Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 3 febbraio 2014, n. 2231 Fatto e diritto Rilevato che in data 17 settembre 2013 è stata 2013 depositata relazione ex art. 380 bis che qui si riporta: 1. Il Tribunale di Firenze, con sentenza del 7 maggio 2012, ha pronunciato la separazione dei coniugi B. – P....
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 febbraio 2014, n. 2324. La tenuta in modo sommario e non intellegibile della contabilità sociale è di per sé giustificativa della condanna dell’amministratore al risarcimento del danno, in sede di azione di responsabilità promossa dalla società a norma dell’art. 2392 cod. civ., vertendosi in tema di violazione da parte dell’amministratore medesimo di specifici obblighi di legge, idonea a tradursi in un pregiudizio per il patrimonio sociale
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 3 febbraio 2014, n. 2324 Fatto e diritto Rilevato che in un giudizio di convalida del sequestro conservativo richiesto ed ottenuto (fino alla concorrenza di Euro 180.000,00) dalla società Centro Servizi srl sui beni della signora R.A. , amministratrice della società, per le irregolarità denunciate, il Tribunale di...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 27 gennaio 2014, n. 1608. L’individuabilita’ della persona offesa o di cui sono stati resi pubblici dati sensibili non ne postula l’esplicita indicazione del nominativo, essendo sufficiente che essa possa venire individuata anche per esclusione in via deduttiva, tra una categoria di persone, a nulla rilevando che in concreto tale individuazione avvenga nell’ambito di un ristretto gruppo di persone
Suprema Corte di Cassazione sezione III Sentenza 27 gennaio 2014, n. 1608 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BERRUTI Giuseppe Maria – Presidente Dott. MASSERA Maurizio – rel. Consigliere Dott. ARMANO Uliana – Consigliere Dott. SESTINI Danilo – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 21 gennaio 2014, n. 1142. La dichiarazione di anticipazione delle spese da parte del difensore, ove contenuta in un ricorso per cassazione o in un controricorso da lui redatti sulla base di una procura nulla (come nella specie quella di cui ad un atto del giudizio di merito), rimane travolta da tale nullita’ e dalla conseguente inammissibilita’ del ricorso o controricorso. Ne consegue che, qualora la parte si costituisca con una procura per scrittura privata autentica o notarile in funzione dell’adunanza o dell’udienza della Corte di cassazione, senza che il difensore formuli dichiarazione di anticipazione e richiesta di distrazione, la statuizione sulle spese deve avvenire senza distrazione
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 21 gennaio 2014, n. 1142 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SEGRETO Antonio – Presidente Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere Dott. AMBROSIO Annamaria – Consigliere Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere...
Corte di Cassazione, ordinanza 31 gennaio 2014, n. 2109. Non può essere qualificato come atto di precetto ai sensi dell’art. 480 cod. proc. civ. l’invito al pagamento rivolto dal creditore al proprio debitore quando, per la carenza dei requisiti richiesti da detta norma (in specie, l’intestazione, l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo, l’indicazione delle parti, la sottoscrizione del creditore e/o del suo difensore, l’elezione di domicilio o la dichiarazione di residenza), non sia riconoscibile come atto di precetto, pur se fatto notificare unitamente al titolo esecutivo
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 31 gennaio 2014, n. 2109 Premesso in fatto È stata depositata in cancelleria la seguente relazione: “1.- Con la sentenza impugnata il Giudice di Pace di Ischia ha accolto l’opposizione proposta da M.M. avverso l’atto, qualificato dallo stesso giudice come atto di precetto, notificato ad istanza di T.P....
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 3 febbraio 2014, n. 2236. No ha diritto al mantenimento il figlio che si rifiuta di lavorare in un’azienda del padre
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 3 febbraio 2014, n. 2236 Rilevato che 1. Il Tribunale di Ancona, con sentenza n. 63/12, ha dichiarato la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto ad Ancona il 10 luglio 1977 fra I.M. e F.C. Ha respinto la domanda di imposizione al C. dell’obbligo di versare un...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 17 gennaio 2014, n. 175. Per il Tribunale amministrativo del Veneto “la realizzata recinzione sui quattro lati del campo da calcio, l’installazione di otto fori su altrettanti pali equidistanti preordinati all’illuminazione notturna dell’area stessa ed il posizionamento del fabbricato adibito fra l’altro, a spogliatoio, fanno acquisire alla realizzata struttura il rilievo urbanistico – edilizio proprio degli “impianti sportivi all’aperto”. Per il Collegio, invece, nel caso di specie non è stato realizzato un impianto sportivo all’aperto ma è stato utilizzato per la pratica sportiva un terreno di proprietà, senza porre in essere attività di rilievo edilizio
Consiglio di Stato sezione V sentenza 17 gennaio 2014, n. 175 Fatto e diritto 1. Con ricorso al Tribunale amministrativo del Veneto, rubricato al n. 3769/2000, i signori Renato Grigoletto e Leandrina Tomaello impugnavano il provvedimento in data 4 ottobre 2000, n. 26/2000, con il quale il Comune di Marcon aveva ordinato la demolizione opere...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 30 gennaio 2014, n. 4392. Il reato di cui all’art. 651 cod.pen. si perfeziona con il semplice rifiuto di fornire al pubblico ufficiale indicazioni circa la propria identità personale, per cui è irrilevante, ai fini dell’integrazione dell’illecito, che tali indicazioni vengano successivamente fornite o che l’identità del soggetto sia facilmente accertata per la conoscenza personale da parte del pubblico ufficiale o per altra ragione. Il rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale – punito dall’art. 651 cod. pen. – va riferito peraltro non solo al nome e cognome ma a tutte le altre informazioni richieste (residenza, luogo di nascita ed altro) utili a definire la pronta identificazione del soggetto interessato. Nel caso di specie pur essendo identificato dai pubblici ufficiali invitato a scendere dalla propria auto non vi provvede. L’atto di forza perpetrato è atto violento ed abitrario in assenza di pericoli reali
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 30 gennaio 2014, n. 4392 Ritenuto in fatto 1. K.E. e V.E. sono stati assolti in primo grado dal Gup presso il Tribunale di Trieste dalle imputazioni loro mosse ai sensi degli artt. 337 cp (capo A per la non punibilità del fatto in ragione dell’art. 393 bis...
Corte Costituzionale, ordinanza n. 16 del 30 gennaio 2014. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 157, quinto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 6 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione
Ordinanza 16/2014 Giudizio Presidente SILVESTRI – Redattore CRISCUOLO Camera di Consiglio del 15/01/2014 Decisione del 28/01/2014 Deposito del 30/01/2014 Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Art. 157, c. 5°, del codice penale. Massime: Atti decisi: ord. 183/2013 ORDINANZA N. 16 ANNO 2014 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: Presidente:...
Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza n. 6 del 29 gennaio 2014. Riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, in materia di controversie riguardanti la concessione e la revoca di contributi e sovvenzioni pubbliche, deve essere attuato sulla base del generale criterio di riparto fondato sulla natura della situazione soggettiva azionata
La massima 1. Il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, in materia di controversie riguardanti la concessione e la revoca di contributi e sovvenzioni pubbliche, deve essere attuato sulla base del generale criterio di riparto fondato sulla natura della situazione soggettiva azionata, con la conseguenza che: – sussiste sempre la giurisdizione del...