L'Ordinanza civile n. 8901 della Corte di Cassazione, del 3 aprile 2025, ha precisato l'onere della prova in tema di inadempimento delle obbligazioni, specialmente quando si tratta di rapporti sinallagmatici (obbligazioni corrispettive).
La Suprema Corte ha ribadito che, in linea generale, il creditore che chiede l'adempimento di un'obbligazione ha l'onere di provare esclusivamente il fatto costitutivo del proprio diritto, ovvero l'esistenza dell'obbligazione che assume essere stata inadempita.
Tuttavia, la situazione cambia in presenza di obbligazioni corrispettive. Se la parte convenuta eccepisce l'inadempimento dell'attore alla propria obbligazione, quest'ultimo (l'attore) deve a sua volta provare di aver adempiuto all'obbligazione di cui la controparte è creditrice. Questa prova, ha sottolineato la Cassazione, non solo presuppone ma comprende anche l'individuazione chiara dell'obbligo da adempiere da parte dell'attore.
In sintesi, l'ordinanza chiarisce che in un contesto di obbligazioni reciproche, la parte che lamenta l'inadempimento altrui e viene a sua volta accusata di inadempimento, deve dimostrare di aver onorato la propria parte del contratto, specificando quale fosse tale obbligo.




