S.r.l. e l’erogazione di somme a titolo di mutuo o di versamento
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S.r.l. e l’erogazione di somme a titolo di mutuo o di versamento

Corte di Cassazione, sezione prima civile, Sentenza 17 ottobre 2018, n. 26004. La massima estrapolata: L’erogazione di somme che, a vario titolo, i soci effettuano alle società da loro partecipate può avvenire a titolo di mutuo, con il conseguente obbligo per la società di restituire la somma ricevuta ad una determinata scadenza, oppure di versamento,...

La sentenza di condanna pronunciata in un processo tra il creditore della società ed una società di persone non impedisce allo stesso creditore d’agire in sede di cognizione per munirsi di uno specifico titolo esecutivo nei confronti del socio
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La sentenza di condanna pronunciata in un processo tra il creditore della società ed una società di persone non impedisce allo stesso creditore d’agire in sede di cognizione per munirsi di uno specifico titolo esecutivo nei confronti del socio

Corte di Cassazione, sezione terza civile, Ordinanza 12 ottobre 2018, n. 25378. La massima estrapolata: In tema di società di persone, se, per un verso, la sentenza di condanna pronunciata in un processo tra il creditore della società ed una società di persone costituisce titolo esecutivo anche contro il socio illimitatamente responsabile, in quanto dall’esistenza...

In sede di azione di responsabilità sociale, la mancata o irregolare tenuta delle scritture contabili
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In sede di azione di responsabilità sociale, la mancata o irregolare tenuta delle scritture contabili

Corte di Cassazione, sezione terza civile, Ordinanza 11 ottobre 2018, n. 25160. La massima estrapolata: In sede di azione di responsabilità sociale, la mancata o irregolare tenuta delle scritture contabili, pur se addebitabile all’amministratore convenuto, non giustifica che il danno risarcibile sia determinato e liquidato nella misura corrispondente alla differenza tra il passivo accertato e...

La cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società medesima, impedisce che la stessa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio
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La cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società medesima, impedisce che la stessa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio

Corte di Cassazione, sezione lavoro, Ordinanza 9 ottobre 2018, n. 24853. La massima estrapolata: La cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società medesima, impedisce che la stessa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio, sicché, se l’estinzione interviene in un giudizio...

L’incarico di amministratore di società si presume a titolo oneroso
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L’incarico di amministratore di società si presume a titolo oneroso

Corte di Cassazione, sezione sesta civile, Ordinanza 3 ottobre 2018, n. 24139. La massima estrapolata: L’incarico di amministratore di società si presume a titolo oneroso; il compenso è dovuto all’amministratore a prescindere dal fatto che egli lo richieda; la gratuità dell’incarico può derivare da una apposita clausola in tal senso contenuta nello statuto della società...

Qualora la denuncia al tribunale ex art. 2409 cod. civ. di sospetto di gravi irregolarità commesse da parte degli organi sociali della società di capitali si riveli infondata
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Qualora la denuncia al tribunale ex art. 2409 cod. civ. di sospetto di gravi irregolarità commesse da parte degli organi sociali della società di capitali si riveli infondata

Corte di Cassazione, sezione terza civile, Ordinanza 27 settembre 2018, n. 23199. La massima estrapolata: Qualora la denuncia al tribunale ex art. 2409 cod. civ. di sospetto di gravi irregolarità commesse da parte degli organi sociali della società di capitali si riveli infondata, e la gestione sociale da parte degli organi in carica non sia...

Una società di fatto, ancorché non esistente nei rapporti tra soci, può apparire esistente, di fronte ai terzi, quando due o più persone operino in modo da ingenerare l’opinione che essi agiscano come soci, suscitando il legittimo affidamento sull’esistenza della società
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Una società di fatto, ancorché non esistente nei rapporti tra soci, può apparire esistente, di fronte ai terzi, quando due o più persone operino in modo da ingenerare l’opinione che essi agiscano come soci, suscitando il legittimo affidamento sull’esistenza della società

Corte di Cassazione, sezione prima civile, Ordinanza 31 agosto 2018, n. 21539. La massima estrapolata: Una società di fatto, ancorché non esistente nei rapporti tra soci, può apparire esistente, di fronte ai terzi, quando due o più persone operino in modo da ingenerare l’opinione che essi agiscano come soci, suscitando il legittimo affidamento sull’esistenza della...

Finanziamento soci oppure  versamento, destinato ad essere iscritto non tra i debiti, ma a confluire in apposita riserva “in conto capitale”
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Finanziamento soci oppure versamento, destinato ad essere iscritto non tra i debiti, ma a confluire in apposita riserva “in conto capitale”

Corte di Cassazione sezione terza civile, Ordinanza 23 agosto 2018, n. 20978. La massima estrapolata: L’erogazione di somme che, a vario titolo, i soci effettuano alle società da loro partecipate può avvenire a titolo di mutuo, con il conseguente obbligo per la società di restituire la somma ricevuta ad una determinata scadenza, oppure di versamento,...

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Nel rapporto di lavoro del socio di cooperativa, riguardo al requisito di specificità delle ragioni di esclusione dalla compagine sociale

Corte di Cassazione, sezione lavoro, Sentenza 18 luglio 2018, n. 19090. La massima estrapolata: Nel rapporto di lavoro del socio di cooperativa, riguardo al requisito di specificità delle ragioni di esclusione dalla compagine sociale, possono applicarsi i principi giurisprudenziali dettati in materia di contestazione dell’addebito disciplinare secondo cui l’esigenza di specificità della contestazione non obbedisce...

In presenza di perdite pregresse, relative ai rendiconti precedenti, l’utile deve essere destinato a coprire il passivo determinatosi e solamente in caso di eccedenza può essere distribuito ai soci.
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In presenza di perdite pregresse, relative ai rendiconti precedenti, l’utile deve essere destinato a coprire il passivo determinatosi e solamente in caso di eccedenza può essere distribuito ai soci.

Corte di Cassazione, sezione prima civile, Ordinanza 4 luglio 2018, n. 17489. La massima estrapolata: In presenza di perdite pregresse, relative ai rendiconti precedenti, l’utile deve essere destinato a coprire il passivo determinatosi e solamente in caso di eccedenza può essere distribuito ai soci. Nessuna rilevanza sostitutiva assume la dichiarazione dei redditi presentata dalla società:...