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La circostanza aggravante della premeditazione richiede due elementi: uno, ideologico o psicologico, consistente nel perdurare, nell’animo del soggetto, di una risoluzione criminosa ferma e irrevocabile; l’altro, cronologico, rappresentato dal trascorrere – fra l’insorgenza e l’attuazione di tale proposito – di un intervallo di tempo apprezzabile, la cui consistenza minima non può essere in astratto rigidamente determinata, ma deve risultare in concreto sufficiente a far riflettere l’agente sulla decisione presa e a consentire il prevalere dei motivi inibitori su quelli a delinquere. Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 maggio 2016, n. 18460.

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 maggio 2016, n. 18460 Ritenuto in fatto 1. C.S. veniva condannato dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catania, con sentenza confermata [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 19 novembre 2015, n. 45935. In caso di custodia cautelare in carcere il giudice deve motivare sull’inidoneità degli arresti domiciliari “aggravati”. Alla luce del nuovo art. 275, comma 3-bis, c.p.p., annullata l’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere in ragione dell’omessa motivazione circa l’idoneità o meno nel caso concreto della misura degli arresti domiciliari con le procedure di controllo, ex art. 275-bis, comma 1, c.p.p.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 19 novembre 2015, n. 45935 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 4 novembre 2015, n. 44562. La perdita di vista, anche momentanea del bene oggetto del furto da parte di chi ne ha il legittimo possesso, determina una condizione di minorata difesa, idonea ad integrare l’aggravante della destrezza di cui all’art. 625 n. 4 cp.

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 4 novembre 2015, n. 44562 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 12 novembre 2015, n. 45261 . La circostanza aggravante dei futili motivi sussiste ove la determinazione criminosa sia stata indotta da uno stimolo esterno di tale levità, banalità e sproporzione, rispetto alla gravità del reato, da apparire, secondo il comune modo di sentire, assolutamente insufficiente a provocare l’azione criminosa e da potersi considerare, più che una causa determinante dell’evento, un mero pretesto per lo sfogo di un impulso violento

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 12 novembre 2015, n. 45261 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 28/3/2014, la Corte di appello di Bologna confermava la pronuncia emessa [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2015, n. 44452. In tema di vendita e cessione, di un campione di circa 78 grammi di cocaina e di un quantitativo di circa chilogrammi 5 di eroina, seppure la circostanza aggravante, di cui all’art. 61 n. 9 c.p. per avere il coimputato, sovrintendente della polizia di Stato, commesso il fatto con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzionela, non presuppone necessariamente che il reato sia commesso in relazione al compimento di atti rientranti nella sfera di competenza dei pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, ne’ l’attualità dell’esercizio della funzione o dei servizio, ai fini della stessa, è necessario che la commissione del fatto sia stata quanto meno facilitata od agevolata dall’esercizio dei poteri o dalla violazione dei doveri non essendo dunque sufficiente che in capo a chi commetta un qualsivoglia reato sussista la veste di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 4 novembre 2015, n. 44452 Ritenuto in fatto 1. A.N. ha proposto, tramite il proprio difensore, ricorso nei confronti della sentenza della Corte [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, 28 ottobre 2015, n. 43464. L’addetto alla lavorazione della Posta prioritaria presso un centro di meccanizzazione postale con le mansioni di smistamento e ripartizione dei plichi svolge sole mansioni esecutive e d’ordine, prive di qualsiasi carattere di autonomia e decisionalità. Pertanto, la relativa condotta appropriativa deve essere ricondotta alla meno grave ipotesi di cui all’art. 646 cod. pen. aggravata dall’abuso della relazione di ufficio e prestazione d’opera ai sensi dell’art. 61 comma 11 cod. pen., e non di peculato, non rivestendo la qualifica di incaricato di pubblico servizio

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 28 ottobre 2015, n. 43464 Ritenuto in fatto Con sentenza del 18.2.2015 la Corte di appello di Genova, a seguito di gravame interposto [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 22 ottobre 2015, n. 42581. Ai fini della configurabilità dell’aggravante prevista dall’ultimo comma dell’art. 614 cod. pen. (fatto commesso con violenza su persone o cose o da soggetto armato) non è sufficiente un rapporto occasionale tra gli atti di violenza e la violazione di domicilio, ma occorre un nesso teleologico tra le due azioni. Ne consegue che se la violenza è usata non per entrare o intrattenersi nell’altrui abitazione, ma per commettere un altro reato, la violazione è aggravata ai sensi dell’art. 61 n. 2 stesso codice e il reato è procedibile a querela

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 22 ottobre 2015, n. 42581 Ritenuto in fatto Il difensore di G. M. ricorre avverso la pronuncia indicata in epigrafe, recante la parziale [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 14 ottobre 2015, n. 41284 . Sussiste l’aggravante di cui all’art. 585/2 n. 2 c.p. anche nel caso in cui le lesioni siano procurate con l’uso di uno strumento atto ad offendere, quale una stampella di deambulazione

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE V SENTENZA 14 ottobre 2015, n. 41284 Ritenuto in fatto Con sentenza emessa in data 26.3.2014 il Giudice Unico dei Tribunale di Bergamo dichiarava non [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 16 settembre 2015, n. 37606. Sussiste la fattispecie di omicidio sorretto da dolo diretto ed alternativo, e non quello di lesioni personali, se il tipo di arma impiegata e specificamente l’idoneità offensiva della medesima, la sede corporea della vittima raggiunta dal colpo di arma e la profondità della ferita inferta inducano a ritenere la sussistenza, in capo all’agente, dell’animus necandi, con la conseguenza che risponde di omicidio con dolo diretto alternativo chi prevede e vuole, come scelta sostanzialmente equipollente, la morte o il grave ferimento della vittima

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I Sentenza 16 settembre 2015, n. 37606   Ritenuto in fatto   1. Poco dopo le ore 17,00 del 2 dicembre 2011 E.M.H. , dopo [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 10 luglio 2015, n. 29828. È regolare la notifica del decreto di citazione del giudizio di appello operata a mezzo fax dell’avvocato di fiducia presso il quale l’imputato ha eletto domicilio, essendo irrilevante che nel frattempo il difensore abbia modificato il proprio numero di telefono se tale cambiamento non è stato adeguatamente portato a conoscenza dell’autorità giudiziaria procedente

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 10 luglio 2015, n. 29828 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

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