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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 dicembre 2015, n. 24629. In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, a pena di improcedibilità del gravame, spetta alla parte opponente esperire il tentativo di mediazione obbligatoria

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 dicembre 2015, n. 24629 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIVALDI Roberta – rel. Presidente Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere Dott. CARLUCCIO Giuseppa – Consigliere Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere Dott....

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 22 dicembre 2015, n. 25767. Ammissibile l’azione del minore, volta al risarcimento di un danno che assume ingiusto, cagionatogli durante la gestazione. Tesi, che del resto neppure collide con la teoria della causalità, posto che è ben possibile che tra causa ed evento lesivo intercorra una cesura spazio-temporale, tale da differire il relativo diritto al ristoro solo al compiuto verificarsi dell’effetto pregiudizievole, purché senza il concorso determinante di concause sopravvenute ( cfr. art.41 cod. pen.). Qui la particolarità risiederebbe nel fatto che il medico sia, in ipotesi, l’autore mediato del danno, per aver privato la madre di una facoltà riconosciutale dalla legge, tramite una condotta omissiva che si ponga in rapporto diretto di causalità con la nascita indesiderata; e la soluzione verrebbe, in tal modo, ad essere identica alla diversa ipotesi della responsabilità del medico verso il nato disabile per omessa comunicazione ai genitori della pericolosità di un farmaco somministrato per stimolare l’attività riproduttiva, o di una malattia della gestante suscettibile di ripercuotersi sulla salute del feto.

Suprema Corte di Cassazione sezioni unite sentenza  22 dicembre 2015, n. 25767 Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 15 maggio 1997 i sigg. E.F. e M.B. convenivano dinanzi al Tribunale di Lucca il prof. A.V., primario di ginecologia presso l’ospedale San F.D.P., nonché la direzione generale dell’Azienda Usi n. 2 ed il...

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 dicembre 2015, n. 25606. Il contratto estimatorio è un contratto reale: ciò significa che l’accordo delle parti non è ancora sufficiente per dirsi formato il vincolo negoziale che viene ad esistenza solo al momento della consegna delle cose dal tradens all’accipiens. La struttura del rapporto, al fine di rendere effettiva la facoltà dell’accipiens di restituire in tutto o in parte le cose ricevute, impone che le parti individuino i beni in modo specifico, avvalendosi quantomeno di criteri di identificazione delle cose consegnate. Affinché il contratto sia qualificabile come estimatorio non è necessario che le parti abbiano provveduto ad identificare il termine di restituzione e neppure che i beni siano stati oggetto di stima. È invece essenziale che le parti si siano accordate sulla facoltà dell’accipiens di restituire la cosa anziché pagarne il prezzo

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 21 dicembre 2015, n. 25606 Ritenuto in fatto Il contratto estimatorio è un contratto reale: ciò significa che l’accordo delle parti non è ancora sufficiente per dirsi formato il vincolo negoziale che viene ad esistenza solo al momento della consegna delle cose dal tradens all’accipiens. La struttura del...

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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 11 dicembre 2015, n. 5643. Le società in house rappresentano sotto ogni aspetto un’articolazione in senso sostanziale dell’Amministrazione Pubblica di riferimento. Ne deriva l’applicabilità ad esse degli artt. 1, comma 2 e 63, comma 4, del D.Lgs. n. 165 del 2001, con tutto ciò che ne consegue in punto di estensione, all’organismo in house, delle previsioni relative alla giurisdizione riferibili all’Amministrazione Pubblica di riferimento

Consiglio di Stato sezione VI sentenza 11 dicembre 2015, n. 5643 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 6433 del 2015, proposto da Fl.Ce., rappresentato e difeso dagli avvocati Or.Mo. e Fa.Cr., con domicilio eletto...

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Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 14 dicembre 2015, n. 5671. Il termine di prescrizione per i crediti da lavoro dipendente è quinquennale, ai sensi dell’art. 2948, n. 4, c.c. La domanda tesa ad ottenere il diritto all’inquadramento nella qualifica superiore, deve essere formulata in maniera precisa e con indicazione delle ragioni e delle norme sulla base delle quali il superiore inquadramento deve ritenersi spettante

Consiglio di Stato sezione III sentenza 14 dicembre 2015, n. 5671 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5181 del 2010, proposto da: Re.Ar., rappresentato e difeso dall’avv. An.Sc., con domicilio eletto presso Ca.Bo. in...

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Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 3 dicembre 2015, n. 47766. La illegalità della pena, non rilevabile d’ufficio in sede di legittimità in presenza di ricorso inammissibile perché presentato fuori termine

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 3 dicembre 2015, n. 47766 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE PENALI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SANTACROCE Giorgio – Presidente Dott. AGRO’ Antonio S. – Consigliere Dott. BRUSCO Carlo Giuseppe – Consigliere Dott. CONTI Giovanni – Consigliere Dott. VECCHIO...

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 2 dicembre 2015, n. 47588. Nei reati – seppur gravi – come lo spaccio e danneggiamenti con incendi non si può contestare agli agenti l’aggravante del metodo mafioso solo perché gli illeciti sono perpetrati in forma associata. Perché possa parlarsi di circostanza aggravante prevista dall’articolo 7 del Dl 152/1991, come modificato dalla legge 203/1991 (il cosiddetto “metodo mafioso”) è necessario l’impiego della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 2 dicembre 2015, n. 47588 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TERESI Alfredo – Presidente Dott. ANDREAZZA Gastone – Consigliere Dott. ACETO Aldo – Consigliere Dott. GENTILI Andrea – rel. Consigliere Dott. PEZZELLA...