Corte di Cassazione sezione IV sentenza 17 marzo 2014, n. 12360 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROMIS Vincenzo – Presidente Dott. FOTI Giacomo – Consigliere Dott. CIAMPI Francesco M. – rel. Consigliere Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere Dott. DOVERE...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 7 marzo 2014, n. 5444. Gli ex medici condotti che si trovino ancora con rapporto non esclusivo con le a.s.l., in ragione della loro libera scelta di non esercitare la relativa opzione, permangono in una posizione giuridica differenziata dal restante personale medico del s.s.n., mantenendo in particolare il trattamento retributivo omnicomprensivo originariamente previsto dal D.P.R. n. 270 del 1987, art. 110, successivamente aggiornato come sopra evidenziato, con esclusione degli ulteriori emolumenti previsti dalla contrattazione collettiva per i dirigenti medici del s.s.n., ed in particolare, per quanto qui interessa, della indennità di specificità medica
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza del 7 marzo 2014, n. 5444 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico – Presidente – Dott. MANNA Antonio – Consigliere – Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere – Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere – Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 20 marzo 2014, n. 6555. Per la validità del contratto di incarico di opera professionale con il comune non è sufficiente la delibera dell'ente locale
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 20 marzo 2014, n. 6555 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALVAGO Salvatore – rel. Presidente Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere Dott. DI AMATO Alfonso – Consigliere Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere Dott. LAMORGESE...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 aprile 2014, n. 7776. L’operazione finanziaria consistente nell’erogazione al cliente, da parte di una banca, di un mutuo contestualmente impiegato per acquistare per conto del cliente strumenti finanziari predeterminati ed emessi dalla banca stessa, a loro volta contestualmente costituiti in pegno in favore della banca a garanzia della restituzione del finanziamento, dà vita ad un contratto atipico unico ed unitario, la cui causa concreta risiede nelle realizzazione di un lucro finanziario, e che va sussunto tra i «servizi di investimento » di cui all’art. 1, comma 5, d.lgs. n. 58/1998
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 aprile 2014, n. 7776 Svolgimento del processo 1. Nel 2000 il sig. L.D.R.L. accettò nel proprio studio privato una proposta contrattuale sottopostagli da un funzionario della Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. (d’ora innanzi, per brevità, “MPS”). 2. Il contratto in tal modo concluso aveva ad...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 aprile 2014, n. 7784. Il rilievo d'ufficio della nullità del contratto è precluso quando sulla validità del contratto si sia formato giudicato, anche implicito, come allorché il giudice di primo grado, accogliendo la domanda, abbia mostrato di ritenere valido il contratto, e le parti, in sede di appello, non abbiano mosso alcuna censura inerente la sua validità, mentre il principio della rilevabilità d'ufficio della nullità anche in grado di appello, presuppone che non sussista preclusione derivante da giudicato
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 aprile 2014, n. 7784 Svolgimento del processo La società D. a r.l. chiedeva la condanna del Comune di Roma al risarcimento dei danni conseguiti alla locazione di alcuni locali – posti all’interno di uno stabile adibito a plesso scolastico e detenuti dal predetto Comune per oltre un...
Corte Costituzionale, sentenza n. 69 del 2 aprile 2014. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 38, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, nella parte in cui prevede che le disposizioni di cui al comma1, lettera d), si applicano anche ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore del presente decreto
Corte Costituzionale Sentenza 69 del 2 aprile 2014 Giudizio Presidente SILVESTRI – Redattore MORELLI Udienza Pubblica del 25/02/2014 Decisione del 26/03/2014 Deposito del 02/04/2014 Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Art. 38, c. 4°, del decreto legge 06/07/2011, n. 98, convertito, con modoficazioni, dall’art. 1, c. 1°, della legge 15/07/2011, n. 111. Massime: Atti decisi:...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza del 25 marzo 2014, n. 14013. La sentenza del C.N.F. che applica una sanzione disciplinare è esecutiva dal giorno della notifica all'interessato e non già dalla notifica di un successivo provvedimento – non previsto da alcuna norma – del Consiglio dell'Ordine di appartenenza
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza del 25 marzo 2014, n. 14013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE PENALE ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso proposto avverso la sentenza n. 724 emessa il 15 maggio 2013 dalla Corte d’appello di Trieste; visti gli atti,...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 aprile 2014, n. 7818. La prova del danno da demansionamento è esclusa che in sia "in re ipsa", dovendo essere dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni, per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi, che solo dall'interessato possono essere dedotti, si possa, attraverso un prudente apprezzamento, coerentemente risalire al fatto ignoto, ossia all'esistenza del danno, facendo ricorso, ai sensi dell'art. 115 c.p.c., a quelle nozioni generali derivanti dall'esperienza, delle quali ci si serve nel ragionamento presuntivo e nella valutazione delle prova.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 3 aprile 2014, n. 7818 Svolgimento del processo Con sentenza del 22/6/2010 la Corte d’Appello di Firenze ha condannato il Ministero della Difesa a pagare a F.A. , dipendente del Ministero con inquadramento nella VI q.f., Euro 25.000.00 a titolo di risarcimento del danno per l’illegittima dequalificazione subita...
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 aprile 2014, n. 15386. Il furto di oggetti che si trovino all'interno di un'autovettura, lasciata incustodita sulla pubblica via, deve considerarsi aggravato per l'esposizione alla pubblica fede a norma dell'art. 625, n. 7 cod. pen., quando si tratti di oggetti costituenti parte integrante del veicolo, come autoradio, attrezzi in dotazione per le minute riparazioni, i pezzi di ricambio comunemente indispensabili e i documenti di circolazione che, per necessita o consuetudine, non vengano portati via al momento in cui l'autoveicolo viene lasciato incustodito. Allorché il furto ricada, invece, sopra oggetti solo temporaneamente o occasionalmente lasciati nell'autovettura, per la sussistenza dell'aggravante de quo deve ricorrere una situazione contingente di necessità, tale da indurre il possessore a confidare nella "buona fede" dei consociati e nel rispetto della cosa altrui che dagli stessi è lecito pretendere, tenendo altresì conto che il concetto di "necessità" va inteso in senso relativo e non assoluto e comprende ogni apprezzabile esigenza di condotta imposta da particolari situazioni, in contrapposizione agli opposti concetti di comodità e di trascuratezza nella vigilanza
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 aprile 2014, n. 15386 Ritenuto in fatto 1. La Corte d’appello di Ancona, con sentenza dell’1/10/2012, ha confermato, in punto di responsabilità, quella emessa dal Tribunale di Urbino, all’esito di giudizio abbreviato, nei confronti di C.A. per furto aggravato in danno di P.A. ed ha rimodulato la...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza del 19 marzo 2014, n. 6428. A seguito della eccezione di ultrannualità dell'azione rispetto al patito spoglio, l'onere di provare che l'azione è, invece, tempestiva grava sull'attore in reintegrazione
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza del 19 marzo 2014, n. 6428 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GOLDONI Umberto – Presidente – Dott. MAZZACANE Vincenzo – Consigliere – Dott. PETITTI Stefano – rel. Consigliere – Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Consigliere – Dott. ORICCHIO Antonio...