Articolo

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 4 aprile 2014, n. 8036. I doveri del notaio di audizione delle parti, di informazione delle stesse, di imparzialità ed equidistanza tra di esse vanno adempiuti dal professionista sia prima che dopo la stesura dell'atto da leggere alle parti, con la conseguenza che deve escludersi che il notaio possa sistematicamente delegare le suddette attività preparatorie ai propri collaboratori, senza incorrere in responsabilità disciplinare , e che in tema di responsabilità disciplinari a carico di notai costituisce illecito deontologico il comportamento del professionista il quale proceda al mero accertamento della volontà delle parti ed alla direzione nella compilazione dell'atto, ma ometta di interessarsi delle attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell'atto e del risultato pratico perseguito, trattandosi di violazione prevista dall'art. 138 della L. N. come sostituito dall'art. 22 del D. LGS. 1-8-2006 n. 249. Pertanto deve ribadirsi che il notaio è tenuto a svolgere personalmente tutte le funzioni ad esso attribuite dall'ordinamento in riferimento al ricevimento degli atti notarili e con specifico riguardo alle indagine relativa alle individuazione delle volontà delle parti, dalla fase delle attività preparatorie a quella delle attività successive al compimento degli atti, senza possibilità di delegare integralmente ai suoi collaboratori dette attività, e senza alcuna distinzione tra atti "routinari" ed atti non "routinari"; conseguentemente in sede di rinvio occorrerà procedere ad un nuovo esame della controversia in conformità dell'enunciato principio di diritto onde accertare le effettive modalità con le quali il notaio V. ha svolto le sue funzioni professionali con specifico riferimento agli atti cosiddetti "routinari" o seriali.

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza  4 aprile 2014, n. 8036 Svolgimento del processo   Nell’ambito di un procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Savona nei confronti di V.E. , notaio in Savona, in relazione ai reati di riciclaggio e ad altri connessi, veniva disposta a carico del suddetto professionista la misura...

Articolo

Corte di Cassazione, sentenza 17 marzo 2014, n. 12360. Cade la colpa del medico, ai fini civili, se le patologie psichiatriche contratte dai genitori alla nascita del bambino malformato non sono univocamente riconducibili alla mancata diagnosi, potendo anche dipendere dalle nuove incombenze legate alla particolare situazione del bambino

  Corte di Cassazione sezione IV sentenza 17 marzo 2014, n. 12360 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROMIS Vincenzo – Presidente Dott. FOTI Giacomo – Consigliere Dott. CIAMPI Francesco M. – rel. Consigliere Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere Dott. DOVERE...

Articolo

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 20 marzo 2014, n. 6555. Per la validità del contratto di incarico di opera professionale con il comune non è sufficiente la delibera dell'ente locale

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 20 marzo 2014, n. 6555 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALVAGO Salvatore – rel. Presidente Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere Dott. DI AMATO Alfonso – Consigliere Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere Dott. LAMORGESE...

Articolo

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza del 25 marzo 2014, n. 14013. La sentenza del C.N.F. che applica una sanzione disciplinare è esecutiva dal giorno della notifica all'interessato e non già dalla notifica di un successivo provvedimento – non previsto da alcuna norma – del Consiglio dell'Ordine di appartenenza

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza del 25 marzo 2014, n. 14013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE PENALE ha pronunciato la seguente: SENTENZA   sul ricorso proposto avverso la sentenza n. 724 emessa il 15 maggio 2013 dalla Corte d’appello di Trieste; visti gli atti,...