Per la validita’ del contratto di fornitura di lavoro temporaneo tra fornitore e utilizzatore, disciplinato ex L. n. 196 del 1997, non e’ sufficiente la mera enunciazione in esso della causale prevista dall’Accordo 11.3.99 fra l’Unione Industriali e le OO.SS. e genericamente riferita a “fabbisogni di maggior organico connessi a situazioni di mercato congiunturali e...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 9 dicembre 2016, n. 25263
Il giudizio di proporzionalita’ tra licenziamento disciplinare e addebito contestato e’ devoluto al giudice di merito, la cui valutazione non e’ censurabile in sede di legittimita’, ove sorretta da motivazione sufficiente e non contraddittoria. Trattandosi di una decisione che e’ il frutto di selezione e valutazione di una pluralita’ di elementi la parte ricorrente, per...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 23 novembre 2016, n. 23902
In tema di Condominio il sottotetto è proprietà comune condominiale a meno che non risulti diversamente dall’atto di acquisto o dalle caratteristiche strutturali del sottotetto medesimo Suprema Corte di Cassazione sezione II civile sentenza 23 novembre 2016, n. 23902 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 22 dicembre 2016, n. 54521
Integra la condotta punibile, legge n. 350 del 2003, quella realizzata: a) mediante la stampigliatura “made in Italy” su prodotti e merci non originari dall’Italia ai sensi della normativa Europea sull’origine che integra la fattispecie di “falsa indicazione” dell’origine ed è punibile ai sensi dell’art. 517 c.p.; b) mediante l’utilizzo di un’etichetta del tipo “100% made...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 22 dicembre 2016, n. 54531
Il sequestro preventivo dei cani è legittimo: si tratta di cose pertinenti ai reati contestati la cui disponibilità da parte dell’indagato può protrarre la loro consumazione (Nel caso di specie per i reati di cui agli artt. 674 e 659 cod. pen.: secondo un esposto dei vicini di casa, i rumori e i cattivi odori...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza 16 dicembre 2016, n. 26078
Il recupero dell’IVA e degli altri tributi è legittimo quando manca dimostrazione dei costi contestati dall’Ufficio al contribuente come esorbitanti, posto che l’Ufficio può agire sulla base del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, lett. d-bis, che legittima l’accertamento induttivo sulla base di presunzioni ritraibili dei dati e delle notizie comunque raccolti o...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 2 gennaio 2017, n. 50
La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “facebook” integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595 terzo comma cod. pen., poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone; l’aggravante dell’uso di un mezzo di pubblicità, nel reato di diffamazione, trova, infatti,...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 22 novembre 2016, n. 49578
La materiale impossibilità di provvedere al versamento della cauzione, causata dalla mancanza di disponibilità economiche, evidentemente non preordinata o colposamente determinata, comporta l’esenzione da responsabilità per assenza di “colpevolezza” (intesa quale rimproverabilità concreta dell’agente). Suprema Corte di Cassazione sezione I penale sentenza 22 novembre 2016, n. 49578 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 22 novembre 2016, n. 49561
Ingenerare un grave e perdurante stato d’ansia fa scattare il reato di stalking Suprema Corte di Cassazione sezione V penale sentenza 22 novembre 2016, n. 49561 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PALLA Stefano – Presidente Dott. DE BERARDINIS Silvana...
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 22 novembre 2016, n. 49538
Il giudice di appello che riformi la decisione di condanna pronunciata in primo grado, pervenendo a una sentenza di assoluzione, deve, sulla base di uno sviluppo argomentativo che si confronti con le ragioni addotte a sostegno del decisum impugnato, metterne in luce le carenze o le aporie, che ne giustificano l’integrale riforma, ed, anzi, non...







