Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 16 marzo 2018, n.12409. Qualora il beneficiario dell’assegno sociale non comunichi all’ente erogatore il proprio allontanamento dal territorio nazionale per più di un mese la percezione della provvidenza diviene “indebita”
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Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 16 marzo 2018, n.12409. Qualora il beneficiario dell’assegno sociale non comunichi all’ente erogatore il proprio allontanamento dal territorio nazionale per più di un mese la percezione della provvidenza diviene “indebita”

Qualora il beneficiario dell’assegno sociale non comunichi all’ente erogatore il proprio allontanamento dal territorio nazionale per più di un mese la percezione della provvidenza diviene “indebita” e si ritiene integrato il fumus commissi delicti del reato di cui all’art. 316-ter cod. pen.. che giustifica il sequestro delle somme indebitamente percepite. CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI...

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 12 marzo 2018, n. 5906. Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi della L. Fall., articolo 182 ter, nel testo vigente prima della novella introdotta dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, comma 81
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Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 12 marzo 2018, n. 5906. Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi della L. Fall., articolo 182 ter, nel testo vigente prima della novella introdotta dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, comma 81

Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi della L. Fall., articolo 182 ter, nel testo vigente prima della novella introdotta dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, comma 81, – il proponente, fermo restando l’obbligo del pagamento integrale dell’IVA e delle ritenute non versate, ricorrendo i presupposti della L. Fall., articolo 160,...

Consiglio di Stato, sezione terza, sentenza 26 marzo 2018, n. 1882. Il mancato rispetto del termine di sessanta giorni per la stipulazione negoziale non integra di per sé un’ipotesi di responsabilità precontrattuale
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Consiglio di Stato, sezione terza, sentenza 26 marzo 2018, n. 1882. Il mancato rispetto del termine di sessanta giorni per la stipulazione negoziale non integra di per sé un’ipotesi di responsabilità precontrattuale

Il mancato rispetto del termine di sessanta giorni per la stipulazione negoziale non integra di per sé un’ipotesi di responsabilità precontrattuale, spettando al presunto danneggiato dimostrare che il ritardo nella stipulazione sia manifestazione di una condotta antigiuridica dell’amministrazione lesiva del proprio legittimo affidamento. Sentenza 26 marzo 2018, n. 1882 Data udienza 8 febbraio 2018 REPUBBLICA...

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Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 12 marzo 2018, n. 5894. Nell’ipotesi di trascrizione del matrimonio canonico, eseguita dall’ufficiale di stato civile su ordine del tribunale

Nell’ipotesi di trascrizione del matrimonio canonico, eseguita dall’ufficiale di stato civile su ordine del tribunale, adito con ricorso di un solo nubendo in sede di procedimento camerale, il soggetto che si ritenga leso da tale trascrizione può agire con l’azione ordinaria di cognizione volta all’accertamento della nullità della trascrizione stessa, allorché assuma che questa sia...

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Corte di Cassazione, sezione prima civile, sentenza 12 marzo 2018, n. 5889. All’assegno circolare non si applica il termine di otto giorni previsto per l’incasso dell’assegno bancario.

All’assegno circolare non si applica il termine di otto giorni previsto per l’incasso dell’assegno bancario. Inoltre, l’azione del beneficiario contro la banca emittente si prescrive nel termine di tre anni dall’emissione. Ed è soltanto da questo momento che decorre il termine di prescrizione decennale per richiederne l’importo da parte di chi lo ha firmato. Sentenza...

