SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI – 1 CIVILE Ordinanza 7 gennaio 2014, n. 107 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore – Presidente – Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere – Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 5 febbraio 2014, n. 5692. La condotta di diffusione di materiale pedopornografico di cui all’art. 600 ter, comma 3, c.p., che si differenzia da quella del comma 4 per il fatto che la stessa sia destinata a raggiungere, anziché singoli destinatari, una serie indeterminata di persone, con cui l’agente, come nella specie, abbia stabilito un rapporto di comunicazione attraverso un mezzo di diffusione accessibile ad una pluralità di soggetti non richiede alcuna finalizzazione all’adescamento o allo sfruttamento di minori, necessaria, invece, come evidente a fronte della struttura della norma, con riguardo alle distinte condotte della distribuzione o della divulgazione di notizie od informazioni. Sicché, da tale punto di vista, è indifferente che tale distribuzione sia, appunto, avvenuta al precipuo fine di adescamento o, più semplicemente, al più limitato fine di condividere con una serie indefinita di terze persone tale materiale
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 5 febbraio 2014, n. 5692 Ritenuto in fatto 1. La Corte d’appello di Torino, in parziale riforma della sentenza del G.i.p. presso il Tribunale di Torino di condanna di R.L. per i reati di cui agli artt. 600 ter, comma 3, c.p. (capo b), 600 quater c.p. (capo...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 febbraio 2014, n. 2364. La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 4 febbraio 2014, n. 2364 Fatto e diritto Rilevato che è stata depositata la seguente relazione ex artt. 377 e 380 bis cod. proc. civ., in ordine al procedimento civile iscritto al R.G. 22916 del 2012. “La Corte d’Appello dell’Aquila respingeva il reclamo proposto ex art. 720 bis...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 22 gennaio 2014, n. 2925.
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 22 gennaio 2014, n. 2925 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LOMBARDI Alfredo Maria – Presidente Dott. BEVERE Antonio – Consigliere Dott. FUMO Maurizio – Consigliere Dott. GUARDIANO Alfredo – Consigliere Dott. CAPUTO...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 24 gennaio 2014, n. 1486. Nel giudizio instaurato ai fini del riconoscimento della sussistenza di un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, sul presupposto dell’illegittima apposizione al contratto di un termine finale ormai scaduto, affinche’ possa configurarsi una risoluzione del rapporto per mutuo consenso, e’ necessario che sia accertata – sulla base del lasso di tempo trascorso dopo la conclusione dell’ultimo contratto a termine, nonche’ del comportamento tenuto dalle parti e di eventuali circostanze significative – una chiara e certa comune volonta’ delle parti medesime di porre definitivamente fine ad ogni rapporto lavorativo
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro Sentenza 24 gennaio 2014, n. 1486 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LAMORGESE Antonio – Presidente Dott. NOBILE Vittorio – rel. Consigliere Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere Dott. BLASUTTO Daniela...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 gennaio 2014, n. 2614. Non può essere invocata, per escludere la colpevolezza per il reato di omesso versamento dell’IVA, la crisi di liquidità del soggetto attivo al momento della scadenza del termine lungo, ove non si dimostri che la stessa non dipenda dalla scelta di non far debitamente fronte alla esigenza predetta. Per la commissione del reato, basta, infatti, la coscienza e volontà di non versare all’Erario le ritenute effettuate nel periodo considerato perché il debito verso il fisco relativo ai versamenti IVA è collegato al compimento delle operazioni imponibili
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III Sentenza 21 gennaio 2014, n. 2614 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente – Dott. GRILLO Renato – Consigliere – Dott. AMORESANO Silvio – Consigliere – Dott. ORILIA Lorenzo – rel....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 febbraio 2014, n. 2414. Ai sensi dell’art. 2052 cod. civ., la responsabilità del proprietario dell’animale è alternativa rispetto a quella del soggetto che ha in uso il medesimo; tale responsabilità – che incontra il limite del caso fortuito, costituendo quindi un’ipotesi di responsabilità oggettiva – non trova il proprio fondamento in una specifica attività del proprietario, quanto, piuttosto, in una relazione, di proprietà o di uso, fra la persona fisica e l’animale
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III sentenza del 4 febbraio 2014, n. 2414 Ritenuto in fatto G.T. conveniva in giudizio A.M., davanti al Tribunale di Venezia, affinché fosse condannato al risarcimento dei danni da lui patiti a causa di una caduta dalla bicicletta determinata dall’improvvisa uscita di un cane pastore tedesco dall’abitazione di proprietà del...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 5 febbraio 2014, n. 2542. I beni acquisiti per successione ereditaria dopo la separazione, ancorché non incidenti sulla valutazione del tenore di vita matrimoniale perché intervenuta dopo la cessazione della convivenza, possono tuttavia essere presi in considerazione ai fini della valutazione della capacità economica del coniuge onerato (e quindi anche ai fini della valutazione della capacità economica del coniuge beneficiario)
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 5 febbraio 2014, n. 2542 Fatto e diritto 1. Con ricorso del 18 giugno 2009 G.M. ha chiesto la modifica dell’ammontare dell’assegno divorzile dovuto nei confronti dell’ex coniuge C.M. (450 Euro mensili) e dell’assegno di mantenimento della figlia G.T. (300 Euro mensili) in base alla sentenza n. 6272/08...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 5 febbraio 2014, n. 2539. Grava sulla parte che richieda, per l’inosservanza degli obblighi familiari, l’addebito della separazione all’altro coniuge l’onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, mentre, è onere di chi eccepisce l’inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell’infedeltà nella determinazione dell’intollerabilità della convivenza, provare le circostanze su cui l’eccezione si fonda, vale a dire l’anteriorità della crisi matrimoniale all’accertata violazione del dovere derivante dal matrimonio
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 5 febbraio 2014, n. 2539 Fatto e diritto 1. Con sentenza del 14 settembre 2010 il Tribunale di Pescara ha pronunciato la separazione personale dei coniugi C.A. e T.V. rigettando la domanda di addebito della separazione al T. e di condanna al risarcimento danni, disponendo l’affido condiviso del...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 gennaio 2014, n. 2894. Il giudice della udienza preliminare ha il potere di pronunziare la sentenza di non luogo a procedere non quando effettui un giudizio prognostico in esito al quale pervenga ad una valutazione di innocenza dell’imputato, ma in tutti quei casi nei quali non esista una prevedibile possibilita’ che il dibattimento possa, invece, pervenire ad una diversa soluzione. Il Gup ha evidenziato la insussistenza delle condizioni su cui fondare una prognosi di evoluzione in senso favorevole all’accusa del materiale probatorio raccolto, in quanto non sono stati effettuati atti di indagine finalizzati ad accertare il principio attivo contenuto nelle due piantine in sequestro e la stessa capacita’ drogante di esse, e che dette verifiche non sono piu’ utilmente esperibili, vista la deteriorabilita’ della sostanza in questione (marijuana); di tal che non emergono elementi per potere affermare il potere stupefacente di essa e, quindi, la offensivita’ della condotta
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 22 gennaio 2014, n. 2894 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GENTILE Mario – Presidente Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere Dott. GAZZARA Santi – rel. Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – Consigliere Dott. PEZZELLA...