attività contraria ai suoi doveri di ufficio

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V SENTENZA 25 febbraio 2016, n. 7731 Ritenuto in fatto Il Tribunale di Verona con sentenza del 20.4.15 ha condannato N.S. (consulente di esercizi pubblici), [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 11 gennaio 2016, n. 579. Si applica autonomamente il termine quinquennale se, pendendo procedura per l’applicazione di misura di prevenzione patrimoniale nei confronti degli eredi, l’emergenza di ulteriori beni passibili di sequestro e confisca, nel corso dello svolgimento di attivita’ proprie delle funzioni dell’amministratore giudiziario nominato a seguito di un decreto di sequestro emesso nell’ambito di precedente proposta, determini o meno la pendenza di un autonomo distinto procedimento di prevenzione (prescindendo dall’eventuale successiva riunione delle procedure, quando le tematiche oggettive e soggettive siano omogenee)

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 11 gennaio 2016, n. 579 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Ai fini della configurabilità del reato di mancata esecuzione dolosa di provvedimento del giudice (art. 388 c.p.)

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 11 gennaio 2016, n. 578. Ai fini della configurabilità del reato di mancata esecuzione dolosa di provvedimento del giudice (art. 388 c.p.), è necessario [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 9 novembre 2015, n. 44775. Essendo la concessione della sospensione condizionale della pena parte integrante dell’accordo intercorso tra le parti e non essendo nella richiesta il beneficio sottoposto ad alcuna condizione, il giudice non avrebbe potuto d’ufficio applicare il beneficio richiesto imponendo una condizione scelta tra quelle indicate nell’art. 165, comma primo, doc. pen.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 9 novembre 2015, n. 44775 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 9 novembre 2015, n. 44765. Nelle separazioni di coppie non sposate con figli, a meno di diversa indicazione da parte del giudice, il versamento degli assegni familiari al genitore affidatario del minore concorre a integrare l’obbligo di mantenimento. Il relativo importo dunque non va scomputato dalla cifra complessiva da corrispondere

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 9 novembre 2015, n. 44765 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 11 agosto 2015, n. 34782. È configurabile il delitto di cui all’art. 280 c.p. anche qualora, per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, vengano posti in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a provocare morte o lesioni in danno anche di una sola persona, essendo l’incolumità e la vita del singolo beni giuridici primari ed essenziali per lo Stato-istituzione

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 11 agosto 2015, n.34782 Svolgimento del processo E' indiscusso in atti che G.N. e C.A. la mattina del 7.5.2012 hanno ferito alla tibia [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 luglio 2015, n. 33235. Non è ricorribile in cassazione, per il principio di tassatività delle impugnazioni, il provvedimento con cui la Corte d’appello si pronuncia, ai sensi dell’art. 27 del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, sulla richiesta del pubblico ministero di sospensione dell’esecutività del decreto di revoca del sequestro

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 28 luglio 2015, n. 33235 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 23 luglio 2015, n. 32534. L’errata interpretazione da parte della Corte di cassazione della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (nella specie essendo intervenuta rivalutazione delle prove orali senza il riesame dei testi davanti alla Corte d’appello, che aveva affermato la colpevolezza dell’imputato), non rientra tra le ipotesi per le quali è esperibile il rimedio del c.d. ricorso straordinario per errore materiale o di fatto

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 23 luglio 2015, n. 32534 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 25 giugno 2015, n. 26840. I comportamenti che incidono sulla formazione del bando di gara che venga successivamente emesso, devono essere inquadrati nella fattispecie prevista dall’art. 353 c.p., a nulla rilevando che gli stessi sono stati posti in essere nel periodo precedente all’introduzione dell’art. 353 bis c.p., fattispecie che trova applicazione in relazione a tutti i comportamenti diretti alla manipolazione del bando di gara nei casi in cui questa non venga successivamente bandita, purché il procedimento amministrativo abbia avuto origine

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 25 giugno 2015, n. 26840 Considerato in fatto B.G. (mediatore), L.C. (direttore regionale presso l'assessorato alla sanità della regione (OMISSIS)), N.D. (responsabile dell'unità [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 14 maggio 2015, n. 20140. In tema di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, l’aggravante dell’ingente quantità, di cui all’art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990, non è di norma ravvisabile quando la quantità sia inferiore a 2.000 volte il valore massimo, in milligrammi (valore-soglia), determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al d.m. 11/4/2006, ferma restando la discrezionale valutazione del giudice di merito, quando tale quantità sia superata

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 14 maggio 2015, n. 20140 Considerato in fatto 1. P.D. è imputato di avere illecitamente detenuto 8 kg di marijuana (principio attivo gr. [...]

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