Giusto il licenziamento del lavoratore che fuma in un ambiente con materiali infiammabili. Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 23 novembre 2016, n. 23862 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI CERBO Vincenzo – Presidente Dott. VENUTI Pietro – Consigliere...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 23 novembre 2016, n. 23794
La valutazione dell’efficacia probatoria degli elementi addotti dall’Ufficio quali indici rivelatori di una maggiore capacità contributiva (c.d. “redditometro”) spetta al giudice di merito cui compete individuare i fatti da porre a fondamento della decisione, con apprezzamento di merito che, ove adeguatamente motivato, sfugge al sindacato di legittimità Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 23...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 22 novembre 2016, n. 23736
Licenziamento collettivo illegittimo nel caso in cui il datore non comunichi agli enti regionali per l’impiego e alle associazioni di categoria l’elenco dei lavoratori licenziati. Il tutto deve essere fatto entro il termine inderogabile di 7 giorni dalla comunicazione dell’atto di recesso (termine introdotto dall’articolo 1, comma 44, della legge 92/2012) Suprema Corte di Cassazione...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 22 novembre 2016, n. 23732
In caso di cessione d’azienda i lavoratori impiegati devono essere riassunti dall’azienda subentrante a parità di condizioni economiche e normative previste dai contratti collettivi nazionali di settore Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 22 novembre 2016, n. 23732 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 22 novembre 2016, n. 23727
Sull’amministratore di condominio grava il dovere di vigilanza e di controllo sui beni comuni e, conseguentemente, la responsabilità personale in merito agli eventuali danni a terzi derivanti dai beni condominiali comuni, come ad esempio le scale del fabbricato in condominio Suprema Corte di Cassazione sezione III civile sentenza 22 novembre 2016, n. 23727 REPUBBLICA ITALIANA...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 22 novembre 2016, n. 23721
Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all’articolo 1224 c.c., comma 2, puo’ ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 22 novembre 2016, n. 23719
Nel vantaggio tratto da una società dall’inadempimento ascritto al progettista di un edificio adibito ad albergo si applica il principio di cosiddetta “indifferenza”. Sulla base di quanto disposto dall’articolo 1223 del cc, il danno patrimoniale consiste nella differenza tra le utilità godute dal danneggiato prima dell’evento dannoso e quelle godute dopo, giacché il risarcimento deve...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 22 novembre 2016, n. 23710
Nel caso di sinistro cagionato da veicolo non identificato, il danneggiato, esaurito lo spatium deliberandi previsto dalla legge, potrà agire nei confronti dell’impresa designata per conto del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada allegando e provando, oltre al fatto che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 12 dicembre 2016, n. 52380
Il consenso del minore al rapporto sessuale, pur se inidoneo ad escludere la configurabilità del reato di violenza sessuale, può essere valutato dal giudice al fine di riconoscere la circostanza attenuante della “minore gravità”. Ai fini del riconoscimento della diminuente per i casi di minore gravità di cui all’art. 609-bis, ultimo comma, cod. pen., deve...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 12 dicembre 2016, n. 52558
L’esimente della reazione agli atti arbitrari del pubblico ufficiale (art. 4 del D. Lgt n. 288 del 1944) è integrata ogni qual volta la condotta dello stesso pubblico ufficiale, per lo sviamento dell’esercizio di autorità rispetto allo scopo per cui la stessa è conferita o per le modalità di attuazione, risulta oggettivamente illegittima, non essendo...






