Il delitto di maltrattamenti previsto dall’art. 572 c.p. può trovare applicazione nei rapporti di tipo lavorativo, a condizione che sussista il presupposto della parafamiliarità, intesa come sottoposizione di una persona all’autorità di altra in un contesto di prossimità permanente, di abitudini di vita proprie e comuni alle comunità familiari, nonché di affidamento, fiducia e soggezione...
Categoria: Sezioni Diritto
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 16 novembre 2016, n. 23348
Legittimo il licenziamento del dipendente che viola la clausola di esclusiva con la Rai lavorando per un’ emittente concorrente più volte e anche durante la malattia. Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 16 novembre 2016, n. 23348 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi...
Corte di Cassazione, sezioni unite civile, sentenza 16 novembre 2016, n. 23304
Le associazioni dei consumatori possono intervenire ad adiuvandum nei giudizi promossi da singoli privati anche prima che venisse introdotta la class action Suprema Corte di Cassazione sezioni unite civile sentenza 16 novembre 2016, n. 23304 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 10 novembre 2016, n. 47562
Depenalizzato l’insulto al sindaco al quale si può dire in dialetto “siamo considerati un paisi picchi avemu un cretinu che ni rappresenta” Suprema Corte di Cassazione sezione V penale sentenza 10 novembre 2016, n. 47562 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 10 novembre 2016, n. 47506
Al fine di ritenere scriminata una condotta astrattamente diffamatoria “l’esercizio del diritto di critica storica postula l’uso del metodo scientifico che implica l’esaustiva ricerca del materiale utilizzabile, lo studio delle fonti di provenienza e il ricorso ad un linguaggio corretto e scevro da polemiche personali. Ne deriva che il giudice al fine di stabilire il...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 9 novembre 2016, n. 47216
Dalla pubblicazione della sentenza di condanna sul sito internet del Ministero della Giustizia non può dipendere il godimento della sospensione condizionale della pena principale, potendo esso essere subordinato soltanto alla pubblicazione sulla stampa periodica della sentenza a titolo di riparazione del danno Suprema Corte di Cassazione sezione I penale sentenza 9 novembre 2016, n....
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 9 novembre 2016, n. 46940
È precluso al G.I.P. il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. dopo la presentazione dell’opposizione al decreto penale. É quanto stabilito con la sentenza della Cassazione penale del 9 novembre 2016, n. 46940, in conformità all’orientamento stabilito dalle Sezioni Unite. Analizzando altre pronunce recenti delle sezioni semplici si nota, tuttavia, come non siano affatto sopite interpretazioni...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 7 ottobre 2016, n. 42433
In tema di pornografia minorile, affinché sussista il reato di divulgazione di materiale pedopornografico di cui all’articolo 600-ter, comma 3, del Cp, non è sufficiente l’utilizzo per lo scaricamento di files da Internet di programmi di condivisione, quale il programma e-mule, giacché tale utilizzo, di per sé, in assenza di ulteriori elementi, non può implicare...
Corte di Cassazione, sezioni unite civile, sentenza 16 novembre 2016, n. 23300
Rientra nella categoria delle vittime del dovere il militare che in ferma prolungata e in missione abbia contratto una patologia letale Suprema Corte di Cassazione sezioni unite civile sentenza 16 novembre 2016, n. 23300 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:...
Corte di Cassazione, sezioni unite civile, sentenza 16 novembre 2016, n. 23298
Nelle ipotesi di conversione del contratto a tempo determinato illegittimo, l’articolo 32 della legge 183/2010 che limita il risarcimento del danno – stabilendo un’indennità onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto (comma poi abrogato dal Jobs act che ha agganciato l’indennità all’ultima...






