Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 15 marzo 2018, n. 6397. Gli atti con cui il gestore del servizio di smaltimento rifiuti solidi urbani richiede al contribuente quanto da lui dovuto a titolo di TIA
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Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 15 marzo 2018, n. 6397. Gli atti con cui il gestore del servizio di smaltimento rifiuti solidi urbani richiede al contribuente quanto da lui dovuto a titolo di TIA

Gli atti con cui il gestore del servizio di smaltimento rifiuti solidi urbani richiede al contribuente quanto da lui dovuto a titolo di TIA, “anche quando assumono la forma di fattura commerciale, non attenendo al corrispettivo di una prestazione liberamente richiesta, ma ad un’entrata sicuramente pubblicistica, hanno natura di atti amministrativi impositivi”, senza che possano...

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 9 marzo 2018, n. 10762. Il delitto di peculato è configurabile, anche in base all’articolo 48, quando il denaro o la cosa mobile sono nella disponibilità giuridica concorrente di più ufficiali, e uno se ne appropria (anche attraverso atti amministrativi) inducendo in errore gli altri
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Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 9 marzo 2018, n. 10762. Il delitto di peculato è configurabile, anche in base all’articolo 48, quando il denaro o la cosa mobile sono nella disponibilità giuridica concorrente di più ufficiali, e uno se ne appropria (anche attraverso atti amministrativi) inducendo in errore gli altri

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 9 marzo 2018, n. 10762. Il delitto di peculato è configurabile, anche in base all’articolo 48, quando il denaro o la cosa mobile sono nella disponibilità giuridica concorrente di più ufficiali, e uno se ne appropria (anche attraverso atti amministrativi) inducendo in errore gli altri, anche se questi...

Corte di Cassazione, sezioni unite, ordinanza 14 marzo 2018, n. 6336. L’omissione, nella sentenza, dell’indicazione della somma che è oggetto della condanna alle spese, è un errore materiale, che può essere corretto ai sensi degli artt. 287 ss. e dell’art. 391 bis. del Codice di procedura civile.
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Corte di Cassazione, sezioni unite, ordinanza 14 marzo 2018, n. 6336. L’omissione, nella sentenza, dell’indicazione della somma che è oggetto della condanna alle spese, è un errore materiale, che può essere corretto ai sensi degli artt. 287 ss. e dell’art. 391 bis. del Codice di procedura civile.

L’omissione, nella sentenza, dell’indicazione della somma che è oggetto della condanna alle spese, è un errore materiale, che può essere corretto ai sensi degli artt. 287 ss. e dell’art. 391 bis. del Codice di procedura civile. L’ordinanza ha precisato che tale correzione può avvenire anche per il processo che si svolge davanti alla Corte di...

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9466. In ordine alle conseguenze della apertura di una procedura concorsuale sugli obblighi tributari
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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9466. In ordine alle conseguenze della apertura di una procedura concorsuale sugli obblighi tributari

Il reato di omesso versamento di ritenute certificate, previsto dal Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 10-bis “si consuma con il mancato versamento per un ammontare superiore ad euro cinquantamila (ora centocinquantamila) delle ritenute complessivamente risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti entro la scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale” Quanto,...

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Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9450. In presenza di piu’ condotte tipiche concernenti le sostanze stupefacenti

In presenza di piu’ condotte tipiche concernenti le sostanze stupefacenti, riconducibili a quelle descritte nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73, ove le stesse risultino distinte sul piano ontologico, cronologico e psicologico – sulla scorta di un caratteristico giudizio di fatto che, in quanto congruamente argomentato, non e’ sindacabile dal...

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, ordinanza 16 marzo 2018, n. 6568. È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 117, comma 1, Cost. ed ai parametri interposti degli artt. 6, par. 1, e 45, par. 1, della CEDU, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), della l. n. 89 del 2001
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Corte di Cassazione, sezione seconda civile, ordinanza 16 marzo 2018, n. 6568. È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 117, comma 1, Cost. ed ai parametri interposti degli artt. 6, par. 1, e 45, par. 1, della CEDU, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), della l. n. 89 del 2001

È rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all’art. 117, comma 1, Cost. ed ai parametri interposti degli artt. 6, par. 1, e 45, par. 1, della CEDU, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2 quinquies, lett. e), della l. n. 89 del 2001, come introdotto dall’art. 55, comma 1, lett. a), n....

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 30 marzo 2018, n. 2027. La preferenza per lo scorrimento delle graduatorie ancora efficaci rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale non può essere riferita al caso in cui l’amministrazione decida di ricorrere alla mobilità di personale proveniente da altre amministrazioni
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Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 30 marzo 2018, n. 2027. La preferenza per lo scorrimento delle graduatorie ancora efficaci rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale non può essere riferita al caso in cui l’amministrazione decida di ricorrere alla mobilità di personale proveniente da altre amministrazioni

La preferenza per lo scorrimento delle graduatorie ancora efficaci rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale non può essere riferita al caso in cui l’amministrazione decida di ricorrere alla mobilità di personale proveniente da altre amministrazioni, atteso che la mobilità consente l’acquisizione di personale già formato, l’immediata operatività delle scelte, l’assorbimento di eventuale personale eccedentario...

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 30 marzo 2018, n. 2019. In presenza di un cd. atto plurimotivato è sufficiente la legittimità di una sola delle giustificazioni per sorreggere l’atto in sede giurisdizionale
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Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 30 marzo 2018, n. 2019. In presenza di un cd. atto plurimotivato è sufficiente la legittimità di una sola delle giustificazioni per sorreggere l’atto in sede giurisdizionale

In presenza di un cd. atto plurimotivato è sufficiente la legittimità di una sola delle giustificazioni per sorreggere l’atto in sede giurisdizionale; in sostanza, in caso di atto amministrativo, fondato su una pluralità di ragioni indipendenti ed autonome le une dalle altre, il rigetto delle censure proposte contro una di tali ragioni rende superfluo l’esame...

Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 20 marzo 2018, n. 6963. L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti
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Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 20 marzo 2018, n. 6963. L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti

L’adottato ha diritto, nei casi di cui all’art. 28, comma 5, l. n. 184 del 1983, di conoscere le proprie origini accedendo alle informazioni concernenti, non solo l’identità dei propri genitori biologici, ma anche quella delle sorelle e fratelli biologici adulti, previo interpello di questi ultimi mediante procedimento giurisdizionale idoneo ad assicurare la massima riservatezza...

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9456. Il delitto di cui all’articolo 10 del Dlgs 74/2000  ha natura di reato permanente
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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 2 marzo 2018, n. 9456. Il delitto di cui all’articolo 10 del Dlgs 74/2000 ha natura di reato permanente

Il delitto di cui all’articolo 10 del Dlgs 74/2000 ha natura di reato permanente, protraendosi la condotta penalmente rilevante sino al momento dell’accertamento fiscale, dal quale decorre il termine di prescrizione. Sentenza 2 marzo 2018, n. 9456 Data udienza 11 ottobre 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE...