Il delitto di concussione si perfeziona alternativamente con la promessa o con la dazione indebita per effetto dell’attività di costrizione o di induzione del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio
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Il delitto di concussione si perfeziona alternativamente con la promessa o con la dazione indebita per effetto dell’attività di costrizione o di induzione del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 10 aprile 2018, n. 15792. Il delitto di concussione si perfeziona alternativamente con la promessa o con la dazione indebita per effetto dell’attività di costrizione o di induzione del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio, sicché, se tali atti si susseguono, il momento consumativo si cristallizza nell’ultimo,...

In materia di misure di prevenzione patrimoniale e’ configurabile la buona fede del terzo creditore che vanta sul bene un diritto di garanzia reale sorto antecedentemente al provvedimento di confisca
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In materia di misure di prevenzione patrimoniale e’ configurabile la buona fede del terzo creditore che vanta sul bene un diritto di garanzia reale sorto antecedentemente al provvedimento di confisca

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 9 aprile 2018, n. 15706. In materia di misure di prevenzione patrimoniale e’ configurabile la buona fede del terzo creditore che vanta sul bene un diritto di garanzia reale sorto antecedentemente al provvedimento di confisca, soltanto nel caso in cui, avendo riguardo alla particolare attivita’ svolta dal medesimo,...

In tema di responsabilità di reato degli enti societari il fallimento della persona giuridica non determina l’estinzione dell’illecito amministrativo al Dlgs 231/2001 e la sanzione irrogata nel corso del fallimento legittima lo Stato al recupero dell’importo di natura economica attraverso l’insinuazione al passivo.
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In tema di responsabilità di reato degli enti societari il fallimento della persona giuridica non determina l’estinzione dell’illecito amministrativo al Dlgs 231/2001 e la sanzione irrogata nel corso del fallimento legittima lo Stato al recupero dell’importo di natura economica attraverso l’insinuazione al passivo.

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 9 aprile 2018, n. 15788. In tema di responsabilità di reato degli enti societari il fallimento della persona giuridica non determina l’estinzione dell’illecito amministrativo al Dlgs 231/2001 e la sanzione irrogata nel corso del fallimento legittima lo Stato al recupero dell’importo di natura economica attraverso l’insinuazione al passivo....

In un giudizio di revisione non possono essere considerate ‘nuove prove’ quelle che comunque non sortirebbero un effetto positivo.
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In un giudizio di revisione non possono essere considerate ‘nuove prove’ quelle che comunque non sortirebbero un effetto positivo.

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 9 aprile 2018, n. 15700. In un giudizio di revisione non possono essere considerate ‘nuove prove’ quelle che comunque non sortirebbero un effetto positivo. Sentenza 9 aprile 2018, n. 15700 Data udienza 26 gennaio 2018 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE...

La declaratoria di illegittima costituzionale dell’articolo 181, comma 1 bis,  Decreto Legislativo n. 42 del 2004
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La declaratoria di illegittima costituzionale dell’articolo 181, comma 1 bis, Decreto Legislativo n. 42 del 2004

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 9 aprile 2018, n. 15758. Con sentenza della Corte cost. n. 56 del 11/01/2016, pubblicata sulla G.U. del 30/03/2016, e’ stata dichiarata l’illegittimita’ costituzionale dell’articolo 181, comma 1 bis, Decreto Legislativo n. 42 del 2004 nella parte in cui lo stesso prevede: “: a) ricadano su immobili od...

L’art. 31 t.u., nell’individuare i soggetti colpiti dalle misure repressive nel proprietario e nel responsabile dell’abuso, considera quale soggetto passivo dell’ordine di demolizione il soggetto che ha il potere di rimuovere concretamente l’abuso, potere che compete indubbiamente al proprietario, anche se non responsabile in via diretta.
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L’art. 31 t.u., nell’individuare i soggetti colpiti dalle misure repressive nel proprietario e nel responsabile dell’abuso, considera quale soggetto passivo dell’ordine di demolizione il soggetto che ha il potere di rimuovere concretamente l’abuso, potere che compete indubbiamente al proprietario, anche se non responsabile in via diretta.

Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 19 aprile 2018, n. 2364. L’art. 31 t.u., nell’individuare i soggetti colpiti dalle misure repressive nel proprietario e nel responsabile dell’abuso, considera quale soggetto passivo dell’ordine di demolizione il soggetto che ha il potere di rimuovere concretamente l’abuso, potere che compete indubbiamente al proprietario, anche se non responsabile in...

In caso di licenziamento per giusta causa, ai fini della valutazione della proporzionalita’ tra fatto addebitato e recesso, viene in considerazione non gia’ l’assenza o la speciale tenuita’ del danno patrimoniale, ma la ripercussione sul rapporto di lavoro di una condotta suscettibile di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento
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In caso di licenziamento per giusta causa, ai fini della valutazione della proporzionalita’ tra fatto addebitato e recesso, viene in considerazione non gia’ l’assenza o la speciale tenuita’ del danno patrimoniale, ma la ripercussione sul rapporto di lavoro di una condotta suscettibile di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 4 aprile 2018, n. 8194. In caso di licenziamento per giusta causa, ai fini della valutazione della proporzionalita’ tra fatto addebitato e recesso, viene in considerazione non gia’ l’assenza o la speciale tenuita’ del danno patrimoniale, ma la ripercussione sul rapporto di lavoro di una condotta suscettibile di...

In tema di spese giudiziali, le “gravi ed eccezionali ragioni”, indicate esplicitamente nella motivazione per giustificare la compensazione totale o parziale, ai sensi dell’articolo 92 c.p.c., comma 2, nella formulazione applicabile “ratione temporis”, non possono essere illogiche o erronee
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In tema di spese giudiziali, le “gravi ed eccezionali ragioni”, indicate esplicitamente nella motivazione per giustificare la compensazione totale o parziale, ai sensi dell’articolo 92 c.p.c., comma 2, nella formulazione applicabile “ratione temporis”, non possono essere illogiche o erronee

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 6 aprile 2018, n. 8458. In tema di spese giudiziali, le “gravi ed eccezionali ragioni”, indicate esplicitamente nella motivazione per giustificare la compensazione totale o parziale, ai sensi dell’articolo 92 c.p.c., comma 2, nella formulazione applicabile “ratione temporis”, non possono essere illogiche o erronee, altrimenti configurandosi il vizio...

Il generale obbligo di concludere ogni procedimento amministrativo mediante l’adozione di uno espresso provvedimento, come prescritto dall’art. 2 comma 1, L. n. 241/90, comporta l’impugnabilità dell’atto con il quale l’Amministrazione rinvia sine die la verifica dei requisiti richiesti dalla normativa statale vigente
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Il generale obbligo di concludere ogni procedimento amministrativo mediante l’adozione di uno espresso provvedimento, come prescritto dall’art. 2 comma 1, L. n. 241/90, comporta l’impugnabilità dell’atto con il quale l’Amministrazione rinvia sine die la verifica dei requisiti richiesti dalla normativa statale vigente

Consiglio di Stato, sezione sesta, sentenza 18 aprile 2018, n. 2355. Il generale obbligo di concludere ogni procedimento amministrativo mediante l’adozione di uno espresso provvedimento, come prescritto dall’art. 2 comma 1, L. n. 241/90, comporta l’impugnabilità dell’atto con il quale l’Amministrazione rinvia sine die la verifica dei requisiti richiesti dalla normativa statale vigente in attesa...

In presenza di malattia multifattoriale tabellata, dinanzi alla provata esposizione ad un fattore cancerogeno previsto in tabella
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In presenza di malattia multifattoriale tabellata, dinanzi alla provata esposizione ad un fattore cancerogeno previsto in tabella

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 5 aprile 2018, n. 8416. In presenza di malattia multifattoriale tabellata, dinanzi alla provata esposizione ad un fattore cancerogeno previsto in tabella (anche senza indicazioni di soglia); ovvero in presenza di malattia multifattoriale non tabellata, acquisita la prova nel singolo giudizio – anche sulla base di indagini epidemiologiche confrontate...