querela di falso

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Corte di Cassazione, sezione seconda civile, ordinanza 2 ottobre 2017, n. 22979. Nel giudizio di falso e l’intervento del pubblico ministero

Nel giudizio di falso, l'intervento del pubblico ministero e' necessario nella fase relativa all'accertamento del falso e non anche nella fase preliminare in cui si decide dell'ammissibilita' dell'azione e della [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 25 novembre 2015, n. 24005. La denunzia dell’abusivo riempimento di un foglio firmato in bianco postula la proposizione del rimedio della querela di falso tutte le volte in cui il riempimento risulti avvenuto absgue pactis o sine pactis, ipotesi che ricorre anche quando la difformità della dichiarazione rispetto alla convenzione sia tale da travolgere qualsiasi collegamento tra la dichiarazione stessa e la sottoscrizione. Tale rimedio processuale non è necessario invece nell’ipotesi del riempimento contra pacta, ossia in caso di mancata corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto s’intendeva, invece, dichiarare

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 25 novembre 2015, n. 24005 Fatto e diritto Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 8 settembre 2015, la seguente proposta [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 settembre 2015, n. 17542. Nel giudizio di appello relativo alla querela di falso e necessario che la pendenza del processo venga comunicata al P.M. presso il giudice “ad quem”, affinché egli sia posto in grado di intervenire, ai sensi dell’art. 221, co. 3, c.p.c., derivandone, in mancanza, la nullità del procedimento

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza  3 settembre 2015, n. 17542 Ritenuto in fatto 1. Con atto di citazione notificato il 28.7.2010, A.J.T. proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 18 maggio 2015, n. 10171. La copia del testamento in carta carbone non può valere come olografo

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 18 maggio 2015, n. 10171 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 23 dicembre 2014, n. 27353. Il riconoscimento tacito di un testamento olografo intervenuto nel corso di un giudizio poi passato in giudicato, non preclude l’azione di querela di falso nei confronti del medesimo documento, tesa all’accertamento della sua falsa autenticità. Ciò in quanto la querela di falso ha ad oggetto l’eliminazione dell’efficacia probatoria attribuita ex art. 2702 c.c. alla scrittura privata riconosciuta

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 23 dicembre 2014, n. 27353 Ritenuto in  fatto Con atto di citazione per querela di falso ritualmente notificato L.P. e M.P. convenivano in [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 27 novembre 2014, n. 25213. Se a fronte di una dichiarazione di quietanza proveniente dal creditore, volta a riconoscere il pagamento di una somma e quindi il soddisfacimento, totale o parziale del suo credito, la prova testimoniale o per presunzioni diretta a dimostrare il contrario, vale a dire che la somma non sia stata in effetti pagata, deve ritenersi inammissibile nel rispetto della previsione degli artt. 2726 e 2729 cc, tali limiti non si applicano invece quando il pagamento rilevi come fatto storico, quando cioè non si miri a provare il mancato pagamento in sé – circostanza questa, contrastante con il contenuto della quietanza, come tale insuscettibile di essere provata a mezzo di testimonianze e presunzioni – ma si intenda invece provare, circostanze differenti, quali l’effettuazione del pagamento in un diverso momento storico nell’ambito di una più complessa fattispecie maturatasi nel tempo

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza  27 novembre 2014, n. 25213 Svolgimento del processo Con citazione notificata in data 1.3.2000 R.L. conveniva in giudizio L.A. al fine di ottenere [...]

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 20 novembre 2014, n. 32. La forza fidefacente del verbale sezionale, in quanto atto pubblico, non può essere validamente contrastata se non mediante l’esperimento della querela di falso, e pertanto nessun rilievo probatorio può riconoscersi alle dichiarazioni sostitutive dell’atto notorio. In tali casi, anche l’acquisizione officiosa degli atti del procedimento si rivelerebbe inutile, per l’evidente difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a desumerne la fondatezza della doglianza. Per la peculiarità del contenzioso elettorale, quando si richieda l’accertamento giudiziale delle illegittimità eventualmente commesse dalla sezione elettorale nella attribuzione dei suffragi o nella valutazione di validità o invalidità dei voti espressi, non potrà mai compiersi attribuendo valore dirimente alla prova testimoniale, senza procedere alla acquisizione e verifica diretta del materiale in contestazione da parte del giudice. Ove, infatti, sia materialmente possibile l’accesso del giudice al fatto, ossia al documento che contiene la vera prova dell’errore, non è consentito al giudice pervenire ad un legittimo convincimento sulla base di una rappresentazione indiretta del fatto medesimo

CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 novembre 2014, n. 32   SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 26 di A.P. del 2014, proposto da: Ronga Ugo quale candidato [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 196 del 9 gennaio 2014. La necessità che la querela di falso sia confermata nella prima udienza, prevista dall’art. 99 disp. att. cpc sussiste soltanto nel caso di querela proposta in via principale. La suddetta conferma non è invece necessaria nel caso di querela proposta in via incidentale dinanzi al giudice di pace, e di successiva riassunzione del giudizio di falso dinanzi al Tribunale, ai sensi dell’art. 313 cpc

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA n. 196 del  9 gennaio 2014 ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 8353-2008 proposto da: M.B. (OMISSIS), domiciliato ex lege in ROMA, [...]