L’omessa tenuta della contabilita’, una volta intervenuta la sentenza dichiarativa di fallimento, e’ penalmente sanzionata per la mera possibilita’ di lesione dell’interesse protetto dalla disposizione incriminatrice
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L’omessa tenuta della contabilita’, una volta intervenuta la sentenza dichiarativa di fallimento, e’ penalmente sanzionata per la mera possibilita’ di lesione dell’interesse protetto dalla disposizione incriminatrice

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 4 maggio 2018, n. 19352. L’omessa tenuta della contabilita’, una volta intervenuta la sentenza dichiarativa di fallimento, e’ penalmente sanzionata per la mera possibilita’ di lesione dell’interesse protetto dalla disposizione incriminatrice ed e’ irrilevante la mancanza di un effettivo pregiudizio economico per i creditori o di una reale...

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La condotta di chi sostituisca il silenziatore del terminale di scarico deve farsi rientrare nell’articolo 72 del Cds salvo che risulti accertato che tale dispositivo di equipaggiamento abbia determinato un aumento della velocità, della rumorosità o delle emissioni inquinanti del veicolo.

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 23 aprile 2018, n. 9988. La condotta di chi sostituisca il silenziatore del terminale di scarico deve farsi rientrare nell’articolo 72 del Cds salvo che risulti accertato che tale dispositivo di equipaggiamento abbia determinato un aumento della velocità, della rumorosità o delle emissioni inquinanti del veicolo. In tal...

L’estraneo alla Pubblica amministrazione concorre nella rivelazione di segreti d’ufficio se non si limita a ricevere la notizia che deve rimanere segreta, ma istiga o induce il pubblico ufficiale a rivelarla
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L’estraneo alla Pubblica amministrazione concorre nella rivelazione di segreti d’ufficio se non si limita a ricevere la notizia che deve rimanere segreta, ma istiga o induce il pubblico ufficiale a rivelarla

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 4 maggio 2018, n. 19497. L’estraneo alla Pubblica amministrazione concorre nella rivelazione di segreti d’ufficio se non si limita a ricevere la notizia che deve rimanere segreta, ma istiga o induce il pubblico ufficiale a rivelarla e certamente concorre nel delitto se divulga il contenuto di informative di...

Esclusione dell’ipotesi di cui all’articolo 131-bis cod. pen. per la rivelazione di segreto d’ufficio, se la notizia divulgata riguarda una delicata indagine sul narcotraffico.
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Esclusione dell’ipotesi di cui all’articolo 131-bis cod. pen. per la rivelazione di segreto d’ufficio, se la notizia divulgata riguarda una delicata indagine sul narcotraffico.

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 4 maggio 2018, n. 19493. Esclusione dell’ipotesi di cui all’articolo 131-bis cod. pen. per la rivelazione di segreto d’ufficio, se la notizia divulgata riguarda una delicata indagine sul narcotraffico. Tale esclusione è stata fondata da un lato sulla violazione dei doveri inerenti al servizio espletato e dall’altro sul...

E’ configurabile la consegna di “aliud pro alio”
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E’ configurabile la consegna di “aliud pro alio”

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 24 aprile 2018, n. 10045. E’ configurabile la consegna di “aliud pro alio” non solo quando la cosa consegnata è completamente difforme da quella contrattata, appartenendo ad un genere del tutto diverso, ma anche quando è assolutamente priva delle caratteristiche funzionali necessarie a soddisfare i bisogni dell’acquirente, o...

La polizza fideiussoria di cui all’articolo 38 bis, Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972
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La polizza fideiussoria di cui all’articolo 38 bis, Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972

Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 20 aprile 2018, n. 9826. La polizza fideiussoria di cui all’articolo 38 bis, Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, costituisce un contratto autonomo di garanzia la cui durata e’ si’ normalmente collegata ai tempi di accertamento fiscali, ma qualora una norma di legge, sopravvenuta rispetto...

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La colf e badante non può pretendere il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato dalla beneficiaria della prestazione se il contratto è stato sottoscritto da altro soggetto.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 20 aprile 2018, n. 9900. La colf e badante non può pretendere il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato dalla beneficiaria della prestazione se il contratto è stato sottoscritto da altro soggetto. La Corte territoriale non ha ritenuto l’estraneita’ relativamente ad un rapporto di lavoro intercorso con altro soggetto...

Sussiste l’interesse ad impugnare la sentenza nell’ipotesi in cui, dichiarata la causa di non punibilità di cui all’art.131-bis c.p., l’imputato, pur prosciolto dagli immediati effetti penali connessi alla subita contestazione penale, invochi il suo proscioglimento
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Sussiste l’interesse ad impugnare la sentenza nell’ipotesi in cui, dichiarata la causa di non punibilità di cui all’art.131-bis c.p., l’imputato, pur prosciolto dagli immediati effetti penali connessi alla subita contestazione penale, invochi il suo proscioglimento

Corte di Cassazione, sezione terza penale sentenza 3 maggio 2018, n. 18884 Sussiste l’interesse ad impugnare la sentenza nell’ipotesi in cui, dichiarata la causa di non punibilità di cui all’art.131-bis c.p., l’imputato, pur prosciolto dagli immediati effetti penali connessi alla subita contestazione penale, invochi il suo proscioglimento con la adozione di una formula, quale quella...

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La commissione del furto in ora notturna integra di per sé gli estremi dell’aggravante di minorata difesa

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 9 maggio 2018, n.20480. La commissione del furto in ora notturna integra di per sé gli estremi dell’aggravante di minorata difesa, posto che la ratio dell’istituto risiede nel fatto che non si non si richiede che la pubblica o privata difesa sia del tutto impossibile, ma che essa...

Il comportamento processuale dell’avvocato che suggerisce alla parte difesa di non rispondere alle domande del pubblico ministero in sede di interrogatorio è coerente con il diritto di difesa e, non realizzando alcun nocumento agli interessi dell’assistito, non può essere ricondotto nell’ambito del reato di patrocinio infedele di cui all’art. 380 c.p.
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Il comportamento processuale dell’avvocato che suggerisce alla parte difesa di non rispondere alle domande del pubblico ministero in sede di interrogatorio è coerente con il diritto di difesa e, non realizzando alcun nocumento agli interessi dell’assistito, non può essere ricondotto nell’ambito del reato di patrocinio infedele di cui all’art. 380 c.p.

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 30 marzo 2018, n.14751. Il comportamento processuale dell’avvocato che suggerisce alla parte difesa di non rispondere alle domande del pubblico ministero in sede di interrogatorio è coerente con il diritto di difesa e, non realizzando alcun nocumento agli interessi dell’assistito, non può essere ricondotto nell’ambito del reato di...