Per la Corte di Cassazione con l'ordinanza del 7 novembre 2024 la n. 28650 nella società in accomandita semplice, la distinzione fra la categoria dei soci accomandatari, illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, e quella dei soci accomandanti, responsabili nei soli limiti della quota sociale, è mantenuta ferma dall’art. 2317, comma 2, cod. civ. anche nel caso di società in accomandita irregolare non sulla base del solo tenore degli accordi interni fra i soci, ma sul presupposto dell’estrinsecazione dell’accordo sociale, pur in presenza dell’inosservanza dell’onere formale dell’iscrizione nel registro delle imprese. La “ratio” di tale disposizione deve essere ravvisata nella circostanza che, quando la società opera pubblicizzando di fatto la propria natura di società in accomandita, i terzi che con essa vengono in contatto sanno di poter contare soltanto sulla responsabilità illimitata del socio accomandatario, mentre una simile consapevolezza non può essere riconosciuta in capo a chi venga a trovarsi in contatto con una società irregolare che non indichi e rappresenti all’esterno il particolare tipo di società il cui atto costitutivo non è stato iscritto nel registro delle imprese.
Categoria: Cassazione civile 2024
Il diritto agli interessi moratori
Secondo la Cassazione con l'ordinanza del 5 novembre 2024, la n. 28413 in caso di ritardo nell'adempimento di obbligazioni pecuniarie nell'ambito di transazioni commerciali, il creditore ha diritto agli interessi moratori ai sensi degli artt. 4 e 5 del d.lgs. n. 231 del 2002, con decorrenza automatica dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, senza bisogno di alcuna formale costituzione in mora e senza necessità di specificare, nella domanda giudiziale, la natura e la misura degli interessi richiesti.
Riserva mentale del coniuge per dissoluzione del matrimonio
Per la Corte di Cassazione, civile, con l'Ordinanza del 5 novembre 2024 la n. 28390 non dà luogo a responsabilità risarcitoria l'omessa comunicazione, da parte di uno dei due coniugi e prima della celebrazione, dello stato psichico d'incertezza circa la permanenza del matrimonio e della scelta di contrarlo con la riserva mentale di sperimentare la possibilità che esso non si dissolva, trattandosi di comunicazione derivante da opzione rimessa alla sfera personale e affettiva, valevole a determinare l'insorgenza di un dovere esclusivamente morale o sociale e non di un obbligo giuridico.
Notifica PEC e la necessaria ricevuta avvenuta consegna
La Sentenza della Corte di Cassazione n. 28452 del 5 novembre 2024 stabilisce che una notifica via PEC non si perfeziona se non si riceve la conferma di avvenuta consegna, anche se la mancata consegna è dovuta al destinatario, come nel caso di casella piena. L'avvocato notificante deve riattivare il procedimento notificatorio usando le forme ordinarie per evitare la decadenza dei termini. In tal modo, può beneficiare del momento in cui è stata generata la ricevuta di accettazione della notifica originale.
Vendita “aliud pro alio”: identità bene compromessa
L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28210 del 4 novembre 2024 chiarisce che la vendita di "aliud pro alio" permette un'azione di risoluzione contrattuale ordinaria quando la causa concreta dell'atto di vendita non è realizzabile, compromettendo l'identità del bene acquistato. Non si applica semplicemente per la mancanza di requisiti sanabili che non alterano l'identificazione del bene. Nel caso specifico, la Corte ha confermato che la mancanza di edificabilità del terreno in permuta comprometteva l'identità e gli interessi negoziali, giustificando la risoluzione.
Nesso di causalità con esposizione all’amianto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28458 del 5 novembre 2024, ha stabilito che, in presenza di fattori di rischio come l'esposizione all'amianto, che sono scientificamente riconosciuti come cause della malattia e del decesso, esiste un nesso di causalità tra il fattore di rischio e l'evento dannoso. Questo nesso può essere affermato anche in termini di concausalità se l'esposizione non è occasionale e mancano strumenti di protezione individuale, a meno che non ci sia un altro fattore esterno all'ambiente lavorativo che da solo possa causare la malattia o il decesso.
Mutuo e termine di restituzione in potestate creditoris
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28482 del 5 novembre 2024, ha stabilito che un contratto di mutuo può includere un termine di restituzione deciso dal creditore, ma la clausola deve rispettare lo schema causale del mutuo senza rendere immediatamente esigibile il debito. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la decisione che ha ritenuto corretta la richiesta di restituzione delle somme da parte della mutuante, senza necessità di fissare un termine secondo l'art. 1817 c.c.
Doppia iscrizione a ruolo per errore del cancelliere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28468 del 5 novembre 2024, ha stabilito che la doppia iscrizione a ruolo dello stesso atto di citazione, causata da un errore del cancelliere, non rende nulla la sentenza. Questo perché tale violazione dell'art. 168 c.p.c. non lede il diritto di difesa del convenuto, specialmente se quest'ultimo non si è costituito in nessuno dei due giudizi ed è stato dichiarato contumace.
Ricognizione di debito e la nozione di rapporto fondamentale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28448 del 5 novembre 2024, ha stabilito che la nozione di rapporto fondamentale, menzionata nell'art. 1988 c.c., si estende non solo al titolo del rapporto, cioè ai fatti costitutivi dell'obbligazione, ma anche alle specifiche articolazioni di quel rapporto. Queste articolazioni includono ogni singolo rapporto obbligatorio derivante da esso, definito anche dal suo oggetto, ovvero dal rapporto credito-debito che costituisce il diritto soggettivo portato in giudizio.
Inadempimento venditore: acquirente non paga interessi
L'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 28308 del 4 novembre 2024 stabilisce che, se il mancato adempimento di un obbligo contrattuale è colpa esclusiva del venditore, l'acquirente non è tenuto a pagare gli interessi legali sul prezzo pattuito.







