Tag: Sequestro preventivo

Spetta all’accusa, quando dispone il sequestro preventivo allargato ai fini di confisca,dimostrare la sproporzione dei beni nella disponibilità dell’indagato. Ed è sempre onere del pubblico ministero, più a monte, calcolare l’entità dei depositi bancari su cui applicare le garanzie di legge, non potendo ribaltare questa attività – anche per semplici ragioni operative – sul soggetto che subisce il provvedimento cautelare. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 19 aprile 2016, n. 16111.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 19 aprile 2016, n. 16111   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri […]

In caso di sequestro preventivo disposto di iniziativa della polizia giudiziaria, ai sensi dell’art. 321, comma 3-bis, cod. proc. pen., non vi è obbligo di dare avviso all’indagato presente al compimento dell’atto della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia ex art. 104 disp. att. cod. proc. pen. Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 13 aprile 2016, n.15453.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE S.U.P. SENTENZA 13 aprile 2016, n.15453 Ritenuto in fatto Con ordinanza in data 17 dicembre 2014, il Tribunale di Cagliari rigettava la richiesta di riesame proposta nell’interesse di […]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 10 febbraio 2016, n. 5488. La valutazione di sproporzione dei beni posseduti rispetto ai redditi dichiarati deve essere riferita al tempo in cui il denaro e gli altri cespiti entrano nella disponibilità dell’indagato e non invece al momento successivo in cui viene disposta la confisca ex art. 12-sexies d.l. n. 306 del 1992

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 10 febbraio 2016, n. 5488 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 29 gennaio 2016, n. 4064. Deve escludersi che la confisca (ed il sequestro preventivo ad essa finalizzato) disposta nei confronti della società che ha partecipato alla fusione per incorporazione, si estenda automaticamente alla società incorporante, solo sulla base della regola, fissata in sede civilistica dall’art. 2504 bis, c.c., secondo cui “la società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione”

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 29 gennaio 2016, n. 4064 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 27 gennaio 2016, n. 3563. Il sequestro preventivo non può essere applicato alla società di comodo attraverso la quale il fallito continui a svolgere la propria attività imprenditoriale

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 27 gennaio 2016, n. 3563 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 15 gennaio 2016, n. 1365. In assenza di una preventiva ricerca del profitto del reato nell’ambito del patrimonio della persona giuridica e di indicazioni da parte dell’indagato – il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni appartenenti al legale rappresentante di una persona giuridica per le violazioni tributarie commesse a vantaggio della società

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 15 gennaio 2016, n. 1365 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 13 novembre 2015, n. 45341. In tema di riesame delle misure cautelari reali, il rinvio contenuto nell’art. 324, comma secondo, cod. proc. pen. alle forme previste dall’art. 582, comma secondo, cod. proc. pen., secondo cui le parti private e i difensori possono presentare l’atto di impugnazione anche nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano, pur se questo è diverso da quello in cui è stato emesso il provvedimento, implica che, una volta avvenuta la presentazione della richiesta di riesame in tali uffici entro il termine di dieci giorni dalla data di esecuzione del sequestro, è del tutto irrilevante, ai fini della tempestività del gravame, che l’atto pervenga o meno entro lo stesso termine al tribunale competente del capoluogo di provincia nel quale ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 13 novembre 2015, n. 45341 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 novembre 2015, n. 46162. È legittimo il sequestro per equivalente nei confronti dell’Ente “indagato” per reato associativo, ma la motivazione sull’esistenza dell’associazione dev’essere rigorosa. Ove il sequestro del profitto del reato venga disposto in relazione al solo reato associativo transnazionale (non potendo essere applicato con riferimento ai reati fiscali rientranti nel programma criminoso) è imprescindibile motivare sull’esistenza dell’associazione a delinquere, ben potendosi disporre il sequestro in caso di responsabilità amministrativa da reato ove all’Ente venga contestato il solo reato di cui all’art. 416 c.p.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 23 novembre 2015, n. 46162 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 novembre 2015, n. 45279. In tema di reati tributari è integrato il reato di indebita compensazione nel caso in cui difetti la connessione tra i costi sostenuti e gli impianti o le attrezzature oggetto dell’agevolazione prevista dalla d. lgs. n. 296 del 2006, non comprovata dalla produzione delle sole fatture passive, ove sussistano plurimi indici di assenza di alcun radicamento territoriale nelle aree geografiche per le quali è previsto il credito di imposta della società contribuente, considerando che l’attribuzione dei crediti di imposta è necessariamente discendente dalla acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate, tra le altre, nell’area territoriale prevista dall’art. 1, comma 271 del d.lgs. n. 296 del 2006

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 12 novembre 2015, n. 45279 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 28 settembre 2015, n. 39188. Richiesto alle Sezioni Unite penali di fornire la propria interpretazione sul diritto o meno di assistenza da parte del difensore nella fase del sequestro eseguito dalla polizia giudiziaria per sua iniziativa

Suprema Corte di Cassazione sezione III ordinanza 28 settembre 2015, n. 39188 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 26 agosto 2015, n. 35765. Le condotte diffamatorie, non accompagnate da uno stato di ansia o paura nelle persone offese, non sono idonee ad integrare il delitto in esame, non potendo lo stesso peraltro il predetto stato desumersi dalle “massime di comune esperienza”

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 26 agosto 2015, n. 35765 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 28 luglio 2015, n. 33041. E’ammissibile la richiesta di riesame presentata, ai sensi dell’art. 324 cod. proc. pen., avverso il decreto di sequestro preventivo dal difensore di fiducia nominato dal rappresentante dell’ente secondo il disposto dell’art. 96 cod. proc. pen. ed in assenza di un previo atto formale di costituzione a norma dell’art. 39 d.lgs 231/2001, a condizione che, precedentemente o contestualmente alla esecuzione del sequestro, non sia stata comunicata l’informazione di garanzia prevista dall’art. 57 del decreto legislativo medesimo. E’ inammissibile, per difetto di legittimazione rilevabile di ufficio ai sensi dell’art. 591 cod. proc. pen., la richiesta di riesame di decreto di sequestro preventivo presentata dal difensore dell’ente nominato dal rappresentante che sia indagato o imputato del reato da cui dipende l’illecito amministrativo, stante il generale e assoluto divieto di rappresentanza posto dall’art. 39, comma 1, del d.lgs. n. 231/2001.

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 28 luglio 2015, n. 33041 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE PENALI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 luglio 2015, n. 33235. Non è ricorribile in cassazione, per il principio di tassatività delle impugnazioni, il provvedimento con cui la Corte d’appello si pronuncia, ai sensi dell’art. 27 del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, sulla richiesta del pubblico ministero di sospensione dell’esecutività del decreto di revoca del sequestro

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 28 luglio 2015, n. 33235 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 27 luglio 2015, n. 32714. In tema di reati edilizi, il sequestro preventivo perde efficacia con la sentenza di condanna non definitiva e i beni devono essere restituiti all’avente diritto

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 27 luglio 2015, n. 32714 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]