Nessun rimborso Irap per il contribuente accertato sulla base della percentuale astratta espressiva del rapporto tra l’esborso afferente la componente capitali e la componente lavoro in rapporto al totale dei compensi percepiti per ciascun anno di imposta senza svolgere altre indagini Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 7 dicembre 2016, n. 25110 REPUBBLICA ITALIANA...
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Corte di Cassazione, sezione I ciivle, sentenza 7 dicembre 2016, n. 25162
Il riferimento dell’articolo 67 comma 3 della legge fallimentare ai termini d’uso ai fini dell’esenzione dalla revocatoria fallimentare per i pagamenti di beni e servizi effettuati nell’esercizio dell’attività d’impresa, attiene alle modalità di pagamento proprie del rapporto tra le parti e non già alla prassi del settore economico Suprema Corte di Cassazione sezione I civile...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 12 dicembre 2016, n. 25368
La ripetizione del patto di prova in successivi contratti di lavoro tra le medesime parti è ammissibile se, in base all’apprezzamento del giudice di merito, vi sia la necessità per il datore di lavoro di verificare, oltre alle qualità professionali, anche il comportamento e la personalità del lavoratore in relazione all’adempimento della prestazione, trattandosi di...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 12 dicembre 2016, n. 25409
Anche in tema di società di persone vale il principio, proprio delle società di capitali, secondo il quale, ai fini della valutazione della pertinenza di un atto compiuto dagli amministratori rispetto all’oggetto sociale, il criterio da seguire è quello della strumentalità, diretta o indiretta, dell’atto medesimo rispetto all’oggetto sociale stesso, inteso come la specifica attività...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 14 dicembre 2016, n. 25659
La prova fornita dal contribuente su spese per incrementi patrimoniali è sufficiente per liberare il cittadino dall’onere probatorio e quindi porlo al riparo da eventuali pretese del Fisco Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile ordinanza 14 dicembre 2016, n. 25659 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA...
Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 14 dicembre 2016, n. 25683
Illegittima la pronuncia della Ctr su un unico avviso di accertamento emesso nei confronti di una società di capitali, in contenzioso su impugnazione di avviso di accertamento emesso in capo al socio, e quindi su questioni non facenti parte del processo Suprema Corte di Cassazione sezione tributaria sentenza 14 dicembre 2016, n. 25683 REPUBBLICA ITALIANA...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 14 dicembre 2016, n. 25791
Poiché il termine di decadenza di trenta giorni per impugnare le delibere dell’assemblea condominiale decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti e dalla data di comunicazione per gli assenti, qualora il plico diretto a questi ultimi, contenente il verbale della deliberazione, non sia lasciato al loro indirizzo ma depositato nell’ufficio postale per mancato reperimento...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 15 dicembre 2016, n. 25884
Illegittima l’installazione di un cartellone pubblicitario lungo l’autostrada anche quando è stata autorizzata dal Comune e non interferisce con i segnali stradali. Suprema Corte di Cassazione sezione II civile sentenza 15 dicembre 2016, n. 25884 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:...
Corte di Cassazione, sezioni unite, ordinanza 16 dicembre 2016, n. 25972
Spetta alla giurisdizione del Giudice amministrativo la valutazione della legittimità delle graduatorie ad esaurimento dei docenti, stabilite con disposizioni generali ed astratte mediante atti amministrativi generali e con regolamento. L’ordinanza ha poi precisato che la controversia sulla posizione soggettiva dell’interessato riguarda un diritto soggettivo e la giurisprudenza è quella del Giudice Ordinario Suprema Corte di...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 19 dicembre 2016, n. 26157
Ai fini della risarcibilità dei danni subiti dal creditore, l’art. 1227, comma secondo, c.c., nel porre la condizione dell’inevitabilità, da parte del creditore, con l’uso dell’ordinaria diligenza, non si limita a richiedere a quest’ultimo la mera inerzia di fronte all’altrui comportamento dannoso, o la semplice astensione dall’aggravare, con fatto proprio, il pregiudizio già verificatosi, ma,...








