L massima In tema di interpretazione del contratto, il criterio ermeneutico previsto dall’art. 1367 cod. civ., postulando che il giudice non abbia potuto identificare chiaramente l’intento delle parti attraverso l’utilizzazione degli altri criteri previsti dalle precedenti disposizioni (artt. 1362 e ss, cod. civ.), ha carattere integrativo e sussidiario rispetto a questi ultimi: pertanto, qualora gli...
Categoria: Diritto Civile e Procedura Civile
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza del 22 marzo 2012, n.4555. Criteri per accertare la sussitenza o meno della coabitazione ai fini dell’assegnazione della casa coniugale
La massima Ai fini dell’assegnazione della casa coniugale, nelle ipotesi contrassegnate da una convivenza non quotidiana occorre accertare la sussistenza o meno della coabitazione assumendo come criteri la regolarità del ritorno, il collegamento stabile con l’abitazione del genitore, la prevalenza temporale dell’effettiva presenza del figlio nel luogo di coabitazione con il genitore o, in ogni...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza del 3 aprile 2012, n.5285. Preliminare: a norma degli art. 2934, 2935 e 2946 c.c., l’inattività delle parti protrattasi per oltre dieci anni da quando il diritto alla stipulazione del contratto definitivo poteva essere fatto valere, comporta l’estinzione del diritto medesimo per prescrizione
Le massime 1. Il contratto preliminare è fonte di obbligazione al pari di ogni altro contratto ed il suo particolare oggetto, cioè l’obbligo di concludere il contratto definitivo, non esclude che, ove non sia fissato un termine né in sede convenzionale, né in sede giudiziale, sia applicabile ai sensi dell’art. 1183 c.c. la regola dello...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 10 aprile 2012 n. 5652. Risarcimento del danno per il mancato mantenimento per il figlio naturale non riconosciuto, anche se il riconoscimento avviene dopo 40 anni.
Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 10 aprile 2012 n. 5652.Risarcimento del danno per il mancato mantenimento per il figlio naturale non riconosciuto, anche se il riconoscimento avviene dopo 40 anni. Il testo integrale[1] Aprire il seguente collegamento Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 10 aprile 2012 n. 5652. Per gli ermellini...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza del 26 marzo 2012, n. 4854. Preliminare ed oggetto determinato. Nullità
La massima L’esigenza della determinatezza o almeno della determinabilità dell’oggetto del contratto, sanzionata di nullità dall’art. 1418 c.c., comma 2, in relazione all’art. 1346 c.c. e all’art. 1325 c.c., n. 3, è soddisfatta – con riferimento al contratto preliminare di compravendita immobiliare avente ad oggetto la comproprietà, in ragione della metà, di un terreno e...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 30 gennaio 2012, n. 1310. In caso di danni da insidia la distrazione dell’utente della strada esclude la P.A. da responsabilità
La massima in relazione ai danni verificatisi nell’uso di un bene demaniale, tanto nel caso in cui risulti in concreto configurabile una responsabilità oggettiva della P.A. ai sensi dell’art. 2051 c.c., quanto in quello in cui risulti invece configurabile una responsabilità ai sensi dell’art. 2043 c.c., l’esistenza di un comportamento colposo dell’utente danneggiato esclude la...
Corte di Cassazione, sezione VI, senetnza 19 marzo 2012, n.4330. Per aver diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune, il condomino deve dimostrarne l’urgenza, ai sensi dell’art. 1134 cod. civ., ossia la necessità di eseguirla senza ritardo, e quindi senza poter avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini.
Le massime Per aver diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune, il condomino deve dimostrarne l’urgenza, ai sensi dell’art. 1134 cod. civ., ossia la necessità di eseguirla senza ritardo, e quindi senza poter avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini. In materia di condominio non opera la disposizione dettata in tema...
Corte di Cassazione, sezione II, sntenza 20 marzo 2012, n.4382. Sulla responsabilità precontrattuale della P.A.
La massima Qualora un immobile, in possesso della PA, venga detenuto a titolo di comodato, in buona fede a seguito di trattative che non hanno portato alla conclusione del contratto, la buona fede ed il legittimo affidamento del comodatario vengono meno se l’altra parte manifesti in modo inequivoco di non consentire la prosecuzione del rapporto...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 febbraio 2012, n.3134. L’intestazione fiduciaria di un bene – frutto della combinazione di effetti reali in capo al fiduciario e di effetti obbligatori a vantaggio del fiduciante – è caratterizzata non solo dal trasferimento vero e proprio in favore del fiduciario, ma anche dal pactum fiduciae ovvero dall’obbligo, inter partes, del ritrasferimento al fiduciante o al beneficiario da lui indicato, mancando, invece – a differenza della donazione indiretta – qualsiasi intento liberale del fiduciante verso il fiduciario
La massima L’intestazione fiduciaria di un bene – frutto della combinazione di effetti reali in capo al fiduciario e di effetti obbligatori a vantaggio del fiduciante – è caratterizzata non solo dal trasferimento vero e proprio in favore del fiduciario, ma anche dal pactum fiduciae ovvero dall’obbligo, inter partes, del ritrasferimento al fiduciante o al...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza del 30 marzo 2012, n. 5226. In tema di accertamento dell’IVA, i documenti informatici (cosiddetti “files”), estrapolati legittimamente dai computers nella disponibilità dell’imprenditore, nei quali sia contenuta contabilità non ufficiale, costituiscono, in quanto scritture dell’impresa stessa, elemento probatorio, sia pure meramente presuntivo, utilmente valutabile, salva la verifica della loro attendibilità
La massima In tema di accertamento dell’IVA, i documenti informatici (cosiddetti “files”), estrapolati legittimamente dai computers nella disponibilità dell’imprenditore, nei quali sia contenuta contabilità non ufficiale, costituiscono, in quanto scritture dell’impresa stessa, elemento probatorio, sia pure meramente presuntivo, utilmente valutabile, salva la verifica della loro attendibilità. Ne deriva che essi non possono essere ritenuti dal...