Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 30 novembre 2017, n. 53992. Il reato di abbandono di persone minori o incapaci è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente
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Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 30 novembre 2017, n. 53992. Il reato di abbandono di persone minori o incapaci è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente

Il reato di abbandono di persone minori o incapaci è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo sempre che l’agente abbia la consapevolezza...

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 4 dicembre 2017, n. 5691. Così come nel giudizio civile, anche nel giudizio amministrativo, la soccombenza solo teorica non sia condizione sufficiente per la proposizione dell’appello, essendo necessaria la soccombenza sostanziale o pratica
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Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 4 dicembre 2017, n. 5691. Così come nel giudizio civile, anche nel giudizio amministrativo, la soccombenza solo teorica non sia condizione sufficiente per la proposizione dell’appello, essendo necessaria la soccombenza sostanziale o pratica

Così come nel giudizio civile, anche nel giudizio amministrativo, la soccombenza solo teorica non sia condizione sufficiente per la proposizione dell’appello, essendo necessaria la soccombenza sostanziale o pratica. Sentenza 4 dicembre 2017, n. 5691 Data udienza 19 ottobre 2017 Integrale Processo amministrativo – Impugnative – Appello – Soccombenza sostanziale o pratica – Necessità REPUBBLICA ITALIANA...

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Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 23 novembre 2017, n. 53332. Il delitto di millantato credito si differenzia da quello di traffico di influenze in quanto presuppone che non esista il credito né la relazione con il pubblico ufficiale e tanto meno l’influenza

Il delitto di millantato credito si differenzia da quello di traffico di influenze, di cui all’art. 346 bis cod. pen. in quanto presuppone che non esista il credito né la relazione con il pubblico ufficiale e tanto meno l’influenza; mentre il traffico di influenze postula una situazione fattuale nella quale la relazione sia esistente, al...

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 4 dicembre 2017, n. 5694. Il giudice amministrativo sulle valutazioni tecniche compiute dall’Amministrazione  e’ tenuto, secondo un’ormai consolidata giurisprudenza, ad un sindacato c.d. debole
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Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza 4 dicembre 2017, n. 5694. Il giudice amministrativo sulle valutazioni tecniche compiute dall’Amministrazione e’ tenuto, secondo un’ormai consolidata giurisprudenza, ad un sindacato c.d. debole

Il giudice amministrativo sulle valutazioni tecniche compiute dall’Amministrazione e’ tenuto, secondo un’ormai consolidata giurisprudenza, ad un sindacato c.d. debole, implicante un limite alla statuizione finale, nel senso che, dopo avere accertato in modo pieno i fatti ed avere verificato il processo logico-valutativo svolto dall’Autorita’ in base a regole tecniche o del buon agire amministrativo, anch’esse...

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Corte Costituzionale, sentenza n. 268 del 14 dicembre 2017.

Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti...

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Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 14 dicembre 2017, n. 30075. Ai fini dell’applicabilità delle norme sull’assicurazione obbligatoria della r.c.a., la sosta può essere equiparata alla circolazione solo se il sinistro sia eziologicamente ricollegabile ad essa e non ad una causa autonoma – ivi compreso il fortuito

Una corretta lettura della norma di cui all’art. 2054 c.c. conduce a ritenere del tutto indifferente, affinché lo si possa considerare “in circolazione”, che un veicolo sia in marcia ovvero in sosta in luoghi ove si svolga il traffico veicolare, dovendosi qualificare come “scontro” qualsiasi urto tra due (o più) veicoli in marcia ovvero tra...

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Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 13 dicembre 2017, n. 55525. La condotta di colui che ometta di comunicare all’istituto erogante il trattamento pensionistico il decesso del congiunto titolare dello stesso

Integra la fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e non di truffa aggravata, per assenza di un comportamento fraudolento in aggiunta al mero silenzio, la condotta di colui che ometta di comunicare all’istituto erogante il trattamento pensionistico il decesso del congiunto titolare dello stesso, così continuando a percepirlo indebitamente. Sentenza 13...

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 15 dicembre 2017, n. 30252. Il criterio di collegamento stabilito dall’art. 11 c.p.p., richiamato dall’art. 3, primo comma, della L. n. 89/2001
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Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 15 dicembre 2017, n. 30252. Il criterio di collegamento stabilito dall’art. 11 c.p.p., richiamato dall’art. 3, primo comma, della L. n. 89/2001

Il criterio di collegamento stabilito dall’art. 11 c.p.p., richiamato dall’art. 3, primo comma, della L. n. 89/2001, va applicato con riferimento al luogo in cui ha sede il giudice di merito, ordinario o speciale, dinanzi al quale ha avuto inizio il giudizio “presupposto”. Ordinanza 15 dicembre 2017, n. 30252 Data udienza 5 ottobre 2017 REPUBBLICA...

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 18 dicembre 2017, n. 30304. La presenza di una congrua motivazione del Giudice di merito sull’applicazione del raddoppio del compenso del C.T.U., allorché sia razionale e adeguata, è insindacabile dal Giudice di legittimità
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Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 18 dicembre 2017, n. 30304. La presenza di una congrua motivazione del Giudice di merito sull’applicazione del raddoppio del compenso del C.T.U., allorché sia razionale e adeguata, è insindacabile dal Giudice di legittimità

La presenza di una congrua motivazione del Giudice di merito sull’applicazione del raddoppio del compenso del C.T.U., allorché sia razionale e adeguata, è insindacabile dal Giudice di legittimità Sentenza 18 dicembre 2017, n. 30304 Data udienza 16 febbraio 2017 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta...

Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 18 dicembre 2017, n. 30315. In base alla nuova formulazione dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., è consentito denunciare in Cassazione solo il vizio specifico relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario
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Corte di Cassazione, sezione seconda civile, sentenza 18 dicembre 2017, n. 30315. In base alla nuova formulazione dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., è consentito denunciare in Cassazione solo il vizio specifico relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario

In base alla nuova formulazione dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., è consentito denunciare in Cassazione solo il vizio specifico relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che sia stato oggetto di discussione tra le parti, ed abbia carattere...