La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza n. 2525 del 3 febbraio 2025, ha fornito indicazioni sulla verifica della tempestività dei ricorsi in assenza del "glifo" sulla sentenza.
La Suprema Corte ha affrontato il caso di un ricorso per cassazione notificato dopo il 1° gennaio 2023, in cui la copia informatica della sentenza impugnata depositata dal ricorrente non presentava il "glifo". Questo è il sigillo digitale che riporta automaticamente la data di pubblicazione della sentenza e il numero di raccolta generale, dati essenziali per accertare la tempestività dell'impugnazione.
La Cassazione ha chiarito che, se i dati di pubblicazione non sono reperibili tramite i sistemi informatici della Corte stessa, possono essere verificati consultando il fascicolo informatico del giudizio di merito, acquisito d'ufficio ai sensi dell'articolo 137-bis delle disposizioni attuative del Codice di Procedura Civile. Questa disposizione è applicabile ratione temporis (in base al tempo) per i ricorsi introdotti dopo il 1° gennaio 2023 (come stabilito dall'articolo 35, comma 5, del D.Lgs. n. 149 del 2022).
La Corte ha precisato che tale verifica è possibile anche in assenza di un'istanza ai sensi del previgente articolo 369 c.p.c., dato che il nuovo testo di tale articolo, applicabile ai ricorsi successivi al 1° gennaio 2023, ha eliminato l'ultimo comma che prevedeva tale istanza. Nel caso specifico, la verifica del fascicolo informatico ha confermato i dati di pubblicazione indicati nel ricorso, attestandone la tempestività.





