Consiglio di Stato sezione V sentenza 11 settembre 2015, n. 4255 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1462 del 2006, proposto da: Be.Ma., rappresentato e difeso dall’avv. Lu.Bi., con domicilio eletto presso Gi.Ba. in...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Consiglio di stato, sezione III, sentenza 14 settembre 2015, n. 4264. L’esercizio del potere di autotutela su provvedimenti che comportano illegittimo esborso di denaro pubblico prescinde da una particolare motivazione essendo l’interesse pubblico in re ipsa, nel fatto oggettivo dell’indebita erogazione di somme a carico del pubblico erario non potendo nemmeno rilevare lo stato di buona fede del percipiente per mutare la doverosità del recupero. L’emissione dell’atto, vincolato e non autoritativo, di recupero di somme erroneamente corrisposte dall’Amministrazione in mancanza di previa comunicazione dell’avvio del procedimento, pur costituendo infrazione al generale dovere di trasparenza, non costituisce causa di illegittimità dell’atto stesso, ferma restando la possibilità per l’interessato di contestare errori di conteggio e di chiedere, nel termine di prescrizione, la restituzione di quanto trattenuto
Consiglio di Stato sezione III sentenza 14 settembre 2015, n. 4264 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9037 del 2009, proposto da: Cl. Bo., Pa.Mu., Ma.Ba., rappresentati e difesi dall’avv. An.Mo., con domicilio eletto...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 4 agosto 2015, n. 34090. L’onere della richiesta per guida in stato di ebbrezza della sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica di utilità e la indicazione da parte del richiedente dell’ente presso cui svolgere il lavoro, non è, tuttavia quest’ultimo, previsto dall’art. 186, comma 9-bis, C.d.S., ove si prevede solo che l’imputato non si opponga alla sostituzione
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 4 agosto 2015, n. 34090 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ZECCA Gaetanino – Presidente Dott. BIANCHI Luisa – Consigliere Dott. MARINELLI Felicetta – rel. Consigliere Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere Dott. DOVERE...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 agosto 2015, n. 33999. Mettere in circolazione il proprio mezzo sottoposto a sequestro amministrativo fa scattare solo la sanzione amministrativa senza alcuna ripercussione penale. Non viene commesso pertanto il reato previsto dall’articolo 334 del codice penale per chi, disinteressandosi della misura cautelare reale, metta in moto l’auto e ci giriLa condotta potrebbe integrare l’ipotesi delittuosa in quanto viene elusa la finalità sanzionatoria che è rappresentata dallo stop del mezzo. Tuttavia nel caso la legge speciale, rappresentata dall’articolo 213 del codice della strada, viene fatta prevalere su quella generale dettata come ricordato dall’articolo 334 del codice penale.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 3 agosto 2015, n. 33999 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. CARCANO Domenic – Consigliere Dott. FIDELBO Giorgio – Consigliere Dott. DI SALVO Emanuel – Consigliere Dott. PATERNO’...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 agosto 2015, n. 33983. Elude un provvedimento giudiziale, così realizzando il reato di cui all’art. 388, 2° co., c.p., la donna affidataria dei figli minori che trasferisce all’estero la propria dimora senza avvertire e senza chiedere un adeguamento delle prescrizioni giudiziali, così gravemente ostacolando il diritto di visita dell’altro genitore, come definito dal giudice civile
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 3 agosto 2015, n. 33983 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. CARCANO Domenic – Consigliere Dott. PETRUZZELLIS An – rel. Consigliere Dott. DI STEFANO Pierlui – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 31 luglio 2015, n. 33882. E’ nulla la notificazione dell’avviso della conclusione delle indagini effettuata al difensore a mezzo P.E.C. anteriormente al 15.12.2014, giusta quanto stabilito dall’art. 16 D.L. 18.10.2012 n. 179, convertito dalla L. 17.12.2012 n. 221). Di conseguenza non è abnorme la restituzione del atti al pubblico ministero, disposta una volta rilevata la nullità dell’avviso ex art. 415 bis c.p.p., che rappresenta atto prodromico alla regolare emissione del decreto di citazione
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 31 luglio 2015, n. 33882 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. PAOLONI Giacomo – rel. Consigliere Dott. CAPOZZI Angelo – Consigliere Dott. BASSI...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 25 agosto 2015, n. 17119. L’omessa o infedele denuncia mensile all’INPS attraverso i modelli DM10 circa i rapporti di lavoro e retribuzioni erogate integra di per sé l’evasione contributiva e non già la meno grave omissione contributiva
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 25 agosto 2015, n. 17119 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. COLETTI DE CESARE Gabriella – Presidente Dott. MAMMONE Giovanni – rel. Consigliere Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 24 agosto 2015, n. 17117. La contestazione dell’addebito ha lo scopo di consentire al lavoratore incolpato l’immediata difesa, e deve conseguentemente, rivestire il carattere della specificità, senza l’osservanza di schemi prestabiliti e rigidi, purché siano fornite al lavoratore le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti addebitati
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 agosto 2015, n. 17117 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIDIRI Guido – Presidente Dott. MAISANO Giulio – Consigliere Dott. TRIA Lucia – Consigliere Dott. DORONZO Adriana – Consigliere Dott. GHINOY Paola –...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 7 settembre 2015, n.36039. In tema di circolazione stradale il conducente, qualora si renda conto di avere dietro alle spalle una strada che non rende percepibile l’eventuale presenza di un pedone, se non può fare a meno di effettuare la manovra, deve porsi nelle condizioni di controllare la strada, ricorrendo, se del caso alla collaborazione di terzi che, da terra, lo aiutino per consentirgli di fare la retromarcia senza alcun pericolo per gli utenti della strada. Ne consegue che, in mancanza dell’osservanza di tali regole, risponde delle lesioni o morte provocate ai pedoni
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV SENTENZA 7 settembre 2015, n.36039 Relatore dott. Claudio D’Isa Ritenuto in fatto A.G. ricorre per cassazione avverso la sentenza, indicata in epigrafe, della Corte d’appello di Palermo che, su appello del Procuratore Generale presso la stessa Corte, in riforma di quella di assoluzione, in ordine al delitto di cui...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 4 settembre 2015, n.35988. Per commettere il delitto di peculato, il pubblico ufficiale ovvero l’incaricato di pubblico servizio deve appropriarsi del denaro o della cosa mobile di cui dispone per una ragione legata all’esercizio di poteri e di doveri funzionali, in un contesto che consenta al soggetto di tenere nei confronti della cosa quei comportamenti uti dominus in cui consiste l’appropriazione. Deve ritenersi incompatibile con la presenza della ragione funzionale un possesso proveniente da un affidamento devoluto solo intuitu personae, oppure scaturito da una situazione contra legem o evidentemente abusiva, senza alcuna relazione legittima con l’oggetto materiale della condotta. (Fattispecie in cui la Suprema Corte annulla la sentenza di condanna per il delitto di peculato ascritto ad medico chirurgo, alle dipendenze dell’Azienda ospedaliera, per essersi appropriato delle somme erogate dai pazienti da lui visitati nell’esercizio dell’attività professionale svolta intramoenia: somme che egli riscuoteva senza rilasciare ricevuta e che, almeno pro quota, erano di spettanza dell’amministrazione ospedaliera
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 4 settembre 2015, n.35988 Ritenuto in fatto Con sentenza emessa in data 7 marzo 2013 la Corte d’appello di Firenze, in parziale riforma della sentenza dei G.u.p. presso il Tribunale di Pisa del 6 giugno 2011, che all’esito di rito abbreviato dichiarava B.P. colpevole dei reato di peculato...