La comunicazione di avvio del procedimento, non può ridursi a mero rituale formalistico
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La comunicazione di avvio del procedimento, non può ridursi a mero rituale formalistico

Consiglio di Stato, sezione quinta, Sentenza 5 giugno 2018, n. 3399. La massima estrapolata: La comunicazione di avvio del procedimento, non può ridursi a mero rituale formalistico, con la conseguenza, nella prospettiva del buon andamento dell’azione amministrativa, che il privato non può limitarsi a denunciare la mancata o incompleta comunicazione e la conseguente lesione della...

Su tutte le amministrazioni pubbliche, in generale, grava l’obbligo di attivare procedure competitive ogni qualvolta si debbano assegnare beni pubblici suscettibili di sfruttamento economico.
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Su tutte le amministrazioni pubbliche, in generale, grava l’obbligo di attivare procedure competitive ogni qualvolta si debbano assegnare beni pubblici suscettibili di sfruttamento economico.

Consiglio di Stato, sezione sesta, Sentenza 6 giugno 2018, n. 3412. La massima estrapolata: Su tutte le amministrazioni pubbliche, in generale, grava l’obbligo di attivare procedure competitive ogni qualvolta si debbano assegnare beni pubblici suscettibili di sfruttamento economico. Infatti, la mancanza di tale procedura introduce una barriera all’ingresso al mercato, determinando una lesione alla parità...

Il decorso del termine di sessanta giorni equivale alla emanazione di un provvedimento di rigetto dell’istanza, tenuto conto del tenore letterale dell’originario art. 13, Legge n. 47 del 1985 e dei lavori preparatori del Testo Unico sull’edilizia n. 380 del 2001
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Il decorso del termine di sessanta giorni equivale alla emanazione di un provvedimento di rigetto dell’istanza, tenuto conto del tenore letterale dell’originario art. 13, Legge n. 47 del 1985 e dei lavori preparatori del Testo Unico sull’edilizia n. 380 del 2001

Consiglio di Stato, sezione sesta, Sentenza 6 giugno 2018, n. 3417. La massima estrapolata: Il decorso del termine di sessanta giorni equivale alla emanazione di un provvedimento di rigetto dell’istanza, tenuto conto del tenore letterale dell’originario art. 13, Legge n. 47 del 1985 e dei lavori preparatori del Testo Unico sull’edilizia n. 380 del 2001....

In sede di legittimita’, non sono consentite le censure che si risolvano nella prospettazione di una diversa valutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito
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In sede di legittimita’, non sono consentite le censure che si risolvano nella prospettazione di una diversa valutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 17 maggio 2018, n. 21916. Le massime estrapolate: Il vizio logico della motivazione deducibile in sede di legittimita’ deve risultare dal testo della decisione impugnata e deve essere riscontrato tra le varie proposizioni inserite nella motivazione, senza alcuna possibilita’ di ricorrere al controllo delle risultanze processuali; con la...

In tema di furto, e’ configurabile l’aggravante della esposizione alla pubblica fede dei beni anche quando gli stessi siano custoditi in un locale chiuso a chiave
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In tema di furto, e’ configurabile l’aggravante della esposizione alla pubblica fede dei beni anche quando gli stessi siano custoditi in un locale chiuso a chiave

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 17 maggio 2018, n. 21911. La massima estrapolata: In tema di furto, e’ configurabile l’aggravante della esposizione alla pubblica fede dei beni anche quando gli stessi siano custoditi in un locale chiuso a chiave nel caso in cui, in mancanza di ulteriori presidi di sicurezza e controllo e...

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Non c’è dolo specifico se l’annotazione della fattura fittizia non è finalizzata a una specifica evasione ma ad annullare gli effetti contabili della precedente annotazione delle fatture

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 17 maggio 2018, n. 21908. La massima estrapolata: Non c’è dolo specifico se l’annotazione della fattura fittizia non è finalizzata a una specifica evasione ma ad annullare gli effetti contabili della precedente annotazione delle fatture, anche queste fittizie emesse dalla società dichiarata fallita. Sentenza 17 maggio 2018, n....

Ai fini della configurabilita’ del delitto di cui all’articolo 337 c.p.
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Ai fini della configurabilita’ del delitto di cui all’articolo 337 c.p.

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 17 maggio 2018, n. 21907. Le massima estrapolate: Ai fini della configurabilita’ del delitto di cui all’articolo 337 c.p., l’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria integra il requisito della violenza e non una condotta di mera resistenza passiva, quando non costituisce...

L’accertamento della legittima difesa putativa
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L’accertamento della legittima difesa putativa

Corte di Cassazione, sezione quinta penale, Sentenza 17 maggio 2018, n. 21905. La massima estrapolata: L’accertamento della legittima difesa putativa, cosi’ come di quella reale, deve essere effettuato con giudizio ex ante – e non gia’ ex post – delle circostanze di fatto, cronologicamente rapportato al momento della reazione e dimensionato nel contesto delle specifiche...

In caso di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilita’, ai sensi dell’articolo 186 C.d.S., comma 9 bis, il giudice deve sospendere l’efficacia della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida
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In caso di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilita’, ai sensi dell’articolo 186 C.d.S., comma 9 bis, il giudice deve sospendere l’efficacia della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida

Corte di Cassazione, sezione quarta penale, Sentenza 17 maggio 2018, n. 21887. Le massime estrapolate: La sentenza emessa ai sensi dell’articolo 444 c.p.p., devono essere sempre applicate le sanzioni amministrative accessorie che conseguono di diritto il reato anche se non oggetto di accordo, non solo quando l’applicazione sia omessa, ma anche quando questa sia disposta...

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In tema di provvedimento di trasferimento adottato in violazione dell’articolo 2103 c.c.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, Sentenza 11 maggio 2018, n. 11408. La massima estrapolata: In tema di provvedimento di trasferimento adottato in violazione dell’articolo 2103 c.c., l’inadempimento datoriale non legittima in via automatica il rifiuto del lavoratore ad eseguire la prestazione lavorativa in quanto, vertendosi in ipotesi di contratto a prestazioni corrispettive, trova applicazione il...