Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 20 febbraio 2018, n. 8182. In tema di estinzione del reato, la dichiarazione della persona offesa con cui la stessa afferma di aver ricevuto dall’imputato una somma a titolo di risarcimento del danno nonché per spese e competenze processuali del difensore, e di non avere null’altro a pretendere «salvo buon fine del titolo di pagamento», è inidonea a determinare l’effetto estintivo introdotto dal nuovo art. 162-ter c.p.
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Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 20 febbraio 2018, n. 8182. In tema di estinzione del reato, la dichiarazione della persona offesa con cui la stessa afferma di aver ricevuto dall’imputato una somma a titolo di risarcimento del danno nonché per spese e competenze processuali del difensore, e di non avere null’altro a pretendere «salvo buon fine del titolo di pagamento», è inidonea a determinare l’effetto estintivo introdotto dal nuovo art. 162-ter c.p.

In tema di estinzione del reato, la dichiarazione della persona offesa con cui la stessa afferma di aver ricevuto dall’imputato una somma a titolo di risarcimento del danno nonché per spese e competenze processuali del difensore, e di non avere null’altro a pretendere «salvo buon fine del titolo di pagamento», è inidonea a determinare l’effetto...

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 28 febbraio 2018, n. 4575. Il mancato esperimento del tentativo di conciliazione, soprattutto in base al nuovo testo (173/07/Cons)
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Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 28 febbraio 2018, n. 4575. Il mancato esperimento del tentativo di conciliazione, soprattutto in base al nuovo testo (173/07/Cons)

Il mancato esperimento del tentativo di conciliazione, soprattutto in base al nuovo testo (173/07/Cons) che prevede espressamente solo una temporanea improcedibilità, non si può ritenere condizione di proponibilità della domanda, ma solo condizione di procedibilità di essa, e impone al giudice (anche di appello) di fissare alle parti un termine per il suo esperimento. Ordinanza...

Corte di Cassazione, sezione sesta, ordinanza 27 febbraio 2018, n. 4560. Le aziende a capitale misto sono tenute al pagamento dei contributi per Cig e mobilità, non si applica dunque l’esenzione prevista per le aziende industriali dello Stato.
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Corte di Cassazione, sezione sesta, ordinanza 27 febbraio 2018, n. 4560. Le aziende a capitale misto sono tenute al pagamento dei contributi per Cig e mobilità, non si applica dunque l’esenzione prevista per le aziende industriali dello Stato.

Le aziende a capitale misto sono tenute al pagamento dei contributi per Cig e mobilità, non si applica dunque l’esenzione prevista per le aziende industriali dello Stato. Ordinanza 27 febbraio 2018, n. 4560 Data udienza 19 dicembre 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L...

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 27 febbraio 2018, n. 4533. La fusione comporta, nei rapporti tra le due societa’ (incorporante ed incorporata), una successione a titolo universale, pur regolata esclusivamente dalla volonta’ delle societa’ partecipanti
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 27 febbraio 2018, n. 4533. La fusione comporta, nei rapporti tra le due societa’ (incorporante ed incorporata), una successione a titolo universale, pur regolata esclusivamente dalla volonta’ delle societa’ partecipanti

La fusione comporta, nei rapporti tra le due societa’ (incorporante ed incorporata), una successione a titolo universale, pur regolata esclusivamente dalla volonta’ delle societa’ partecipanti, mentre con riferimento ai rapporti di lavoro essa non puo’ che essere disciplinata dall’articolo 2112 c.c. che ha peraltro soggiunto che l’applicazione del principio statuito dalla citata norma (secondo il...