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 6 marzo 2018, n. 10123. È qualificabile come appello, e non come ricorso per cassazione, l’impugnazione proposta dall’imputato avverso la sentenza del Giudice di pace che lo abbia condannato ad una pena pecuniaria e al risarcimento del danno in favore della parte civile anche qualora non sia impugnato il capo relativo alle statuizioni civili
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Corte di Cassazione, sezione quinta penale, sentenza 6 marzo 2018, n. 10123. È qualificabile come appello, e non come ricorso per cassazione, l’impugnazione proposta dall’imputato avverso la sentenza del Giudice di pace che lo abbia condannato ad una pena pecuniaria e al risarcimento del danno in favore della parte civile anche qualora non sia impugnato il capo relativo alle statuizioni civili

È qualificabile come appello, e non come ricorso per cassazione, l’impugnazione proposta dall’imputato avverso la sentenza del Giudice di pace che lo abbia condannato ad una pena pecuniaria e al risarcimento del danno in favore della parte civile anche qualora non sia impugnato il capo relativo alle statuizioni civili, in virtù dell’art. 574, comma 4,...

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 16 febbraio 2018, n. 7639. Gli atti persecutori realizzati in danno del lavoratore dipendente e finalizzati alla sua emarginazione (c.d. mobbing) possono integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia esclusivamente qualora il rapporto tra il datore di lavoro e il dipendente assuma natura para -familiare
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Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 16 febbraio 2018, n. 7639. Gli atti persecutori realizzati in danno del lavoratore dipendente e finalizzati alla sua emarginazione (c.d. mobbing) possono integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia esclusivamente qualora il rapporto tra il datore di lavoro e il dipendente assuma natura para -familiare

Gli atti persecutori realizzati in danno del lavoratore dipendente e finalizzati alla sua emarginazione (c.d. mobbing) possono integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia esclusivamente qualora il rapporto tra il datore di lavoro e il dipendente assuma natura para -familiare, in quanto caratterizzato da relazioni intense ed abituali, dal formarsi di consuetudine di vita tra...

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 26 marzo 2018, n. 1881. L’obbligo di provvedere, gravante sul Comune in caso di decadenza di vincolo preordinato all’esproprio, va assolto mediante l’adozione di una variante specifica o di una variante generale
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Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 26 marzo 2018, n. 1881. L’obbligo di provvedere, gravante sul Comune in caso di decadenza di vincolo preordinato all’esproprio, va assolto mediante l’adozione di una variante specifica o di una variante generale

L’obbligo di provvedere, gravante sul Comune in caso di decadenza di vincolo preordinato all’esproprio, va assolto mediante l’adozione di una variante specifica o di una variante generale, gli unici strumenti che consentono alle Amministrazioni comunali di verificare la persistente compatibilità delle destinazioni già impresse ad aree situate nelle zone più diverse del territorio comunale, rispetto...

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 23 marzo 2018, n.13849. Nel concetto di mezzi di sussistenza, rientrano non solo i mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l’alloggio)
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Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 23 marzo 2018, n.13849. Nel concetto di mezzi di sussistenza, rientrano non solo i mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l’alloggio)

Nel concetto di mezzi di sussistenza, rientrano non solo i mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l’alloggio), ma anche gli strumenti che consentano, in rapporto alle reali capacità economiche e al regime di vita personale del soggetto obbligato, un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana. SENTENZA 23...

Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 7 marzo 2018, n. 10446. L’edificio scolastico che presenta problemi di stabilità e sicurezza per gli alunni non può essere sequestrato nell’ambito del procedimento penale disposto nei confronti degli amministratori locali per rifiuto di atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici pericolanti, qualora vi sia già stato il trasferimento degli studenti in un altro stabile
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Corte di Cassazione, sezione sesta penale, sentenza 7 marzo 2018, n. 10446. L’edificio scolastico che presenta problemi di stabilità e sicurezza per gli alunni non può essere sequestrato nell’ambito del procedimento penale disposto nei confronti degli amministratori locali per rifiuto di atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici pericolanti, qualora vi sia già stato il trasferimento degli studenti in un altro stabile

L’edificio scolastico che presenta problemi di stabilità e sicurezza per gli alunni non può essere sequestrato nell’ambito del procedimento penale disposto nei confronti degli amministratori locali per rifiuto di atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici pericolanti, qualora vi sia già stato il trasferimento degli studenti in un altro stabile e siano già iniziati...