Disconoscimento conformità copia informatica 
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Disconoscimento conformità copia informatica 

L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26200 del 7 ottobre 2024 chiarisce che il disconoscimento della conformità di una copia informatica di un documento analogico depositato telematicamente è regolato dall'art. 2719 c.c., non dalle norme sul processo civile telematico. Per essere efficace, il disconoscimento deve essere accompagnato da una dichiarazione chiara che specifichi il documento contestato e le differenze rispetto all'originale. Il giudice è incaricato di verificare la conformità attraverso le prove presentate, diversamente dal disconoscimento della scrittura privata che, senza verificazione, ne impedisce l'uso.

Lavoratore e le condotte in contrasto con i doveri aziendali
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Lavoratore e le condotte in contrasto con i doveri aziendali

L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26181 del 7 ottobre 2024 stabilisce che l'obbligo di fedeltà del lavoratore, previsto dall'art. 2105 c.c., deve essere interpretato in combinazione con i principi di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.). Ciò implica che il lavoratore deve evitare qualsiasi comportamento, anche al di fuori dell'ambito lavorativo, che possa essere dannoso o in conflitto con gli interessi dell'azienda. Il caso specifico riguardava un dirigente di un'azienda speciale che aveva assunto un ruolo in un'impresa privata, creando un potenziale conflitto di interessi.

Presupposizione contrattuale: situazione comune e obiettiva
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Presupposizione contrattuale: situazione comune e obiettiva

L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26117 del 7 ottobre 2024 spiega il concetto di presupposizione in un contratto, che si verifica quando una situazione di fatto o di diritto è considerata dai contraenti nella formazione del loro consenso, anche se non espressamente menzionata. Perché la presupposizione sia valida, deve essere comune a tutti i contraenti, l'evento supposto deve essere considerato certo dalle parti, e deve essere un presupposto obiettivo, indipendente dalla volontà dei contraenti e non parte di un'obbligazione specifica.

Volontà venditore e l’implicito obbligo di non trasferire
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Volontà venditore e l’implicito obbligo di non trasferire

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|26 settembre 2024| n. 25768.

Nella volontà del venditore di trasferire a taluno la proprietà della cosa è implicito l'obbligo di non trasferirla ad altri, cosicché costituisce inadempimento contrattuale la condotta del proprietario di un bene che, dopo averlo trasferito ad altra persona, lo vende successivamente ad un terzo, poiché tale successiva vendita costituisce impedimento a che il primo acquirente consegua il godimento pieno ed esclusivo e la disponibilità della cosa, con conseguente diritto alla risoluzione del contratto e al risarcimento del danno.

La prova presuntiva legale
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La prova presuntiva legale

La sentenza in commento discute i criteri per l'ammissione delle prove presuntive secondo l'articolo 2729 del codice civile. Il giudice deve accettare solo presunzioni che siano "gravi, precise e concordanti". La "precisione" riguarda il fatto noto, la "gravità" il grado di probabilità del fatto ignoto, e la "concordanza" richiede che più indizi convergano chiaramente nella dimostrazione del fatto ignoto, attraverso un'analisi e valutazio

Esdebitazione ed il soddisfacimento parziale dei creditori
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Esdebitazione ed il soddisfacimento parziale dei creditori

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|3 ottobre 2024| n. 25946.

In tema di esdebitazione, la valutazione del presupposto oggettivo relativo al soddisfacimento "almeno parziale" dei creditori va effettuata tenendo conto dell'intero contesto della procedura, in relazione al quale vanno considerati anche l'entità dell'attivo acquisito e di quello che è stato possibile liquidare, il numero dei creditori e l'ammontare dei costi prededucibili, senza arrestarsi a rilevare la "irrisorietà" della percentuale di soddisfazione dei creditori concorsuali.

Consumatore secondo il diritto dell’Unione Europea
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Consumatore secondo il diritto dell’Unione Europea

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|3 ottobre 2024| n. 25954.

La nozione di consumatore, secondo il diritto dell'Unione Europea, presuppone che il soggetto, al momento della conclusione del contratto, persegua una finalità estranea alla propria sfera professionale e rivolta alla soddisfazione delle proprie esigenze di consumo privato, restando irrilevante l'eventuale possesso di specifiche competenze e conoscenze nel settore di riferimento. (Nella specie, le Sezioni Unite, pronunciandosi su questione di giurisdizione, hanno ritenuto di qualificare come consumatore - ai sensi e per gli effetti del Reg. CE n. 44 del 2001, ratione temporis applicabile - la parte di un contratto finalizzato all'esecuzione di operazioni di "trading online", la quale, benché dotata delle competenze necessarie per valutare i rischi delle proprie decisioni di investimento, era sprovvista delle caratteristiche dell'investitore abilitato o professionale).

Obbligazione cambiaria in rappresentanza
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Obbligazione cambiaria in rappresentanza

La sentenza tratta i requisiti per assumere validamente un'obbligazione cambiaria in nome di un altro, secondo l'art. 11 del r.d. n. 1669 del 1933. È necessario avere una procura o un potere legale e indicare chiaramente la qualità del sottoscrittore, ad esempio, firmando sotto il timbro di una società. Questo rende evidente ai terzi che l'obbligazione è assunta per conto altrui, e il beneficiario deve rivolgersi all'ente rappresentato, a meno che il rappresentato non sollevi eccezioni di difetto o eccesso di rappresentanza.

Responsabilità bancaria assegno non trasferibile
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Responsabilità bancaria assegno non trasferibile

L'ordinanza della Corte di Cassazione del 30 settembre 2024 n. 25888 chiarisce che la responsabilità dell'istituto negoziatore per il pagamento di un assegno non trasferibile a un soggetto non legittimato è di natura contrattuale. Ciò significa che la banca può dimostrare di non essere responsabile per l'errata identificazione del beneficiario, fornendo una prova liberatoria.

Interpretazione contratto ed il procedimento di qualificazione
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Interpretazione contratto ed il procedimento di qualificazione

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|27 settembre 2024| n. 25863.

In tema di interpretazione del contratto, il procedimento di qualificazione giuridica consta di due fasi, delle quali la prima – consistente nella ricerca e nella individuazione della comune volontà dei contraenti – è un tipico accertamento di fatto riservato al giudice di merito, sindacabile in sede di legittimità solo per vizi di motivazione in relazione ai canoni di ermeneutica contrattuale di cui agli artt. 1362 e ss. cod. civ., mentre la seconda – concernente l’inquadramento della comune volontà nello schema legale corrispondente – risolvendosi nell’applicazione di norme giuridiche – può formare oggetto di verifica e riscontro in sede di legittimità sia per quanto attiene alla descrizione del modello tipico della fattispecie legale, sia per quanto riguarda la rilevanza qualificante degli elementi di fatto così come accertati, sia infine con riferimento alla individuazione delle implicazioni effettuali conseguenti alla sussistenza della fattispecie concreta nel paradigma normativo.