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 14 marzo 2018, n. 1614. La c.d. “vicinitas”, cioè la una situazione di stabile collegamento giuridico con il terreno oggetto dell’intervento costruttivo autorizzato, appare sufficiente a radicare la legittimazione del confinante
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Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 14 marzo 2018, n. 1614. La c.d. “vicinitas”, cioè la una situazione di stabile collegamento giuridico con il terreno oggetto dell’intervento costruttivo autorizzato, appare sufficiente a radicare la legittimazione del confinante

a) la c.d. “vicinitas”, cioè la una situazione di stabile collegamento giuridico con il terreno oggetto dell’intervento costruttivo autorizzato, appare sufficiente a radicare la legittimazione del confinante; b) non è necessario accertare, in concreto, se i lavori assentiti dall’atto impugnato comportino o no un effettivo pregiudizio per il soggetto che propone l’impugnazione; c) la realizzazione...

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 21 febbraio 2018, n. 8404. Ai fini del diniego delle circostanze attenuanti generiche
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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 21 febbraio 2018, n. 8404. Ai fini del diniego delle circostanze attenuanti generiche

Ai fini del diniego delle circostanze attenuanti generiche, il giudice puo’ limitarsi a prendere in esame, tra gli elementi indicati dall’articolo 133 c.p., quello che ritiene prevalente ed atto a determinare o meno il riconoscimento del beneficio, sicche’ anche un solo elemento attinente alla personalita’ del colpevole o all’entita’ del reato ed alle modalita’ di...

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 14 marzo 2018, n. 1616. Il principio di legalità dell’azione amministrativa
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Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 14 marzo 2018, n. 1616. Il principio di legalità dell’azione amministrativa

Il principio di legalità dell’azione amministrativa, di rilevanza costituzionale (artt. 1, 23, 97 e 113 Cost.), impone che sia la legge a individuare, anche se indirettamente, lo scopo pubblico da perseguire e i presupposti essenziali, di ordine procedimentale e sostanziale, per l’esercizio in concreto dell’attività amministrativa, aliis verbis, il principio di legalità che ispira l’azione...

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 20 febbraio 2018, n. 8198. La decadenza del diritto a proporre la querela deve essere accertata secondo criteri rigorosi e non puo’ ritenersi verificata in base a semplici presunzioni prive di valore probatorio
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Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 20 febbraio 2018, n. 8198. La decadenza del diritto a proporre la querela deve essere accertata secondo criteri rigorosi e non puo’ ritenersi verificata in base a semplici presunzioni prive di valore probatorio

Spetta al giudice, nel caso in cui, nel fascicolo del dibattimento, sia presente la querela, ma non la documentazione attestante la data della sua presentazione, disporne, anche d’ufficio ed in qualsiasi momento, l’acquisizione, in quanto, per la sua funzione tipica di impulso processuale, l’esistenza ed effettiva presentazione della querela non sono profili che possono essere...

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 21 febbraio 2018, n. 8410. Per pronunziare sentenza di proscioglimento ai sensi dell’articolo 129 c.p.p., comma 2, occorre
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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 21 febbraio 2018, n. 8410. Per pronunziare sentenza di proscioglimento ai sensi dell’articolo 129 c.p.p., comma 2, occorre

Per pronunziare sentenza di proscioglimento ai sensi dell’articolo 129 c.p.p., comma 2, occorre, infatti, che le circostanze idonee a escludere l’esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell’imputato e la sua rilevanza penale emergano dagli atti in modo assolutamente non contestabile, cosi’ che la valutazione che il giudice deve compiere al riguardo appartenga...

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 21 febbraio 2018, n. 8409. Le valutazioni compiute dal giudice ai fini dell’adozione di una misura cautelare personale devono essere fondate, secondo le linee direttive della Costituzione
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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 21 febbraio 2018, n. 8409. Le valutazioni compiute dal giudice ai fini dell’adozione di una misura cautelare personale devono essere fondate, secondo le linee direttive della Costituzione

Le valutazioni compiute dal giudice ai fini dell’adozione di una misura cautelare personale devono essere fondate, secondo le linee direttive della Costituzione, con il massimo di prudenza su un incisivo giudizio prognostico di “elevata probabilita’ di colpevolezza”, tanto lontano da una sommaria delibazione e tanto prossimo a un giudizio di colpevolezza, sia pure presuntivo, poiche’...